“You will be nearer to heaven playing football than studying the Bhagavadgītā […] You will understand the Gita better with your biceps, your muscles […]”.

Swami Vivekananda, Discorso agli Studenti dell’Università di Calcutta[1].

Per cercare di comprendere le origini dello Yoga moderno dobbiamo tener conto della storia e le opere dei Fighters of Freedom. I Fighters of Freedom sono i patrioti che, a partire dal XIX secolo, oltre a combattere militarmente contro l’Impero britannico, trasformarono radicalmente la cultura e la società indiane. I due generi di Yoga – Yoga “spirituale” o “filosofico-religioso” e Yoga “fisico” – che possiamo riconoscere nei mille e uno stili, scuole e discipline che in Occidente prendono questo nome, nascono da loro, dai Fighters of Freedom.

Lo Yoga “filosofico” nasce dalla revisione della filosofia indiana operata da un gruppo ristretto di intellettuali bengalesi, appartenenti al clan dei “Bengali Kayastha”, un gruppo di famiglie nobili, imparentate tra loro, arrivate in Bengala nel X secolo dall’attuale Uttar Pradesh per sfuggire alle incursioni islamiche[2]. Del secondo – lo Yoga “fisico” abbiamo addirittura la data di nascita: il 29 luglio 1911. Quel giorno il Mohun Bagan Athletic Club[3], squadra di Calcio di Calcutta, vinse la IFA SHIELD – l’equivalente del campionato nazionale – battendo in finale per 2 a 1 la squadra britannica del glorioso East Yorkshire Regiments. La cronaca degli ultimi cinque minuti della partita è entrata nella leggenda: in svantaggio di 1 a 0 i bengalesi si lanciarono all’attacco e prima pareggiarono con una rete del capitano Shibdas Bhaduri e poi, al 90° ottennero il goal della vittoria con Abhilasha Ghosh. I festeggiamenti esplosero in tutta l’India e i giocatori del Mohun divennero “The Immortal Eleven”, gli undici immortali.

Il movimento nazionalista indiano comprese da subito l’importanza che lo sport e la ginnastica potevano avere nella lotta contro gli inglesi. Innanzitutto per un discorso di identità nazionale: la propensione per il gioco e la competizione del popolo indiano e l’esistenza di una comune tradizione di attività fisiche – come lo Yoga tra virgolette fisico e le arti marziali – potevano trasformare lo sport in un linguaggio comune, una maniera di veicolare le idee del nazionalismo e dell’indipendentismo. In secondo luogo perché gli inglesi avevano costruito il mito della “western supremacy” anche grazie alla loro prestanza fisica, che esibivano costantemente in performance, gare, ed ogni tipo di manifestazione pubblica, e batterli sul loro terreno avrebbe contribuito non poco alla creazione di un sentimento di orgoglio nazionale. Tra la fine del XIX secolo e i primi anni del XX secolo i nazionalisti indiani fondarono centinaia di palestre, “akhara”[4] e scuole di Educazione Fisica in cui le tecniche tradizionali dello Yoga e delle arti marziali indiane venivano unite alla ginnastica svedese, al body building e alla ginnastica militare occidentale.

