Spesso prima di una lezione oppure dagli amici mi viene chiesto che tipo di Yoga insegno/pratico.
Questa domanda ricorrente mi ha fatto riflettere su un quesito importante: possiamo considerare lo Yoga un unicum? Perche ci sono così tanti stili spesso molto diversi tra loro? La risposta però se si conosce un poco di filosofia yogica è abbastanza intuitiva, basta pensare al fine unico dello Yoga, ossia raggiungere l’unione con l’universo, con il Divino. A questo punto la risposta vien da sé, lo Yoga è Uno.

Le vie ed i modi per arrivare all’obiettivo invece sono diversi ed appartengono ad epoche diverse. Alcuni ci appariranno più “ortodossi” ed altri meno a seconda della nostra formazione e sensibilità.
Se vogliamo rimanere nella tradizione indiana le vie dello Yoga sono quattro, tutte percorribili nello stesso tempo e modo, fino a quando non troveremo quella che più si addice a noi:

  1. Karma Yoga – lo Yoga dell’azione, del servizio disinteressato.  Si fonda sul servizio disinteressato: il praticante si dedica ad agire senza aspettarsi il frutto delle proprie azioni, ovvero agisce per il bene comune senza fini egoistici. Questo atteggiamento mentale, porta la coscienza dell’individuo ad abbracciare una visione dell’esistenza più ampia e quindi ad evolversi.
  2. Bhakti Yoga – lo Yoga della devozione. Si fonda sulle cosiddette pratiche devozionali. Il Bhakti Yoga non è altro che intenso amore per Dio: poiché Egli è la personificazione dell’amore, la via più facile per raggiungerLo è amarLo. Attraverso il contatto con l’aspetto divino dell’esistenza la coscienza dell’individuo si evolve.
  3. Raja Yoga – lo Yoga della scienza per il controllo della mente o “Yoga Regale” o “Yoga classico” negli Yoga Sutra di Patanjali. Lo Yoga, la via della conoscenza, della realizzazione e della trasformazione di sè, si articola negli Yoga Sutra in otto “membra” il cosiddetto Ashtanga Yoga, indispensabili allo yogin (praticante yoga) per raggiungere l’affrancamento dalla sofferenza insita nella condizione umana:
    – Yama e niyama, le prime due, sono indicazioni, suggerimenti di comportamento etico e morale che prevedono, per esempio, il rispetto di principi come quello della non violenza, della verità e della libertà altrui, ma anche di uno stile di vita improntato a generosità e moderazione.
    Asana sono le posture, necessarie per raggiungere una maggiore consapevolezza del proprio corpo.
    Pranayama sono gli esercizi che permettono di controllare la respirazione e attivare attraverso di essa l’energia vitale.
    – Pratyahara,”la retrazione dei sensi”, è la capacità di non essere costantemente proiettati e dispersi verso l’ambiente esterno, sapersi interiorizzare.
    – Dharana è la concentrazione, il sapersi focalizzare sull’Essenziale.
    – Dhyana è la meditazione, la contemplazione, stato d’essere che consente una percezione differente di se stessi, degli altri e dell’ambiente e, infine, samadhi, è
    l’esperienza mistica di unificazione, “enstasi”, come è stato tradotto da uno dei massimi studiosi di storia delle religioni, Mircea Eliade, con un neologismo che indica uno stato di “estasi interiore”, di “autorivelazione del Sè”.
  4. Jnana Yoga – lo Yoga intellettuale, filosofico. Trova la sua origine nella dottrina del Samkhya e nelle Upanishad. Il termine “jnana”, che in questi testi indica la conoscenza metafisica, deriva dalla stessa radice che in italiano ha prodotto gnosi, gnosticismo. Lo Yoga della conoscenza si è sviluppato attorno allo studio sistematico delle scritture antiche legate allo Yoga. Lo studio di questi testi comporta uno sforzo notevole per assimilare concetti profondi e permette alla mente di evolversi e comprendere le verità sottili relative all’esistenza.

