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Perché partecipare ad un ritiro di yoga?

Oggi sempre più persone sentono che nella loro esistenza, anche se dinamica e vissuta pienamente, manca qualcosa; nel profondo resta una zona oscura e spesso inesplorata che tuttavia influenza il nostro umore, la qualità delle relazioni, il nostro modo di sentirci radicati nella realtà e di farne parte. Come se una promessa, un’aspettativa, più o meno inconscia, ma mai mantenuta nei fatti, fosse venuta meno.

Ci capita di percepire inadeguate e deludenti le occasioni e le attività a cui un tempo davamo significato e ci occupavano, e a volte ci interroghiamo sul senso di questo nostro stare al mondo.

Tutto il contesto della cultura orientale, e parte dell’occidente dai primi del novecento in poi, ha compreso con non era poi così essenziale e rispettoso del nostro vero essere interiore essere proiettati verso l’esterno, e verso il raggiungimento di un determinato obbiettivo. Quanto piuttosto rivolgere uno sguardo spassionato all’interno del nostro stesso spirito.

In modo più concreto possiamo facilmente intuire che essere motivati ed orientati continuamente in direzione di risultati da raggiungere per forza di cose produce una mente agitata ed incapace realmente di comprendersi nel suo insieme, fino a realizzare un equilibrio duraturo.

Vorrei fare un elenco di cinque punti chiave, che causano smarrimento, conseguenti disagi e sofferenze in molti di noi; anche fisici visto che le emozioni sono intrecciate saldamente con il corpo.

1) NON SIAMO CAPACI DI STARE BENE DA SOLI CON NOI STESSI

Quanti, tra voi, fanno del tutto per evitare l’incontro, non può essere che silenzioso ed assolutamente solitario con loro cuore, per il concreto motivo che appena si fermano la paura e la sofferenze inconsce si manifestano? In primo luogo è il contesto di crescita che non ci educa ad affrontare con i dovuti strumenti un nodo cruciale per la nostra maturazione; famiglia, educazione, lavoro altro non sono che condizionamenti, in cui raramente c’è spazio per il raccoglimento, per conoscersi al di la del giudizio, per essere.

Diversamente è assai importante smarrirsi, anche soffrire se necessario, fino a sperimentare che da soli e senza continui stimoli da rincorrere stiamo veramente bene, in pace ed appagati.

2) NON ABBIAMO CAPITO IL VALORE CHIAVE DELLA FREQUENTAZIONE DI UN AMBIENTE NATURALE INCONTAMINATO

Ci hanno fatto sempre credere alla complessità ma nei fatti, ed indagando con tenacia, si capisce che la felicità scaturisce sempre dalla comprensione della semplicità del nostro spirito.

Ciò era palese quando eravamo piccoli, quando in apparenza ci accontentavamo di poco, ma proprio allora eravamo in contatto direttamente con la realtà delle cose, mentre adesso siamo persi nei labirinti dell’ego e del desiderio.

Proviamo ad immaginare invece quanto può arricchirci e darci significato assaporare il profumo delle stagioni che cambiano, la carezza di una brezza leggera, o l’abbraccio  del sole al tramonto in uno scenario naturale d’incomparabile bellezza. Tuttavia questo può accadere solo quando siamo completamente presenti, centrati.

3) I RAPPORTI E LE RELAZIONI SONO SPESSO INSODDISFACENTI PERCHE’ IN PRIMO LUOGO NON CONOSCIAMO BENE NOI STESSI

Nessun legame affettivo, per quanto bello e struggente, ci accompagnerà in eterno, presto o tardi ci mancherà qualcosa, o sentiremo in questo un vuoto, e questo accade perché non siamo capaci di essere completamente responsabili, con tutte le nostre energie e risorse, del nostro autonomo benessere interiore.

Siamo sempre portati ad aspettarci un qualcosa, un compenso per i nostri comportamenti da parte degli altri, e quando non arriva la frustrazione ci assale. Allora cadiamo in una solitudine ancora più spaventosa. Ma consiste proprio in questo dolore il vero ammaestramento dell’esistenza, amare si, ma incondizionatamente, sempre…

4) ANCHE SE PRATICHIAMO YOGA E MEDITAZIONE CI SENTIAMO SPESSO PERSI E SLEGATI DAL NOSTRO CONTESTO SOCIALE

A mio parere l’uomo contemporaneo si è arduamente smarrito se anche praticando yoga e meditazione non è in grado di accedere all’esperienza del Sé universale. Questo è un altro nodo essenziale ad ogni pratica che si rispetti; spogliarsi, passo dopo passo, di tutte le sovrastrutture e maschere mentali per comprendere sino al midollo, mai intellettualmente, come spesso fanno accreditati guru, che siamo puro spirito in movimento, sostanza formata, ed informe in un perpetuo moto universale verso il benessere e la beatitudine:

Cessazione di ogni attaccamento!

Noi, di fatto, siamo gli altri, ed il mondo stesso nel suo divenire degli elementi naturali: riusciremo a sperimentarlo concretamente nel momento presente?

5) NON SAPPIAMO DARE PESO E VALORE ALLE NOSTRE ESPERIENZE PERCHE’ ABBIAMO PERSO GENUINITA’ E STUPORE

Se nella tua città, o centro urbano alla resa dei conti non ti senti viva o vivo è perché non sei stata o stato capace di andare sino in fondo.

Ti sei guardata, guardato dentro? Cosa provi davanti ad un paesaggio d’incomparabile stupore? Sei in grado di aprirti giorno per giorno a gli incanti e alla meraviglie di tutto ciò che ci circonda? Puoi, senza pretendere nulla anche dal prossimo, amare la vita e quello che ci riserva? Senza esigere condizioni?

La strada del nirvana…

Nei nostri ritiri yoga, che sia un incontro delle durata di uno o più giorni vi condurremo gradualmente a questo, perché è proprio questa la nostra missione: creare le condizioni affinché tu finalmente giunga all’incontro più importante… quello con te stesso…

Prenota la tua prossima esperienza con Kensho Yoga e scopri nel tuo stesso cuore l’eterno oggetto della tua ricerca!

Ti aspettiamo per il prossimo ritiro yoga in natura!

Ariele Pittalà

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