Il movimento della “nuova ginnastica indiana” fu vastissimo e portò alla creazione di alcune realtà che avrebbero avuto un ruolo fondamentale nella nascita del moderno Yoga “fisico”; nel 1914 i due Fighters of Freedom Shri Ambadaspant Vaidya e Shri Anant Krishna Vaidya fondarono lo Shree Hanuman Vyayam Prasarak Mandal –  la prima scuola di formazione per insegnanti di Yoga, Ginnastica e Āyurveda, il cui scopo, come si legge nel sito ufficiale[5], era “to standardize and popularize India’s traditional system of physical culture[6]. Nel 1917 lo yogin bengalese Mukunda Lal Gosh – più conosciuto come Paramhamsa Yogananda – creò invece la “Ranchi School for Boys” – oggi “Yogoda Satsanga Sakha Math” – una scuola in cui si insegnava lo “yogoda” una disciplina basata sullo studio di 84 Asana tradizionali ed una serie di esercizi ispirati alle “tecniche di Isolation” messe a punto dal culturista tedesco Max Sick[7], e illustrate nel suo manuale, molto diffuso tra i giovani dell’epoca, intitolato “Muscle Control or Body Development by Will Power”[8] del 1910. Uno dei primi allievi di Yogananda è suo fratello minore, Bishnu Charan Ghosh, che nel 1923 fonda un’altra scuola di educazione fisica, il Ghosh Yoga College –  o College of Physical Education di Calcutta – oggi gestito dalla nipote di Yogananda, Muktamala Ghosh. Bhishnu insegna un mix di Yoga tradizionale e moderne tecniche occidentali e organizza esibizioni e competizioni sia di Yoga sia di body-building. Nel 1930, a rimarcare la derivazione del suo metodo dal Culturismo europeo, Bishnu pubblicherà un libro dal titolo “Muscle Control” in cui riprenderà quasi completamente i contenuti del manuale omonimo di Max Sick già utilizzato dal fratello per la creazione del suo sistema di “Esercizi di Ricarica[9]. Nel 1926 anche il raja di Mysore Wadiyar IV decise di creare una scuola di Educazione Fisica simile, nei contenuti a quelle create da Ghosh e dai fratelli Vaidya, affidandone la direzione allo yogin Tirumalai Krishnamacharya. Il giovane yogin creò quindi un nuovo metodo ispirato, oltre che allo Yoga medioevale, alla ginnastica svedese di Henrik Ling e, soprattutto, al lavoro di Niels Ebbesen Mortensen Bukh, allenatore della squadra danese di ginnastica artistica e ideatore di un sistema di allenamento, assai famoso all’epoca, chiamato “Primary Gymnastics[10]. Per promuovere il nuovo metodo Krishnamacharya cominciò esibirsi in performance nelle quali stupiva il pubblico con posizioni acrobatiche e prove di forza in cui sollevava i pesi con i denti e fermava le automobili in corsa con la forza delle braccia. Il successo fu immediato e il nuovo metodo, sistematizzato nel libro del 1934 “Yoga Makaranda, The Nectar of Yoga” divenne la base della maggior parte delle attuali scuole di Yoga “fisico”. Il “nuovo Yoga” di Krishnamacharya, Bisnhu Gosh, il primo Yogananda e, soprattutto in India, dello Shree Hanuman Vyayam Prasarak Mandal dei fratelli Vaidya, nasce dalla volontà del Movimento Nazionalista di creare l’immagine dell’Indiano forte, dai poteri quasi sovrumani, un Krishna del XX secolo in grado di distruggere il mito della “western supremacy[11]. Si tratta di una disciplina che unisce lo Yoga medioevale e le tecniche di allenamento della lotta tradizionale (malla-yuddha) alle moderne pratiche fisiche occidentali, dal Body Building di Max Sick, alla ginnastica svedese di Henrik Ling, alla “Primary Gymnastics” di Niels Bukh. I nuovi yogin divennero così in un certo senso gli “atleti della Dea” – intesa come Barathi Mata, la Madre India – simboli della forza e dell’orgoglio della nascente nazione indiana, e partirono alla conquista dell’Occidente, non come portatori di una millenaria tradizione, ma come ambasciatori della Nuova India.

Paolo Proietti

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[1] Vedi: Paolo Proietti, Laura Nalin, Andrea Pagano, Nunzio Lopizzo, “Storia Segreta dello Yoga” ( https://www.amazon.it/dp/1697366651 )

[2] Parleremo della nascita del moderno “Yoga filosofico” in un prossimo articolo, per ora ci limiteremo a citare i nomi di alcuni esponenti del clan dei “bengali Kayasta”, tutti imparentati tra loro e tutti provenienti dalle medesime scuole: Swami Vivekananda (Narendranath Datta), il rivoluzionario Bhurendranath Datta (fratello di Vivekananda), Sri Aurobindo (Aurobindo Ghose), il poeta Manmohan Ghose (Fratello di Aurobindo), il rivoluzionario Barindra Kumar Ghosh (fratello maggiore di Aurobindo e Manmohan), Paramhamsa Yogananda (Mukunda Lal Gosh), lo yogin Bishnu Charan Ghosh (fratello di Yogananda), lo scrittore Sananda Lal Ghosh (fratello maggiore di Yogananda e Bishnu Charan Gosh), Swami Prabhupada (Abhay Charan De) fondatore dell’International Society for Krishna Consciousness (Hare Krishna)

[3] Il Mohun Bagan Athletic Club, la più forte squadra indiana di calcio di tutti i tempi, fu fondata alla fine del XIX secolo dal Fighter of Freedom Bhupendra Nath Bose, amico di famiglia di Vivekananda e futuro presidente del “Congresso Nazionale Indiano”.

[4] Gli “Akhara” sono i centri di formazione per le arti marziali egli sport da combattimento.

[5] hvpn.org

[6] hvpn.org

[7] Fonte: Mark Singleton, Mark. Yoga body : the origins of modern posture practice. Oxford University Press.(2010) ISBN 978-0-19-539534-1.

[8] Vedi: https://archive.org/details/MuscleControl/page/n1

[9] Fonte: Bonnie Knight. “Bishnu Charan Ghosh and His Influence on Modern Postural Yoga“. History of Modern Yoga. (2014).

[10] Fonti: Singleton, Mark (4 February 2011). “The Ancient & Modern Roots of Yoga”Yoga JournalNot as Old as You Think. OPEN Magazine (12 February 2011). Retrieved on 23 July 2018. Let’s Call it Danish Gymnastics: The Yoga Body – Mere Orthodoxy | Christianity, Politics, and Culture. Mere Orthodoxy (23 August 2011). Retrieved on 23 July 2018.

[11] Fonte: Mukti Jain Campion, (17 June 2016). “The Secret History of YogaBBC. Retrieved 8 January 2019. https://www.bbc.co.uk/programmes/b07flbst

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