Un discorso a parte meritano le correnti di derivazione tantrica (Hatha Yoga, Kundalini Yoga, Laya Yoga ecc.) improntate a una concezione simbolica ed esoterica del mondo e dell’essere umano. L’accento viene posto sulla rappresentazione dell’essere umano come omologo dell’universo manifestato: operando sul corpo umano, visto come microcosmo in cui operano tutte le forze presenti nell’universo, prevede di realizzare un risveglio dell’energia vitale che porti l’individuo a una completa trasformazione fisica e psichica, all’unione con l’Assoluto indifferenziato, alla non-dualità. Da queste correnti prende origine tutta la simbologia energetica (chakra, nadi ecc.) proposta spesso anche ai giorni nostri nella maggior parte dei corsi di Yoga.

ANUSARA
L’Anusara Yoga si basa sulle tre “a” (allineamento, azione e atteggiamento) che sono i tre aspetti più importanti in questo stile:

  • Allineamento: ogni Asana è eseguito con attenzione e consapevolezza di tutte le diverse parti del corpo.
  • Azione: ogni posizione è eseguita come espressione del cuore, nella quale la stabilità muscolare è bilanciata da una pace interiore.
  • Attitudine: il praticante bilancia un apertura alla grazia con un aspirazione al
    risveglio della sua vera natura.

Le classi di Anusara Yoga sono ognuna diversa dall’altra ed è molto apprezzato per i suoi effetti terapeutici.

ASHTANGA
Questo stile è basato su una pratica in cui si eseguono sempre le stesse posizioni nello stesso ordine. Tra una posizione e l’altra c’è una breve sequenza dinamica
chiamata Vinyasa.
Esistono 6 serie diverse e man mano che si va avanti gli esercizi diventano sempre più difficili. Ogni serie è praticata per tanto tempo fino a che non si esegue alla
perfezione e così si può passare alla successiva.

BIKRAM
Questo stile nasce circa 30 anni fa grazie ad uno yogi indiano chiamato Bikram Chudhury, il quale creò un tipo di pratica unica dove le classi si svolgono in stanze
riscaldate. Lo scopo del riscaldamento è quello di ricreare la temperatura dell’india, dove lo Yoga è nato, che secondo lui sarebbe la temperatura perfetta per praticare. La temperatura si aggira intorno ai 37°. Le classi si svolgono praticando una sequenza di 26 posizioni che sono sempre le stesse.

HATHA
Si potrebbe affermare che quasi ogni tipo di yoga insegnato in occidente è una variante dell’Hatha Yoga classico. In questo tipo di Yoga si effettua un modesto sforzo fisico con lo scopo di riuscire a superare i propri limiti fisici. Nello stesso tempo però, non si dimenticano mai il rilassamento e la calma che dovrebbero esserci in ogni Asana.
Alla fine di ogni classe ci si sente più forti, più flessibili e sicuramente più rilassati.

IYENGAR
Il suo stile è caratterizzato da una particolare attenzione agli allineamenti del corpo durante ogni Asana. Questa precisione ha lo scopo di trarre il massimo beneficio da ogni posizione. Inoltre, sempre per massimizzare i benefici, ma sopratutto per chi non è in grado di eseguire correttamente un Asana, in questo stile si usano numerosi attrezzi come mattoni, cinture, cuscini, corde, piccole panche, sedie, coperte e supporti sul muro.

VINYASA
Si tratta di una tecnica che pone l’accento sul passaggio fluido tra una posizione e l’altra, come una sorta di danza. Per intensità della pratica questo tipo di Yoga è molto simile all’Ashtanga, ma nel Vinyasa due classi non sono mai uguali, mentre nell’Ashtanga sono abbastanza simili l’una con l’altra.
Gli studenti escono da una classe di Vinyasa con un buon allenamento e nello stesso tempo una bella esperienza di Yoga.

