. . .

Nel cristianesimo l’esychía è una vita di preghiera e solitudine, i monaci soliti a ritirarsi nelle zone più remote del deserto ricercano la comunione con Dio attraverso una rigida pratica ascetica e meditativa. La ripetizione verbale o silenziosa della semplice preghiera «Signore Gesù, abbi pietà di me» o «Kyrie eleison» nella sua forma più breve diventa così il mezzo per raggiungere l’esychía, la tranquillità dell’anima.

Con l’invocazione della preghiera del cuore Gesù invia nel cuore stesso una forza spirituale chiamata “Pace di Cristo” che diviene incomprensibile alla sola ragione e comprensibile solo attraverso una esperienza mistica.

Le principali opere a cui si fa riferimento per queste tematiche sono La Filocalia un’importante collezione di antichi scritti cristiani, pubblicata nel 1782 da Nicodemo Aghiorita e da Macario di Corinto, e i Racconti di un pellegrino russo, pubblicati nel 1884 da autore anonimo.

Il metodo di orazione esicastica secondo l’insegnamento di Padre Serafino è raccolta da J. Y. Leloup nel libro “L’esicasmo” dove si illustrano in maniera precisa e accurata le caratteristiche di questa pratica meditativa che si racchiude in sei modalità di meditazione, ossia:

  • Meditazione della Montagna: siediti e sentiti come una montagna imparando a prendere tempo, accogliere le stagioni, mantenersi tranquillo e silenzioso in modo tale da imparare a “vedere” senza giudicare, come se fosse dato a tutto ciò che cresce sulla montagna il “diritto di esistere”;
  • Meditazione del Papavero, orientando la meditazione verso la luce e raddrizzando la colonna vertebrale, osservando bene il papavero si imparerà non soltanto la dirittura dello stelo, ma anche una certa flessibilità sotto le ispirazioni del vento e poi anche una certa umiltà;
  • Meditazione dell’oceano accordando il respiro al grande respiro delle onde, pur conservando la propria identità in modo da diventare un tutt’uno con l’oceano stesso;
  • Meditazione della tortora: meditare è mormorare come la tortora, lasciar salire in te quel canto che viene dal cuore… Meditare è respirare cantando.

Padre Serafino propone di ripetere, mormorare, canticchiare ciò che è nel cuore di tutti i monaci dell’Athos: Kyrie eleison, Kyrie eleison, e aggiunge: «Quando i pensieri ti tormentano, ritorna dolcemente a quell’invocazione, respira più profondamente, tieniti diritto e immobile e incomincerai a conoscere un inizio di esychía».

Quest’invocazione conduce gradualmente verso un profondo rispetto nei confronti di tutto ciò che esiste e per ciò che è nascosto e si trova alla radice di ogni esistenza.

Padre Serafino insegna poi «la meditazione di Abramo», con la quale «noi entriamo in una nuova e più alta coscienza che si chiama fede, ossia l’adesione dell’intelligenza e del cuore a quel “Tu” che è, che traspare nella molteplice intimità di tutti gli esseri».

L’ultimo insegnamento di Padre Serafino è meditare come Gesù: «Meditare come Gesù è ricapitolare tutte le forme di meditazione che ti ho insegnato fino ad ora. Gesù è l’uomo cosmico. Sapeva meditare come la montagna, come il papavero, come l’oceano, come la tortora. Sapeva anche meditare come Abramo».

Massimo Mannarelli

Condividi l'articolo su:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie e cliccando su "Accetta" acconsenti al loro utilizzo. Buona navigazione!

Chiudi