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Piccoli esercizi di respiro da provare questa estate e ogni volta che vuoi.

Il respiro è un potente strumento che ci accompagna per tutta la vita.
Grazie al respiro possiamo controllare, agire e modificare anche i nostri stati emozionali.

Stati di agitazione e paura portano il respiro ad essere più corto, più veloce e affannoso; mentre stati emozionali tendenzialmente positivi rendono il nostro respiro più lento e profondo e portano ad uno stato di calma.

E’ così da quando veniamo al mondo. I neonati spesso si calmano se presi in braccio e messi cuore a cuore con un adulto: il respiro lento e calmo , specialmente della mamma, tranquillizza.

Fin da quando sono piccolissimi possiamo proporre ai bambini alcuni esercizi di respiro, attivanti o calmanti, che non hanno lo scopo di “insegnare a respirare” in quanto la biomeccanica dell’inspirazione e dell’espirazione sono un processo naturale che siamo tutti in grado di realizzare.

La domanda che possiamo porci è: i bambini sanno respirare nel modo corretto?

Qui vi propongo alcuni esercizi di respiro per bambini, bambine e genitori che con un pizzico di giocosità permettono di portare maggiore consapevolezza al respiro.

La palla del respiro

Con i bimbi della fascia 1-3 anni teniamo la respirazione il più possibile libera, dal naso, per forza di cose non possiamo chiedere ad un bimbo o una bimba di quell’età di distinguere le fasi della respirazione, ma con la sfera di Hoberman o palla del respiro che per forma e colori suscita sempre molto stupore, diamo loro la possibilità di percepirne visivamente il movimento.

I bimbi prendono con le mani la sfera alle sue estremità: quando la palla si allarga chiediamo loro di immaginare di bere da una cannuccia, simulando anche il rumore con la bocca; quando la palla si restringe, immaginiamo di soffiare una candelina per spegnerla.

Lo stesso esercizio possiamo proporlo ad una fascia di età più grande, dai 5 anni. Seduti in cerchio i bambini eseguono a turno l’apertura e la chiusura della palla del respiro e mentre un bimbo esegue, tutti gli altri ripetono il gesto di apertura e chiusura della sfera solo con il gesto delle loro mani; questo li aiuterà molto ad affinare il ritmo e la coordinazione oculo – manuale. Inoltre aspettando il proprio turno sperimentano la pazienza.

Durante il periodo estivo approfittiamo della natura e su un bel prato o sulla spiaggia, sediamoci insieme ai nostri bambini, guardandoli negli occhi, e portiamo l’attenzione al respiro: osserviamo insieme a loro l’ aria che entra dal naso e che esce dalla bocca, chiediamo loro le sensazioni che percepiscono.

L’aria è fresca quando inspiriamo? Più calda quando espiriamo?

Con una mano a qualche centimetro dalla bocca osserviamo più nel dettaglio questa qualità. Con i bambini più grandi possiamo provare la variante ad occhi chiusi, inibendo la vista , e permettendo loro di farsi guidare dalle sensazioni di percezione del momento e perché no, liberando la fantasia come solo loro sanno fare.

L’abbraccio del koala

Molto amato dai bambini della fascia 3-6 anni, età in cui affermano molte indipendenze su vari fronti, c’è chi inizia la scuola dell’infanzia e magari affronta i primi grandi distacchi dal genitore.

Usiamo questo piccolo esercizio di coccola per dedicarci del tempo insieme a loro, un tempo dove non pensare assolutamente a nulla, restando semplicemente abbracciati, abbandonandosi tra le braccia reciproche e provando a sincronizzare i respiri: immaginando che le pance siano due palloncini che prima rimbalzano tra loro e poi si spostano insieme in modo sincrono e morbido con la leggerezza di una bolla di sapone. Potete darvi un tempo: contare insieme fino a 5 e gonfiare la pancia, poi fare lo stesso conteggio e mandare la pancia in dentro. Una mano appoggiata sopra l’ ombelico aiuterà a percepire questo movimento.

La barchetta del respiro

Infine vi presento questo esercizio ideato sull’esempio dello studio che osservò lo scrittore Daniel Goleman in una classe di bambini di 5-6 anni ad Harlem (New York) che usarono il loro pupazzo preferito per tutta la durata di questa sperimentazione.

Possiamo riprodurlo costruendo una barchetta di carta o se sei in vacanza al mare, va bene anche un piccolo gioco da spiaggia da appoggiare sulla pancia.

Chiudendo gli occhi e cercando di trovare una posizione distesa comoda, proprio come quando ci distendiamo a riposare con i nostri bambini, solleviamo ed abbassiamo la pancia, come se fossero le onde del mare. Facciamo partire la nostra barchetta per un bellissimo viaggio, dove i nostri bimbi e le nostre bimbe sono i capitani della barca e la guidano con pazienza in un mare dalle onde calme e gentili.

Daniel Goleman notò che questo esercizio, se ripetuto nel tempo con costanza, aveva molti effetti vantaggiosi, primo fra tutti quello di rafforzare i circuiti cerebrali dei bambini.

Dedica se puoi ogni giorno un piccolo intervallo a questa serie di giochi di respiro, scegliendo insieme al tuo bimbo o alla tua bimba quelli che più vi attraggono.

Oltre a migliorare lo sviluppo e la capacità polmonare del respiro, lo yoga e queste tecniche presentate sempre in modo giocoso, assumono un aspetto educativo notevole, agendo non solo sulla sfera motoria, ma anche su quella sociale, verbale e cognitiva, migliorando anche i processi di attenzione e di gestione emotiva.

Fiorenza Minervini

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