Bimbi sani, felici e…vegetariani! Breve guida allo svezzamento vegetariano

Che sia per scelta etica o salutistica, il numero di persone che scelgono una dieta vegetariana è in costante aumento e di conseguenza, negli ultimi tempi, anche i genitori che scelgono di svezzare il loro figli senza carne e pesce sono sempre di più. Che si tratti di una dieta per adulti o di introdurre i propri piccoli al cibo solido vegetariano, è essenziale avere una dettagliata conoscenza delle necessità nutrizionali dell’adulto e del bambino e il significato funzionale degli alimenti. Nello svezzamento vegetariano, in particolare, è importantissimo compensare adeguatamente l’assenza di carne e pesce per evitare carenze di ferro, calcio, zinco con conseguente arresto della crescita.

In quanto grande appassionata e studiosa di cucina vegetariana da oltre dieci anni e soprattutto mamma di due splendide gemelle di due anni che sono state svezzate con amore e cibo vegetariano, riassumo qui di seguito le principali linee guida e consigli dedicati ai genitori che decidono di svezzare i propri figli seguendo la dieta vegetariana, frutto di anni di ricerche e chiacchierate con esperti in materia. Ovviamente è indispensabile fare sempre riferimento ad un pediatra esperto in alimentazione vegetariana!

  • Il bimbo deve essere pronto: dovrebbe avere almeno sei mesi, essere in grado di stare seduto da solo e non avere più il riflesso di protrusione della lingua.
  • Portate molta pazienza, allontanate l’ansia e le preoccupazioni: lo svezzamento è un grande cambiamento per il vostro piccolo. Rispettate i suoi tempi i suoi gusti (che tra l’altro, possono cambiare molto spesso)!
  • Prediligere ingredienti freschi, di stagione, non trattati.
  • Per compensare adeguatamente la mancanza delle proteine animali contenute nella carne è opportuno integrare con proteine animali quali uova e formaggi (tra questi il grana e l’emmenthal ne contengono in maggiore quantità rispetto agli altri formaggi) e soprattutto proteine vegetali, in primis legumi (lenticchie, ceci, fagioli di vario genere, fave, soia e le sue numerosi varianti), cereali (avena, seitan, riso integrale), semi (mandorle, zucca, girasole, arachidi, pinoli, canapa, noci, nocciole, chia, ecc) e ovviamente frutta e verdura (broccoli, spinaci, cavolo, patate, avocado, ecc).
  • I legumi non dovrebbero mai mancare a pasto (sono la fonte primaria di proteine nel regno vegetale e contengono ferro e zinco) e per i piccoli vanno utilizzati quelli decorticati oppure vanno passati in un passaverdure dopo la cottura per privarli della parte più spessa. Anche lasciare i legumi in ammollo e cuocerli con un pezzetto di alga kombu (precedentemente lasciata a bagno per farle perdere buona parte dello iodio) aiuta la digestione del legume e arricchisce l’alimento di sali minerali. Una buona idea è preparare un piatto unico con cereali e legumi, dove il rapporto cereali-legumi è 3-1: con l’aggiunta di qualche verdura è un pasto completo!
  • Come per i legumi, anche cereali e verdure vanno proposti al piccolo privi di fibra, almeno nel primo anno di vita: questo per garantire un giusto apporto di calorie e scongiurare problemi digestivi.
  • Offrire sempre un alimento energetico (frutta e verdura sono essenziali ma generalmente non contengono molte calorie ad eccezione della banana, patata e zucca) come creme di frutta secca, ad esempio.
  • È importantissimo per adulti e bambini vegetariani integrare la vitamina B12 (contenuta nella carne e parzialmente nelle uova e nei latticini) e gli omega-3 (acidi grassi contenuti soprattutto nel pesce). Entrambe vanno prese a parte con integratori specifici.
  • Gli alimenti proposti dovrebbero essere ricchi di ferro: questo è contenuto nella buccia dei cereali integrali (che però andrebbero evitati almeno nel primo anno di vita del piccolo), nei legumi, nei semi (come ad esempio girasole o sesamo), in molte verdure a foglia verde, nel prezzemolo, nella frutta disidratata (soprattutto le albicocche). Per facilitarne l’assimilazione, è opportuno aggiungere qualche goccia di limone ai piatti che contengono questi alimenti: la vitamina C del limone, infatti, favorisce l’assimilazione del ferro vegetale.
  • Può essere utile un’introduzione graduale ai cibi solidi, con un alimento nuovo alla volta per un po’ di giorni prima di proporre altro. Questo permette di verificare la reazione al cibo proposto ed eventualmente identificare l’alimento che può infastidire il vostro piccolo.
  • Gli ingredienti da evitare nel primo anno di vita sono: miele, latte vaccino (va bene quello in formula se non è possibile allattare), uova crude, thè, caffè e tisane (salvo indicazioni mediche).
  • Ricordate che i bambini agiscono per imitazione dell’adulto e i genitori sono il primo grande esempio per loro! Questa è un’ottima occasione anche per tutta la famiglia per porre maggiore attenzione alla dieta e sedersi insieme a tavola per scoprire e riscoprire insieme i sapori che la nostra terra ci offre!

E ora una semplicissima ricetta per un primo gustoso, semplice e di grande effetto: il risotto alla barbabietola. I bambini resteranno incantati dall’eccezionale colore rosa del riso! La barbabietola contiene preziose proprietà quali sali minerali (sodio, calcio, potassio, ferro, magnesio e fosforo) e vitamine (A, C e del gruppo B).

Risotto rosa

320 gr di riso carnaroli

1 scalogno

2 barbabietole rosse

50 gr di parmigiano reggiano

Brodo vegetale qb

Olio di girasole qb

Olio extra vergine di oliva qb

Bollite le barbabietole fino a che sono morbide, scolatele e lasciatele da parte.

Tritate lo scalogno e fatelo rosolare con l’olio di girasole in una padella (io amo usare la wok). Unite il riso e fatelo tostare per qualche minuto. Aggiungete il brodo vegetale e, mano a mano che si asciuga il riso, versatene altro, poco alla volta.

Quando mancano cinque minuti alla fine della cottura del riso, aggiungete a riso le barbabietole precedentemente frullate. Ultimata la cottura, spegnete il fuoco, aggiungete grana e olio d’oliva e lasciate riposare qualche minuto prima di servire.

Buon appetito!

***

Il modo in cui vengono vissuti il nutrire e l’essere nutrito farà da modello per tutte le relazioni future che implicano il donarsi, l’accudire, l’offrire, l’accettare, il condividere. Insegnerà l’autoregolarsi o, al contrario, le dipendenze.

Quali emozioni domineranno la scena in questo primo atto della storia del cibo?

Le tenerezza, il gioco, il piacere, la curiosità? Oppure l’ansia, la frustrazione, il disgusto, la rabbia?

Quali valori apprenderanno madre e bambino dal loro reciproco confrontarsi davanti ad un piatto, un biberon o nell’abbraccio della poppata? La fiducia, il rispetto, la calma, l’attenzione? Oppure l’obbedienza, la rassegnazione, l’ordine, la fretta?

 

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