“Siamo quello che mangiamo”.

Parlare di alimentazione yogica vuol dire soprattutto riferirsi a cibi che non solo portino energia e leggerezza ma anche pace, armonia e gioia. Lo Yoga come disciplina e scienza millenaria punta l’attenzione su una nutrizione vegetariana. Secondo gli Yoga Sutra di Patañjali, il primo dei 5 yama, ossia le astinenze per il giusto percorso spirituale, è Ahimsa (non fare del male): è il perno fondamentale che lega lo yoga e il vegetarianesimo. Il cibo nutre anche l’anima e determina le nostre qualità spirituali.

Sentimenti ed emozioni forti come paura, collera e dolore interferiscono sensibilmente con i processi digestivi e possono causare disturbi. E’ molto importante quando ci si siede a tavola essere in un clima sereno, con la giusta compagnia e avere pensieri positivi. Tutto ciò che può causare preoccupazione deve essere tenuto lontano dal momento del pasto. La stessa attenzione va posta alla preparazione del cibo che deve avvenire in un ambiente tranquillo, sereno e il cuoco dovrebbe mantenere uno stato di energia e di pensieri positivi durante la preparazione del cibo.

Secondo l’alimentazione Yogica vi sono tre tipi di cibo: il cibo sattvico (cibo puro), quello rajastico (cibo stimolante) e il cibo tamastico (cibo impuro e marcio). Il latte, la frutta, le verdure e le granaglie rientrano nella categoria dei cibi buoni e sattvici. Le spezie, gli ingredienti piccanti, la carne, l’alcol, il pesce e le uova, che stimolano il sistema nervoso, rientrano fra i cibi stimolanti o rajastici mentre il cibo marcio e troppo maturo rientra nella categoria dei cibi tamastici o impuri. Il cibo puro porta purezza e calma alla mente ed è lenitivo e nutriente per il corpo. Il cibo rajastico scatena la passione animale nell’uomo rendendo la sua mente agitata. Causa altresì dei disordini nervosi e circolari come pressione alta, indurimento delle arterie e malattie da acido urico. Il terzo tipo di cibo, quello tamasico o impuro, rende le persone apatiche e pigre. La loro capacità intellettuale diminuisce ed essi sprofondano ad un livello quasi animale o selvaggio.

Lo Yoga ci insegna che non siamo un’isola senza alcuna relazione con ciò che ci circonda, ma siamo un equilibrio dinamico con l’ambiente e la natura.  Per questo è importante rispettare la stagionalità degli alimenti e preferire sempre i cibi locali che crescono nelle nostre zone.  I cibi dei nostri luoghi sono più in risonanza con il nostro organismo e non avendo subito troppi spostamenti, contengono più prana.

Mangiare cibo biologico.
Anche seguendo una dieta naturale capita di non essere in perfetta salute perché ogni giorno si è esposti a molti veleni e fattori non salutari, che troviamo facilmente nei cibi, con varie sostanze chimiche. Anche la scienza occidentale conferma (non da molto), l’aspetto salutare che lega l’alimentazione vegetariana all’individuo. Doveroso ricordare una recentissima ricerca (29 ottobre 2019), delle Università di Oxford e del Minnesota, che puntano l’attenzione su una vera e propria ‘dieta della Terra’. Quasi tutti gli alimenti associati a migliori risultati in termini di salute (cereali integrali, frutta, verdura, legumi, noci e olio d’oliva) hanno gli impatti ambientali più bassi. Allo stesso modo, gli alimenti con i maggiori aumenti dei rischi di malattie (principalmente carni rosse come carne di maiale, manzo, montone e capra) sono costantemente associati ai maggiori impatti ambientali negativi.

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