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Yoga e alimentazione, il tema di questo numero del nostro Yoga Magazine, hanno un legame molto intimo, in quanto yoga significa assumere una posizione adatta nella nostra vita per poi connetterci a un livello di coscienza etica. Questo vale anche per il nostro tipo di alimentazione, poiché il cibo ha un’influenza sulla nostra mente (psiche). Ciò è risaputo e confermato da vari ricercatori; la prima definizione di yoga e alimentazione è “benessere”.

Quando si parla di alimentazione, è doveroso sottolineare il collegamento che esiste con l’antica saggezza vedica dell’Ayurveda, dove Ayur significa vita e Veda  scienza.

Nell’antico testo vedico Charaka Samhita (Sutrasthana 1,41) troviamo una della più belle definizioni: “E’ chiamata Ayurveda quella scienza che descrive ciò che è utile e ciò che è dannoso, ciò che è piacevole e ciò che è doloroso, ciò che è benefico e ciò che non lo è, la lunghezza della vita e la vita stessa.” Questa scienza ha lo scopo di mantenere la buona salute nell’individuo in accordo alle leggi della natura. Essa sottolinea che l’individuo dovrebbe trovare il giusto equilibrio tra corpo, mente e spirito, relazionandosi bene con l’ambiente, inclusi tutti gli altri esseri viventi. Anche la disciplina dello yoga mira a questo obbiettivo, seri ricercatori hanno dato questa definizione: “Yoga e Alimentazione rappresentano il palmo e il dorso della stessa mano.” Si può capire e realizzare nel corso del tempo che lo yoga ci porterà inevitabilmente a capire sempre più l’importanza di una sana alimentazione.

La famosa frase: “Sei quello che mangi” include anche il significato in relazione a quello che non mangi! Questa riflessione ci porterà a scegliere cosa introdurre nella nostra alimentazione e anche ad armonizzare il nostro atteggiamento verso il cibo. In realtà, noi non viviamo solo di cibo che nutre il nostro corpo fisico, ma ci nutriamo anche di ciò che ascoltiamo, leggiamo, vediamo, annusiamo, respiriamo e anche di ciò che pronunciamo. Tutto ciò che entra in relazione con noi è considerato “cibo” poiché ci trasmette un’energia; quindi dovremmo contemplare il bello, scegliere letture ispiranti e ascoltare musica rilassante.

Il saggio Patanjali nei suoi Yogasutra offre indicazioni molto importanti negli Yama e Niyama, ossia le regole da adottare e le cose da evitare. Il principio dell’ahimsa ovvero “la non violenza” viene ancora prima delle posizioni (asana) e della respirazione. La consapevolezza di evitare sofferenza agli altri esseri, viene definita rispetto. Astenendoci dal consumo di carne, pesce, salumi, uova e insetti ci si potrà orientare sulle proteine vegetali contenute nei legumi: ceci, fave, piselli, fagioli, soia, lenticchie e anche nei semi come le nocciole, anacardi, pinoli, arachidi, mandorle, olive, semi di zucca, sesamo e di girasole.

Nella parte filosofica dello Yoga scopriamo tre aspetti importanti che sono definiti nella lingua sanscrita come “GUNA” ovvero caratteristiche. I guna sono di tre tipi:

TAMAS corrisponde all’ignoranza, alla non consapevolezza definita anche come illusione, confusione e pigrizia. Indica inerzia, pesantezza e in relazione al cibo si riferisce a carne, salumi, uova, cibi inscatolati o precotti.

RAJAS corrisponde alla passione, ai desideri ardenti, avidità e attaccamento. Nell’ambito alimentare sono rajasiche sostanze eccitanti come il caffè, tè, vino, birra, cibi troppo piccanti, troppo amari e molto speziati.

SATTVA corrisponde alla virtù che include lo sviluppo della conoscenza, moderazione, equilibrio e serenità. A questa categoria appartengono i cerali bio come il riso, il miglio, il grano, l’avena, l’orzo, il mais. In aggiunta troviamo legumi, frutta, verdura, anche il miele e latte ottenuti da mucche e api protette.

Nella pratica dello Yoga e anche nell’Ayurveda è consigliato mangiare con moderazione e alzarsi da tavola con lo stomaco non completamente pieno; un terzo di cibo solido, un terzo di liquido e una parte lasciata allo spazio perché il cibo possa essere digerito bene.

Ogni persona ha le proprie caratteristiche, così come anche gli oggetti e i differenti prodotti e ciascuna si influenza reciprocamente. Il nostro dovere dovrebbe essere quello di sapere armonizzare, facendo scelte sempre più consapevoli.

Per concludere si può dire che la pratica dello yoga naturalmente ci porterà a esplorare livelli più elevati di consapevolezza e per far ciò il nostro cibo diventa un veicolo grazie al quale possiamo accedere a un livello coscienziale migliore.

Ippocrate diceva: “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo.” La scienza dell’Ayurveda afferma che quello che mangiamo influenza le nostre emozioni e i nostri pensieri, poiché ogni alimento non è visto solo in termini di sostanze nutritive ma quanto di effetti che possiamo ricevere su corpo, mente e anima. Per tale ragione nella disciplina dello yoga un cibo sattvico dovrebbe essere un sano principio di questa importante pratica. Auguriamo a tutti di raggiungere lo stato di SVASTHA! Salute ed Equilibrio!

Paola Rossi (Pritha)

Esperta di cucina vegana e scienza vedica

(nell’immagine alcune sue ricette)

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