Ecco il nuovo numero del nostro Yoga Magazine (il 14!!).

Abbiamo deciso di concentrarci sull’influsso del suono e della vibrazione sulla pratica Yoga: leggeremo del fondatore dello Yoga del Suono (Nada Yoga), parleremo di campane tibetane, gong, mantra, vibrazioni, e tanto altro…

In questo editoriale vogliamo però soffermarci su un aspetto fondamentale della nostra pratica ossia l’ascolto (che ovviamente va a braccetto con il suono).

Quando decidiamo di praticare che siamo in casa o al nostro caro centro yoga, decidiamo prima di tutto di allontanarci da tutto ciò che costituisce l’ambiente esterno (e per ambiente esterno non facciamo riferimento unicamente al mondo materiale, ma anche a tutti i pensieri, le preoccupazioni e le ansie connesse con il mondo in cui viviamo: lavoro, famiglia, ecc…) e di portare tutta l’attenzione verso il nostro mondo interiore. Ci poniamo quindi IN ASCOLTO.

Ascoltiamo il nostro respiro prima di tutto, senza giudicarlo. Vediamo se è lungo o corto, diaframmatico o toracico (o addirittura clavicolare).

Ascoltiamo, se riusciamo, il nostro cuore… il battito, se lento o accelerato.

Quando poi proseguiamo nella pratica rimaniamo centrati ed in ascolto: ascoltiamo i piccoli rumori del nostro corpo, gli scricchiolii, anche qui senza giudicarli, ma accettandoli come messaggi che il nostro corpo ci regala per permetterci di capirlo.

Poi, dopo ogni asana o sequenze di asana (se magari stiamo praticando un Vinyasa) ascoltiamo il corpo, le differenze tra il lato destro e il lato sinistro… ascoltiamo se il respiro è più veloce, se il battito del cuore è mutato e ascoltiamo i nostri pensieri. Verifichiamo se siamo riusciti almeno in parte a sospendere il flusso dei pensieri e le modificazioni mentali (le famose citta vritti di cui ci parla Patanjali negli Yoga Sutra).

Quando poi nella nostra pratica decidiamo di associare un mantra, magari mentre facciamo il nostro surya namaskara (con i bija mantra) oppure mentre ci prepariamo alla meditazione, allora l’ascolto si fa sempre più importante: l’udito diventa il nostro solo senso. Ascoltiamo la vibrazione e la portiamo dentro di noi.

Lo Yoga ci insegna così l’importanza dell’ascolto e credo che questo insegnamento vada poi portato fuori nella vita di tutti i giorni. Spesso abbiamo molta urgenza di comunicare: nei social tutti abbiamo la necessità di esprimere i nostri pensieri, mostrare le nostre immagini, ma spesso dimentichiamo l’importanza dell’ascolto e dell’attenzione. Lo yoga ci insegna così ad ascoltare, ad avere attenzione, ad essere “tutt’orecchi” scegliendo di mettere un po’ da parte il nostro “ego” e diventando una cosa sola con il mondo intorno a noi abbracciandolo e vibrando all’unisono con esso.

Ora vi invito a leggere i contributi dei nostri autori e a porvi così… in ASCOLTO

Sibilla Mannarelli Vecchiarino

Condividi l'articolo su:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi