Testo e disegni by Janine Claudia Nizza

In questo momento storico lo Yoga ha avuto un’importanza straordinaria; di fatto moltissime persone si sono avvicinate alla sua pratica durante il lock down per mantenere un equilibrio psicofisico in ambienti ridotti, costrette all’isolamento e alla chiusura forzata di moltissime attività lavorative. Grazie allo Yoga è stato possibile “incoraggiare positivamente” amici e parenti spaventati dal triste “contagio virale”, diffondendo fiducia nel cambiamento, rinforzando il sistema immunitario, nonostante la tragica emergenza sanitaria. Forse proprio perchè nello Yoga confluiscono tutte le risorse dell’essere umano, il suo sostegno è stato di grande conforto su vasta scala, e ha salvato dal crollo milioni di persone. Sin da tempi remoti i maestri della tradizione ci hanno insegnato ad osservare Madre Natura e ad infondere la sua saggezza formale e spirituale nelle posture, creando le Asana dalla esplicita ispirazione a piante e animali, quali: il Corvo, la Tartaruga, il Cobra, il Coccodrillo per citare solo le più conosciute. Affascinante notare come questi guru (eccelso fra tutti Krisnamacharya) non si siano fermati alla sola scoperta della connessione corpo – mente in grado di sconfiggere i limiti umani di: elasticità / resistenza / equilibrio ma si siano spinti oltre le semplici posture, codificando i principi con cui intrecciarle fra di loro nei Vinyasa; capolavori che oggi chiamiamo Surya Namaskara e Chandra Namaskara. Queste sequenze che imitano il ritmo con cui la terra ruota attorno al sole e le maree provocate dalla Luna sul nostro pianeta,permettono allo yogi di eseguire asana coreografate con counter poses, Respirazione Ujjayi, allineamenti e transizioni posturalmente corretti e scevri di movimenti superflui. Sono da considerarsi straordinarie Arche di Noè che garantiscono e tramandano, il rispetto e la salute per tutte le creature del mondo.

Chandra Namaskara: una sequenza terapeutica

Come donna, prima ancora che come yogin, ho sempre avuto una relazione personale e intima con la Luna piena: innumerevoli le circostanze di trasformazione intellettuale, di sviluppo endocrino ed innamoramenti fatali sotto il suo influsso ma anche disturbi di ritenzione idrica nei tessuti, irritabilità del sistema nervoso, dolori tendinei e molto altro.
L’astro splendente favorisce l’irrazionale e il femminile che appartiene sia alle donne che agli uomini; per questo praticare Chandra Namaskara almeno due o tre volte al mese prima e durante il plenilunio aiuta a incanalare, convertendola, l’energia oscura e debilitante in uno strumento che ha il potere di sciogliere nodi nascosti dell’inconscio, che generano malesseri posturali e mentali.
Mai come quest’anno ho sentito così forte la gratitudine verso lo Yoga; e grazie all’invito di Embassy of India in Rome nel programma dedicato alla Celebrazione dell’International Day of Yoga (con la collaborazione di Fao Staff Coop) ho presentato una lezione di Vinyasa Yoga Flow includendo i Saluti alla Luna A e B per onorare gli effetti benefici avuti sui miei allievi, nonostante la virtualità delle sessioni a distanza, durante il lock down.
Chandra Namaskara A e B ci insegnano a far fluire l’energia senza forzarla; le transizioni dinamiche tra le asana sono ondulatorie e connettono profondamente il movimento degli arti al respiro: il corpo sfrutta il moto perpetuo che una volta generato, tutto trasmette e tutto trasporta inesorabilmente.

Chandra Namaskara A
Chandra Namaskara B

Osserviamo la sequenza:
Nel Chandra Namaskara A, le braccia si sollevano parallelamente producendo la prima postura mentre nel secondo movimento scendono a terra insieme al busto e alla testa (Balasana b), poi si va indietro (senza spostare mani e piedi) in Adho Mukha Svanasana per tornare in Marjarasana e risalire in Ustrasana. Il Vinyasa della luna è un “rise and fall” simile all’onda dell’oceano quando sopravviene l’alta marea. Se si potesse fare un grafico della curva di questo Namaskara si vedrebbe il concetto di Flow perfettamente realizzato!
Gli allineamenti di braccia e gambe sono sempre paralleli e come due antenne permettono un costante contatto con la nostra “Aura” in movimento (esattamente come la luna e il suo alone luminoso).

