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Sii connesso, centrati, siamo tutti uno e l’uno è in tutti… etc etc
Quante volte a lezione ascoltiamo queste intenzioni… ma quante volte ci soffermiamo veramente sul reale significato della parola “connessione”?
Connessione spesso, ampiamente intesa col nostro Se’.

Ma tutto ciò che noi siamo sul tappetino, ha una precisa spiegazione biologica e fisica.

Quando immaginiamo il nostro quarto Cakra Anahata espandersi, li immaginiamo come un guscio rotante che avvolge tutto attorno a noi nell’amore e nella visione neutra del mondo.

Non è esoterismo inteso come qualcosa di invisibile, è biologia!
Perché realmente produciamo energia creando, dal cuore stesso e dalle sue pulsazioni elettriche, una forma toroidale che si espande fino a due metri e mezzo.

La fisica e le scienze più recenti hanno ormai dimostrato quanto ci sia di biologicamente e fisicamente corretto nei Purana e nei Veda in generale.

La scienza “moderna” non rinnega l’idea di un Dio e le religioni più antiche dimostrano il parallelismo tra saperi antichi, scienza e spiritualità.

Essere connessi quindi, come potremmo leggerlo dal punto di vista scientifico?
Purtroppo rimanendo nell’area spirituale delle filosofie vediche?

È possibile certo, senza negare né l’uno né l’altro, ma unendo le due chiavi di lettura per giungere alla stessa risposta.

La fisica quantistica ha recentemente spiegato che ogni particella del nostro essere, anche le particelle più piccole ovvero le sub-atomiche, sono “mosse” da una sorta di intelligenza o energia (chiamiamola come preferiamo) che lega ogni singola particella fra loro, anche a distanza. Influenzandosi anche dopo, quando vengono allontanate.

Nella filosofia vedica si parla invece di 𝗣𝗮𝗿𝗮𝗺𝗮𝘁𝗺𝗮, l’anima Suprema che viene emanata da Dio ma che pervade ogni essere e che in modo intelligente crea connessioni in un unica coscienza universale in cui ci relazioniamo.
Ogni nostra decisione influenza il sistema e la coscienza altrui, la mia e quella Universale.

Nella fisica, questo legame fra atomi e sub-atomi di cui parlavamo prima, sembra ugualmente un 𝗣𝗮𝗿𝗮𝗺𝗮𝘁𝗺𝗮, cioè un anima Suprema espressione di un Dio intelligente, che ha lo scopo specifico di organizzare la materia e garantirne l’ordine in natura.

Molti studiosi concordano, tra cui Il grande fisico David Bohm che ha infatti ipotizzato la presenza di una intelligenza “guida” all’interno di ogni particella, così dicendo:

“Appena un elettrone sa si essere osservato, si comporta come un uomo che sa di essere osservato, cioè si comporta in modo diverso”.
E afferma anche: “l’elettrone ha un corpo sottile che è un vero campo di informazione attiva che lo guida nei movimenti” .

Come la Luna, che pur riflettendo in ogni diverso specchio d’acqua, ha tante proiezioni ma è una sola.

Come la luce proiettata nei muri, e Dio non è nel muro dove noi erroneamente lo vediamo.
Vedi la luce perché c’è il muro ma il muro non è la luce.

Sono proiezioni dell’Uno.
Se non ci fosse la materia, forse non le vedresti.

E se ogni particella è legata alle altre, significa che nell’ 𝘜𝘕𝘖 (𝘭’𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢 S𝘶𝘱𝘳𝘦𝘮𝘢 𝘪𝘯 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘗𝘢𝘳𝘢𝘮𝘢𝘵𝘮𝘢) 𝘦̀ 𝘪𝘮𝘱𝘳𝘦𝘴𝘤𝘪𝘯𝘥𝘪𝘣𝘪𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘯𝘦𝘴𝘴𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘦𝘱𝘭𝘪𝘤𝘪 𝘦 𝘴𝘪𝘯𝘨𝘰𝘭𝘦 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘦 𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘳𝘪𝘢.

Così che anche lo spazio “vuoto” e piccolo, contenga l’immensa quantità di energia delle grandi galassie.

Infatti, per trovare un parallelismo nella filosofia indiana, scrive la Bhagavad Gita: “con un solo frammento della mia persona, pervado e sostengo l’Universo intero” (dice Krishna).

𝑼𝑵𝑶 𝒆 𝑻𝑼𝑻𝑻𝑶 𝒄𝒐𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒐𝒏𝒐?
𝑺𝒊.
𝑺𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆.

Nella fisica, i campi quantistici determinano in modo intelligente la distribuzione della materia, degli atomi, delle molecole.

I campi morfici formano invece gli organismi, la disposizione dei gruppi sociali, le famiglie.

I campi energetici quindi, che sono la somma delle due precedenti, sono campi coscienti che strutturano la materia con uno SCOPO ben preciso.

Tutto ha uno scopo in natura.
Il Sole, le Stelle, l’Universo… è un organismo cosciente, vivente, nulla è lasciato al caso ma tutto, dal filo d’erba a Saturno, sono organizzati con perfezione e ordine.
Una sorta di casualità o caos, ordinato.

Secondo i Veda infatti, sono tutte facce di un Dio che, invisibile, usa i suoi funzionari per manifestarsi (sono i Deva).

Se tutto ha una sua forma di coscienza, possiamo anche ipotizzare che:
𝘓𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘪𝘭 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘳𝘪𝘢𝘭𝘦, 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘦𝘨𝘶𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘦𝘴𝘴𝘢.
𝘓𝘢 𝘤𝘰𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘦̀ 𝘪𝘭 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘮𝘢𝘯𝘪𝘧𝘦𝘴𝘵𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘕𝘌𝘓𝘓𝘈 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘳𝘪𝘢.

È il gioco di Purusha e Prakriti!
Il Samkhya è un racconto di Fisica quantistica.

Ma allora, se tutto coesiste in modo intelligente ma vivo in una proiezione dell’Uno, che chiamiamo Maya (illusione) sentendomi sempre “distaccato” e separato dal Divino, come posso tornare all’origine, uscendo dall’illusione?

La risposta ai dilemmi della fisica è nella tradizione indo-vedica che lo spiega da millenni: la pratica Yoga.

Per pratica non intendiamo ovviamente uno Yoga fitness occidentale, ma un vero e profondo percorso di Yoga e meditazione che esplori le radici profonde della disciplina.

Namastè,

Carol Amar Devi Kaur

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