Questo è l’unica opera della grande maestra che all’età di 83 anni ha deciso di fare al mondo questo dono. Il testo nel corso degli anni è stato più volte rivisto con ulteriori suoi commenti che sono stati amorevolmente recepiti dalla figlia (Paola Scaravelli Cohen). Quello che colpisce fin dall’inizio è la presenza della prefazione di B.K.S. Iyengar che come noto (vedi articolo sulla vita di Vanda) fu il suo primo insegnante (seguito da Desikachar che permise alla Scaravelli di concentrarsi dopo le asana anche, e soprattutto, sul respiro).

Scrive il grande insegnante yoga: “Awakening the spine (titolo originale dell’opera che mostra quanto la colonna vertebrale sia uno degli elementi centrali della pratica della maestra fiorentina) di Vanda Scaravelli è un interessante trattato di base sulla colonna vertebrale. Vanda Scaravelli è stata una mia appassionata allieva di yoga e con grande gioia contribuisco nel condividere le mie sensazioni in questa prefazione”.

E se Iyengar ci sprona a leggere l’opera, come possiamo esimerci?

Il libro si divide in 3 parti.

La prima intitolata “la storia delle storie” rappresenta un’introduzione al mondo dello yoga in cui viene illustrata l’esperienza di Vanda e le sue parole sono alternate a bellissime immagini. Quello che colpisce sia in questa parte che in tutta l’opera è la presenza di foto relative a statue ed immagini legate alla cultura dell’antico Egitto che mostra come anche lì si possono trovare testimonianze di pratiche e posizioni che ricordano molto da vicino quelle tipiche dello Yoga (alcuni arrivano addirittura a parlare di uno yoga faraonico).

La seconda parte è dedicata alle asana dove troviamo la descrizione delle principali posture dello yoga e anche qui le foto accompagnano le parole. Vediamo immagini della maestra (che nonostante l’età avanzata riesce ad assumere forme che la maggior parte di noi neanche in più vite sarebbe capace), di alcune sue allieve e ancora di alcune statue e raffigurazioni pittografiche.

La terza ed ultima parte è dedicata al respiro che la maestra ritiene essere: “la vera essenza dello yoga”. Lei stessa ci dice che con la respirazione: “l’energia che scorre lungo la colonna, dalla base fino alla testa, diventa più potente, viva e forte”. Nelle poche, ma intensissime pagine dedicate al pranayama, il respiro viene equiparato all’onda. Ma ci viene anche detto che il mare, nella sua immensità, non è disturbato del moto perpetuo delle onde (il vero sé non muta con le onde…).

Le ultime parole del libro sono quelle forse più belle e significative: “Noi siamo. Non permettiamo a niente e a nessuno di disturbare quest’incommensurabile tranquillità”.

Questo testo è bellissimo, lo consiglio a tutti quelli che vogliono avvicinarsi o vogliono approfondire la pratica dello Yoga. E’ tutto incentrato sui tre concetti alla base della visione della Scaravelli, ossia:  colonna (concetto reso molto di più dal titolo in inglese che dalla traduzione in italiano), respiro (che può essere visto come il vero e proprio ponte tra terra e cielo, il titolo italiano) e gravità (che ci radica per permetterci di volare).

La magia di tale opera deriva dal fatto che può essere letto sia tutto di seguito, ma anche leggendo volta per volta solo alcune pagine che ci doneranno importanti suggerimenti per la nostra pratica e per la nostra vita (sperando che un giorno l’una coincida con l’altra.. così che lo Yoga possa diventare la nostra vita).

Il seguente passaggio sintetizza bene l’essenza del libro e dell’esperienza di Vanda Scaravelli: “proveremo in questo libro a incoraggiare un atteggiamento serio verso il nostro corpo, che abbiamo trascurato per troppo tempo. Questo atteggiamento è rivolto sia al corpo che alla mente. […] Dobbiamo imparare ad ascoltare il nostro corpo, assecondarlo piuttosto che contrastarlo, evitando gli sforzi e concentrandoci su quel delicato punto dietro la schiena (dove la colonna si muove nelle opposte direzioni). Resteremo molto sorpresi nello scoprire che, se saremo gentili con il nostro corpo, lui reagirà in modi incredibili”.

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