Nel Chandra Namaskara B lo slancio della gamba sinistra (e della destra poi) scorre agilmente in Ardha Chandrasana dove l’Ileopsoas e i legamenti dell’anca entrano in allungamento profondo mentre il resto del corpo si erge come una mezza luna quando rischiara la notte.
Con la ripetizione dei due Saluti alla Luna si avverte una energia che rinfresca, idrata, rilassa, eppure non stiamo fermi, non siamo passivi: la direzione del prana che circola da sinistra in Ida Nadis cambia il consueto allenamento yogico che conosciamo meglio del Surya Namaskara dove ogni primo movimento parte da destra. La sequenza della Luna serve a controbilanciare per molti aspetti le asana del Surya Namaskara cosi vigorose e a volte troppo intense (poichèdirezionano il prana in Pingala Nadis) moderando il rischio di infiammazioni articolari e muscolari favorendo la pratica yoga degli allievi meno esperti.
Le asana del Chandra Namaskara sono alla portata di tutti e, solo apparentemente semplici, queste agiscono sul risveglio dell’intuito (Chakra del terzo occhio) destando una memoria segreta che guida senza pensare all’ordine della sequenza. Chandra dischiude quel luogo dell’ anima che non ama le gare di velocità e di forza ma risponde alla quiete e alla gentilezza, sintonizzando l’intero “essere “con le onde Tetha (tra i 4 e i 7,9 hertz ) caratteristiche delle due fasi di sonno Nrem e Rem.
Cosi si attinge all’ illimitato archivio del subconscio che il Vinyasa della Luna stimola, col suo ritmo ondulatorio. L’attività del cervello in stato di riposo libera le informazioni della memoria a lungo termine attraverso le brevi frequenze di onde Theta ( come nella fase REM durante il sonno) per memorizzare le cosidette “azioni motorie” regalandoci un senso di apprendimento senza sforzo.
Chandra invita a lasciarsi andare, a perdersi per ritrovarsi, affidandosi alla pratica Yoga onda dopo onda!

L’orizzonte degli eventi

I’m mat herial

Le qualità elettromagnetiche e la forza di gravità con cui lavora lo Yoga sono paragonabili ad un fenomeno che in astrofisica viene definito “L’orizzonte degli eventi”: la superficie limite oltre la quale nessun evento ( stato della realtà fisica osservabile) puo’influenzare un osservatore esterno. Secondo la definizione di Roger Penrose, l’orizzonte degli eventi in un buco nero è una particolare superficie dello spazio-tempo che separa i posti da cui possono sfuggire segnali da quelli da cui nessun segnale puo’ sfuggire.In altre parole quella regione dello spazio-tempo oltre la quale cessa di essere possibile osservare ogni tipo di fenomeno sia esso costituito da materia o da suono.

Facciamo un esempio:
Invitiamo sul tappetino una persona che non abbia mai praticato Yoga e chiediamole di mantenere una semplice postura portando l’attenzione al respiro che entra ed esce dal suo corpo, per la breve durata di due minuti. Al termine della prova ci dirà stupita che il risultato è un senso di tranquillità nella mente e un piacevole senso di flessibilità nei punti del corpo dove prima sentiva tensioni.
Cosi come i corpi celesti cambiano e non sono più visibili man mano che si avvicinano alla soglia dell’orizzonte di un buco nero anche il nostro corpo terrestre trasforma il suo stato quando inizia la pratica.
Ecco gli ingredienti: occorre un essere umano (fenomeno) sul tappetino (orizzonte degli eventi) che entra nell’asana (yoga) attivando il respiro (buco nero) e questa persona non sarà più la stessa.
Immaginiamo cosa può scatenare dunque un’intera sequenza di asana collegate fra loro per la durata di un’ora: otterremmo il quadrato della potenza trasformativa rispetto ai due minuti del principiante e ora moltiplichiamola per 365 giorni: immaginate la portata del cambiamento.
Si potrebbe obbiettare che la suggestione mista ad emozione gioca strani scherzi, e che lo Yoga faccia ancora parte di questo mondo mentre, l’osservazione dei cambiamenti avvenuti in molti allievi grazie alla pratica fa molto riflettere sulla sua natura “pluridimensionale” e in costante evoluzione /espansione.
Non vi è alcun dubbio che oltre “l’orizzonte degli eventi” entriamo in una zona dove è difficile misurare la forma il tempo e lo spazio: piuttosto accade di fondersi nel tutto; cessiamo di “fare yoga” e diventiamo Yoga!

