0 0
Tempo di lettura:4 minuti, 2 secondi

Il titolo di questo articolo è nato dal mio interesse per uno dei più grandi intellettuali italiani: Pier Paolo Pasolini1. Egli è stato l’unico, nel panorama culturale e a volte disgraziato di questo nostro caro paese a denunciare con veemenza, con le sue opere e anche personalmente, la violenza delle classi al potere, e l’omologazione del pensiero critico nella società dei consumi.

A volte mi è capitato di assistere a dei video di accreditati insegnanti che discorrendo di yoga affermano: -Assolutamente no, lo yoga non è una religione.-

Alla loro attenzione, vorrei rivolgere questo mio scritto e a mia volta la seguente domanda: -Comprendi il significato di religione?- Evidentemente no, e non te ne voglio fare una colpa, anche se stai dando valore limitato alla tua stessa pratica.

Qualsiasi credo spirituale, nasce e si sviluppa in seno all’umanità per sostenere ogni individuo innanzi ai grandi problemi dell’esistenza, i principali sono il dolore e la morte.

Buddismo, Taoismo, Induismo e Cristianesimo hanno lo scopo di guidare i loro seguaci verso una più consapevole, armonica ed equilibrata condotta, mantenendo saldi valori come l’amore per se stessi e la sensibilità verso il prossimo.

Possiamo forse dire che nello yoga si fa il contrario? Certamente no!

Il novecento storico è stato caratterizzato, e io aggiungerei sino allo scrittore sopra citato, guarda caso assassinato in circostanze ancora tutte da chiarire all’apice della sua ribellione, da una classe culturale attiva che voleva essere utile allo sviluppo della società. Questo almeno sino al trionfo della borghesia e del materialismo.

Anche l’arte non era fine a se stessa, ma incarnava, tramite l’avvicendarsi dei vari linguaggi espressivi, un’etica ed una morale, un attivismo intellettuale ed un impegno, e pure quando appariva sganciata da questi propositi nasceva come impulso verso la verità, ricerca del significato dell’esistenza.

Nel campo ancora più complicato della filosofia, gli studiosi scoprivano tutti i limiti del pensiero d’occidente nel delineare i confini tra esperienza umana e realtà sino ad a giungere ad una sorta del crisi del vero, e resa di fronte alla sapienza inconfutabile della filosofia orientale, solo in apparenza intrisa di vago misticismo. Questo per dire che molti capivano l’importanza di tornare indietro nel tempo, lì dove il dualismo tra mente e corpo cessava a favore di un essere umano integrato col mondo degli elementi naturali, in sintonia con lo spirito universale.

Tanti si sono posti domande sui motivi per i quali oggi lo yoga incontri tanto successo.

La mia risposta è che una volta crollata ogni illusione su fede, cultura e religioni istituite, sul metodo scientifico, e sulla società edificata secondo il modello economico diffuso, ognuno di noi scopre di essere drammaticamente solo e senza sostegno in un mondo alla deriva morale, fondato su differenze di classe, sulla lotta per la conquista del potere personale a discapito del bene comune.

Insomma, e per farla breve, l’uomo contemporaneo del XXI secolo si è ritrovato innanzi ad un baratro spaventoso, una volta costatato che anche in ambito familiare le cose si fanno parecchio ingarbugliate.

Non è solo una questione di credenze o valori, quanto piuttosto il dilagare di un nuovo modo di percepire l’esistenza amara, dove si rivoluziona, si ridefinisce la soggettività, i rapporti e lo scambio sociale.

Così quando la crisi del pensiero occidentale coincide anche con la crisi del modello scientifico moderno, ed il problema dell’uomo dei nostri tempi nasce dalla strappo, doloroso, tra mente e corpo, tra io, individuo che sento, e collettività, altro, che trascina, è facile concludere che la soluzione giunge dallo yoga.

Un punto di non ritorno che ha come fondamento la comprensione, anche a livello di inconscio collettivo, se vogliamo, del valore della solitudine esistenziale, attraverso cui si attua quel difficile, stupefacente viaggio interiore verso la conoscenza della realtà ultima.

Per quanta riguarda il benessere personale poi, io stesso ho trovato in questa pratica una risposta convincente e positiva a dei problemi di salute seri che la medicina non era stata in grado di risolvere; inoltre conosco diverse persone come me che proprio per questo ne hanno fatto uno stile di vita. Poiché più grande è l’urgenza, più lo yoga penetra nel profondo.

La mia conclusione, dunque, è che è senza dubbio lo yoga, insieme alla meditazione, oltre ad essere religione del presente è anche un atto di vera fede. Si tratta, difatti, di una vera e propria sintesi conoscitiva attiva, che attraversa tutti gli ambiti ed ogni cultura e che non ha paragoni nella storia dell’umanità.

Lo yoga di oggi si pone al di là del tempo, attraversa e supera lo spazio fisico, guidandoci passo, passo, a quell’unione eterna, originaria e fondante con l’indiviso.

Ariele Pittalà

Per chi fosse interessato: ritiro Yoga di Pasqua 2026

NOTE

1“La religione del mio tempo” Garzanti, Milano, 1961. Celebre raccolta poetica del autore che vuole essere una sintesi del suo pensiero in bilico tra ideologia e poesia.

Condividi l'articolo su:
Pin Share

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi