C’era una volta un fiore di loto innamorato della Luna. Ogni notte guardava in alto verso il cielo in cerca della Luna splendente. Talvolta c’erano delle nuvole per cui si sentiva triste perché non poteva vederla. Un giorno il loto parlò al suo amico cigno, che viveva nello stesso stagno e disse: ‘’Come mi manca la mia cara Luna: tutto il giorno sono in attesa di vedere il suo viso, e mi manca così tanto’’. Il cigno disse gentilmente: ‘’Se tu ami veramente la Luna, potrai vedere il suo viso nel profondo del tuo cuore’’. Il loto chiuse i suoi petali e guardò dentro di sé. Era così felice di vedere il volto della Luna sorridergli con affetto e sussurrò: ‘’D’ora in poi non mi sentirò più solo perché so che la mia carissima Luna è sempre con me’’.

Proprio in quel momento apparve un bellissimo uccello del paradiso e disse: ‘’Grazioso loto, ti porto un messaggio dalla Luna. Nonostante sembri così lontana, anche lei ti amo moltissimo. Se guardi dentro uno specchio d’acqua in una notte chiara, quando ogni cosa è immobile, vi vedrai riflesso il suo volto, così vicino a te’’.

Quella notte, il loto guardò nell’acqua e vide l’affettuoso viso della Luna, così vicino. Con gioia la baciò con i suoi petali profumati, quando improvvisamente non poté più vederla. Allora disse: ‘’Deve essersi nascosta nel mio cuore. Certe volte la vedo alta in cielo, questa notte invece l’ho vista nell’acqua dello stagno: ama giocare a nascondino! Eppure, anche se non posso vederla, sento il suo amore nel mio cuore, nella mia mente ed i miei petali brillano quando la penso. Cara Luna, come sei bella!

Questa fiaba, tratta dal libro ‘’Lo Yoga dei Bambini’’ di Didi A‘nanda Paramita’, è una delle mie preferite e adoro raccontarla ai bimbi durante le nostre lezioni di yoga. Amo in particolare narrarla attraverso le mudra e i piccoli partecipanti si divertono ad imitarmi, seguendo il racconto con il movimento delle mani e spesso inventando nuove posizioni con le mani: il fiore di loto, la luna, le nuvole, il cigno, il cuore, l’uccello del paradiso…

Alla fine del racconto spesso i piccoli mi trasmettono naturalmente le loro impressioni e la loro morale della storia. A me piace raccontare che ciò che possiamo imparare da questa fiaba è che in fondo non ci separiamo mai da chi amiamo davvero. Se abbiamo il coraggio di guardare nel nostro cuore, troveremo lì chi amiamo e chi ci ama, senza limiti di tempo e spazio. Cosi anche le persone che hanno abbandonato il loro corpo materiale risiedono – se lo desideriamo – nel nostro cuore, ovvero la nostra parte più saggia, profonda e divina, il luogo dove risiede anche la nostra anima.

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