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Sin dall’alba dei tempi il corpo è sempre stato considerato come una fonte di energia talmente preziosa che, se ben studiata e utilizzata, è in grado di dissetare interamente l’anima umana. Quest’energia, immutabile ed eterna, è la melodia che viene emessa quando tendini, legamenti, muscoli e ossa vengono fatti vibrare come corde per azionare lo strumento che li tiene uniti: il corpo fisico. Per far vibrare le quattro corde all’unisono è necessaria la partecipazione della mente come “non mente”. Solo in questa circostanza, si diventa terapeuti dello spirito, esseni.

La mente come “non mente” è la porta che conduce ai misteri della vita, mentre il corpo è la chiave perfetta di quella porta. La connessione della mente con il corpo rappresenta la via del Dharma. La mente, sia anatomicamente che spiritualmente, progetta, programma, prepara, coordina e perfeziona il movimento permettendone l’esecuzione. Muscoli, tendini, legamenti ed ossa ricevono i comandi dalla mente e azionano la ruota dell’energia.

La mente non si muove.

Essa, nella sua immobilità, nella sua vacuità, dirige tutto l’organismo. Come? Mediante i suoi discepoli: i nervi. Una volta nati dal tronco cerebrale, dal midollo spinale o dai gangli del midollo spinale, essi tracciano la via dell’energia. L’energia è lo spirito che tutto anima, lo stesso che vive nella cellula, nell’albero, nella margherita e nella rondine. I nervi, figli della mente, tramandano la parola del Buddha all’apparato locomotore ed ecco che la magia diviene viva e concreta: il segnale nervoso raggiunge il muscolo, il quale modifica il suo gradiente ionico sino a generare il potenziale d’azione. A partire da questo istante, l’energia sufficiente per contrarre il muscolo viene prodotta, il muscolo si contrae, ed infine si arresta. Una volta entrato nella fase di riposo, si prepara per ripartire. Ora, se le ossa sono azionate dai muscoli, i muscoli dai nervi, i nervi dalla mente, chi dirige la mente? Le leggi superiori. Dunque, ogni legge si traduce in pensiero ed ogni pensiero in impulso. Quest’ultimo passa attraverso i nervi fino a raggiungere il muscolo, il quale si contrae, aziona le ossa e genera l’atto.

Orbene, la via dell’energia si può suddividere in quattro tappe. In origine, essa è una la legge, la legge si trasduce nella mente in pensiero, il pensiero attiva i nervi che generano un impulso, e, una volta creato, l’atto si estrinseca.

I grandi iniziati conoscevano tutto questo e mostravano ai loro discepoli queste quattro tappe da seguire nel percorso dell’illuminazione, ma in modo inverso. Essi avevano compreso che a partire dall’atto, nasceva nell’indole del discepolo un l’impulso/volontà di comprendere la vita, che, se associato ad un pensiero nobile, lo avrebbe portato inevitabilmente a conoscere le leggi del tutto e del nulla.

In questo modo, i Maestri cercavano di preservare i loro adepti dalla morsa del serpente dell’illusione e permettere loro di accedere, nell’individualità, al Nirvana. Il promotore di quest’insegnamento fu proprio Bodhidharma, grande Maestro esseno il quale, a seguito di un’alleanza con i mondi superiori, rivoluzionò la cultura buddhista orientale. Il suddetto Maestro aveva ben compreso non solo l’importanza del pensiero vuoto necessario per guidare l’uomo verso l’illuminazione, ma anche la necessità di rinforzare lo spirito mediante il corpo fisico, rendendolo sufficientemente elastico e stabile per poter sopportare il peso del Sapere vuoto ed eterno. Per questo, diede origine alla prima forma di Qigong spirituale, in cui momenti di tensione e distensione muscolare erano costantemente seguiti da un’intensa attività del pensiero. Mediante la pratica di questi esercizi, Bodhidharma voleva ricordare ai discepoli che l’illuminazione, o il Buddha, non andava cercato all’esterno, ma all’interno di sé, all’interno del corpo fisico. Tentare di trovare il Buddha è impossibile, perché significherebbe cercare di afferrare lo spazio.

Al giorno d’oggi, il suo successore, Olivier Manitara, ha rinnovato il suo insegnamento attraverso il Qigong e lo Yoga Esseno, in grado di generare la melodia perfetta udibile dai mondi superiori. Anche lui aveva compreso che l’unico modo per intuire le leggi del cielo e della terra era quello di coinvolgere il corpo fisico. A partire dallo studio di quest’ultimo, il risveglio diviene nuovamente possibile. L’unico modo per comprendere “ciò che non è” è studiare “ciò che è”, ciò che è denso e finito. Durante l’esecuzione del Qigong Esseno, ecco che le mani, veri e propri mudra di energia, i piedi, la colonna vertebrale, le gambe e le braccia si muovono all’unisono nell’aria come onde nel mare. Prendere coscienza dei propri pensieri, influisce e decreta gli atti della vita di tutti i giorni. Se il pensiero non è guidato, domato, ecco che l’incoscienza invade il corpo, generando una tempesta che spezza le quattro corde. Divenire padroni del proprio corpo, dei propri atti, dei propri sentimenti e dei propri pensieri significa diventare padroni del proprio destino.

Adriana Cataldi,
Sacerdotessa lettrice essena, Insegnante di Qigong Esseno, Laureata in professioni sanitarie: “Tecniche di Neurofisiopatologia”
Discepola del Maestro Olivier Manitara, autentico Maestro esseno e fondatore della Tradizione e Religione Essena, e del Maestro Alain Contaret, Rappresentante della Tradizione Essena in Italia

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4 thoughts on “Il Qigong Esseno: lavorare con l’energia dello Spirito

  1. Un compendio prezioso degli insegnamenti dei movimenti di energia a partire dalla loro storia e dalla loro relazione con la scienza dello Spirito. Meraviglioso il meccanismo di trasmissione dell’energia (o legge) attraverso le 4 tappe: mente, nervi, muscoli ed ossa ovvero pensiero (mente), impulso(nervi), movimento (muscoli), atto o estrinsecazione del movimento (ossa).

  2. Si respira la bellezza di essere incarnati in un corpo fisico per poter compiere la missione della propria anima, un Alto Ideale.

    Grazie Adriana, di cuore

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