Miss Hatha Yoga

Come nel famoso gala hollywoodiano della notte degli Oscar, per una volta immagino che da una sontuosa biga della Bhagavad Gita scenda la diva più attesa: Hatha Yoga, e che un tappeto di luce bianca attenda il suo passaggio sotto mille riflettori di stelle e galassie.
Per celebrare e ringraziare lo yoga di questi molti insegnamenti, oggi stendo io stessa ai suoi nobili piedi un “white carpet”; devo a questa splendida disciplina grandi progressi personali come essere umano e come cittadina del pianeta: praticando con costanza ho naturalmente cambiato alimentazione, composizione fisica, cerebrale, spirituale, abbandonando naturalmente tutte le difese e le dipendenze che mi limitavano e offuscavano. Ancora oggi vivo il privilegio di praticare e insegnare con lo stesso entusiasmo di un regalo inaspettato.
A volte provo un’ inspiegabile vitalità che si rigenera dalla stanchezza; durante la pratica entro nell’infinito presente di asana e respiro a tal punto che persino le condizioni più tragiche e pesanti della vita, restano dietro di me. Praticare Yoga è come scrivere una lettera d’amore a se stessi: ogni volta che la leggiamo sgorgano lacrime di gratitudine e gioia.

 

Matthew Sweeney: “Chandra Krama”, The Yoga Temple 2012
Roger Penrose: “La strada che porta alla realtà”, Rizzoli 2004
Janine Claudia Nizza: “Saluto alla Luna A & B”, canale youtube

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14 thoughts on “Un tappeto bianco per festeggiare lo Yoga”

  1. Articolo profondo e originale, non ho mai pensato al tappetino come ad un orizzonte degli eventi ma in effetti è ciò che accade, entri in uno spazio che a poco a poco ti trasporta in un’altra dimensione e rientri trasformato. Il miracolo si compie con sempre le intensità ogni volta che la pratica si fa piú regolare e s’inserisce nel ritmo quotidiano. L’energia lunare aiuta in questo, ce lo rende esplorabile e sperimenta ile, una forza tranquilla legata alle maree e che penetra onda dopo onda con la forza pervade te dell’acqua. Grazie per lo spunto di riflessione e l’articolo cosí ben articolato.

    1. Cara Marilu
      Ho apprezzato molto le tue fresche considerazioni sul tema trattato proprio bello il tuo sguardo alle emozioni della pratica di Chandra Namaskara diventerai una brava insegnante che comprende e trasmette il Flow!

  2. Grazie Janine per questo articolo, si percepisce che vivi dentro di te, nella tua pratica, i sentimenti che mi hai trasmesso da uno spazio del cuore!
    Manuela

  3. Un articolo che apre tante porte e invita a vivere lo yoga su dimensioni profonde e sorprendenti, come l’accenno agli hertz. Da rileggere e meditare.

  4. Cara Claudia hai scritto ciò che ancor più trasmetti durante la pratica che amorevolmente facciamo insieme.Sei una splendida creatura….

  5. Cara Claudia, un articolo interessante, scritto con amore, professionalità, integrato con magnifici disegni che lo rendono vivo alla lettura. Soffermandomi a guardare le figure: Chandra Namaskara A e B, l’orizzonte degli eventi, e la magica Miss Hatha Yoga, spero un giorno di praticare anche io yoga.

  6. Cara Monica sono felice di averti ispirato il desiderio di praticare Yoga ,a questo scopo serve scrivere e leggere e tu hai sentito oltre le righe!grazie di cuire soeriamo di incontrarci presto sull’ orizzonte degli eventi del tappeto bianco di Miss Hata!

  7. Grazie per questo articolo così intenso, viscerale e ricco di spunti di riflessione che testimonia una grande passione e una conoscenza molto molto profonda dello yoga.. i cambiamenti e i benefici che questa disciplina regala sono veramente molto visibili, anche per una neofita come me.. splendidi anche i disegni a incorniciare la ricchezza dei contenuti. Grazie!

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