Le mascherine sono la caratteristica più visibile fra le misure legate al coronavirus e influenzano sia a livello esterno che più sottile e subcosciente la qualità del respiro nella sua ampiezza e anche il nostro rapporto con il mondo. Il ruolo essenziale della respirazione è da sempre noto nello Yoga e si esprime nei classici esercizi di pranayama con il loro effetto centrante e l’inspirazione e l’espirazione ben guidate durante la pratica degli asana. Un’altra forma di respirazione è divenuta nota con il termine “respiro libero” coniato da Heinz Grill. Nella sua ricerca ha preferito concentrarsi sull’aspetto della dimensione ampia e libera del respiro, che può essere vissuto e favorito con i vari esercizi da lui sviluppati. In relazione agli effetti delle mascherine, vorrei introdurre un semplice esercizio di base.

Con la respirazione l’uomo prende parte a ciò che lo circonda, ai suoi simili, alla natura, all’intero ambiente cosmico. Respiriamo tutti la stessa aria inspirandola ed espirandola; attraverso l’aria partecipiamo anche a diversi stati d’animo come paure o allegria nell’atmosfera. Attraverso il respiro percepiamo cose come l’afa o il freddo o i profumi di fiori e fieno, ma anche le polveri sottili e i pollini. Con il respiro anche l’assenza di gravità insita nell’elemento aria scorre attraverso il nostro corpo. Nel movimento del respiro che si apre, sperimentiamo un entrare in relazione continuo con il mondo fuori di noi. Ogni respiro arriva verso l’uomo da uno spazio più ampio e rivela una sensazione sottile dell’ampiezza cosmica.

La mascherina scherma le persone da questo naturale e libero entrare in relazione con il cosmo e, soprattutto, fa perdere la sensazione sottile dell’ampiezza e di partecipazione a uno spazio più ampio. Molte persone diventano inquiete e tese a causa della mascherina e associano questo fatto alla leggera mancanza di ossigeno e all’aumentata respirazione della CO2, che spesso causano mal di testa, problemi di concentrazione e affaticamento. Più inconsciamente, però, soffrono proprio di essere tagliati fuori dall’ampiezza della sottile connessione con il cosmo, oggi in alcuni casi solo un vago ricordo.

Sviluppare una personalità stabile e sana vuol dire anche mettersi in relazione verso l’esterno con amici, insegnanti, colleghi e con l’intero ambiente. In solitudine, separato da ciò che lo circonda, l’essere umano soffre. Se manca il naturale sentimento sottile cosmico nella vita, l’uomo si sente negativamente ancorato alle condizioni terrene e sembra trovare l’equilibrio solo nelle compensazioni, come per esempio mangiare troppo. A qualcuno sarà capitato, una volta salito sulla vetta di un’alta montagna, di sentirsi, per via dell’altitudine, più vicino all’ampio cosmo e da lassù di riuscire a guardare più liberamente al futuro al di là dei tanti accadimenti oppressivi della vita quotidiana. La sensazione di appartenenza al cosmo porta ad una gioia naturale di entrare in relazione, che viene a mancare usando le mascherine.

Oggi la sensazione di appartenenza al cosmo può essere rafforzata nuovamente attraverso un’ampia respirazione e processi di sviluppo spirituale. Il seguente esercizio è semplice e può essere praticato da giovani e anziani, anche più volte al giorno.

In prima battuta, per poter percepire meglio la differenza con il respiro libero, si consiglia di praticare l’opposto del respiro libero ossia in posizione eretta inspirare in maniera profonda e pesante, e quando si alzano le braccia, riempire i polmoni con pressione fino agli apici polmonari. Le braccia si muovono verso l’alto in modo ben attivo. Si possono sentire contratture alla nuca e alle spalle e il tono della pelle diventa più teso.

Successivamente il movimento viene eseguito con un respiro libero e il suo effetto può essere così sperimentato più intensamente. In posizione naturalmente eretta con le gambe chiuse, il praticante rivolge dapprima i suoi sensi verso l’esterno nell’ampiezza e nella profondità dello spazio. Poi prende coscienza dell’aria attorno, di come avvolge il corpo e riempie l’intero spazio. Il respiro fluisce dall’esterno all’interno, dallo spazio esterno alla persona allo spazio interno dei polmoni. I polmoni si aprono dolcemente allo spazio esterno e al respiro proveniente da fuori, e restano rilassati.

Heinz Grill descrive l’ulteriore esecuzione del movimento con le parole “Rimanga con la Sua attenzione nella stanza e alzi le braccia con un movimento molto rilassato, sciolto e leggero. La colonna vertebrale si allunga priva di gravità. Le articolazioni delle spalle e la nuca non sono affatto fisse. Con questo gesto accogliente delle braccia, il respiro scorre nei polmoni in modo sereno e senza alcuna sensazione di pressione.”

L’aria è leggera e riempie la stanza priva di gravità. Attraverso la rappresentazione mentale il respiro si atteggia in modo più rilassato e libero. Nel gesto accogliente del respiro si rivela una naturale ampiezza e gioia di mettersi in relazione con ciò che ci circonda. Il respiro inizia a fluire con leggerezza attraverso l’immaginazione mentale, i sensi si aprono verso l’esterno in modo rilassato e il praticante si sente più in contatto con tutto. Questo esercizio può essere eseguito fino a 10 volte in modo che i polmoni si aprano più intensamente, ma senza esercitare alcuna pressione sul respiro. Le spalle e il petto rimangono rilassati durante il movimento.

La respirazione rivela una via di connessione tra lampiezza del cosmo, l’ambiente e le persone. Questa condizione reale, che viene consapevolmente creata dal praticante attraverso la sua attività mentale, la si può sperimentare in modo vivo durante l’esecuzione dell’esercizio. Se queste immagini del respiro libero vengono create mentalmente prima dell’esecuzione del movimento delle braccia per più giorni, un pensiero spirituale si avvicina all’uomo accompagnandolo nella vita quotidiana connettendolo con l’esterno.

A livello fisico, il respiro libero ha un effetto benefico sulla circolazione. I vasi sanguigni si rilassano grazie al flusso d’aria morbido e ampio e di conseguenza la pressione sanguigna può abbassarsi. Più il movimento respiratorio è libero e sereno, migliori sono le forze rigenerative per il sistema nervoso centrale e vegetativo. L’ampiezza del sentire cosmico entra nelle nostre condizioni fisiche sciogliendoci e rendendoci più sani.

Sigrid Königseder

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