KUNDALINI
Il Kundalini Yoga è stato portato in occidente grazie a Yogi Bhajan che ha deciso di diffondere questo tipo di Yoga tantrico, praticato per molti anni solo da poche
persone. Lui credeva che avrebbe aiutato tutti i ricercatori spirituali a trovare la via. Questo tipo di Yoga comprende sequenze di Asana (chiamate kria), tecniche
di respirazione dinamica, canti e meditazione. I praticanti cercano di risvegliare l’energia che si trova alla base della spina dorsale (Muladhara Chakra), chiamata
appunto kundalini. Le classi di questo stile di Yoga sono molto diverse tra loro, a volte molto energiche in cui vengono praticati gli Asana, altre molto calme in cui viene praticata meditazione o alcuni mantra.

POWER
Questo stile è nato negli ultimi anni, precisamente nel 1995, quando Bender Birch pubblicò un libro su quello che veramente significa stare in forma. L’intenzione di Bender Birch era quello di dare una maggiore spinta alla pratica di Ashtanga Yoga, usando delle serie particolarmente impegnative create appositamente per generare calore ed energia. In pochi anni la popolarità del Power Yoga divenne enorme e dall’America si diffuse in tutto il mondo. Questo stile è caratterizzato da un allenamento molto rigoroso che sviluppa sia forza che flessibilità.

SIVANANDA
Questo tipo di Yoga si basa sulla filosofia diffusa da Swami Sivananda di Rishikesh, che ha insegnato ai propri discepoli a “servire, amare, dare, purificare, meditare e a realizzare”. Al fine di raggiungere questi obbiettivi, Sivananda ha ideato un percorso che coinvolge ogni livello dell’esperienza umana: l’intelletto, il cuore, il corpo e la mente. Lo Sivananda Yoga si basa su 5 principi fondamentali:

  • un corretto esercizio (asana);
  • una corretta respirazione (pranayama);
  • un corretto rilassamento (Savasana);
  • una corretta dieta (vegetariana);
  • un pensiero positivo (Vedanta) unito alla meditazione (dhyana).

ANANDA
Questo stile nasce in india grazie a Guru Paramhansa Yogananda (autore di Autobiografia di uno Yogi) e poi si è diffuso in occidente grazie a Swami Kriyananda.
L’Ananda Yoga ci offre l’Hatha Yoga così come era originariamente inteso: come uno strumento per elevare la coscienza e contribuire allo sviluppo spirituale. Grazie a una pratica interiorizzata, sperimenterai l’unione consapevole di corpo, mente e anima, a beneficio di una vita più gioiosa.
In una classe tipica, gli insegnati guidano i loro studenti attraverso una serie di posture di Hatha Yoga più dolci, per innalzare l’energia e preparare il corpo per la
meditazione. Le lezioni si concentrano anche su un corretto allineamento ed esercizi di respirazione controllata (pranayama) per facilitare l’esplorazione della
dimensione interiore e di auto-consapevolezza.

DELLA RISATA
E’ stato fondato da Madan Kataria che decise di chiamarlo in questo modo perché durante la pratica vengono usate degli esercizi molto simili al pranayama, l’antica scienza della respirazione. Queste tecniche hanno un effetto incredibile sul praticante e si usano da ormai moltissimi anni per migliorare sia il corpo che la mente stessa.
Questo stile di Yoga si pratica in gruppo e inizialmente si usano delle tecniche per stimolare la risata autoindotta, ma nel giro di poco tempo, questo semplice e
stupendo gesto, diventa incredibilmente contagioso e anche spontaneo.

Abbiamo quindi stabilito che lo Yoga è Uno. Ma contiene in sé altre forme, diverse vie da percorrere per arrivare ad un fine comune, e proprio come un diamante, brilla sotto diversi riflessi grazie alle sue sfaccettature.
A voi scegliere la via.

Parvati Priscilla Manari

FONTI:
insegnantiyoga.it
valentinaispirazioneyoga.blogspot.com
atuttoyoga.it

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