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Photo by Enrico Procentese

L’attitudine alla presenza mentale ci permette di applicare la consapevolezza a tutto ciò che ci circonda e che è dentro di noi, a ogni ambito della nostra quotidianità: la comprensione delle relazioni e delle interazioni corpo-mente, insieme a una maggiore consapevolezza somato-psichica da integrare nella vita di tutti i giorni, per affrontare in modo più efficace ogni sfida e acquisire sempre più familiarità con le nostre risorse innate. Ci consente una visione oggettiva del presente e di noi stessi e di intercettare e accettare la natura transitoria dell’esperienza senza giudizio e senza schemi mentali precostituiti.

Il cervello è plastico e la grande potenza della Mindfulness consiste proprio nel promuovere il cosiddetto “cervello verde”. Con ricadute immediate dalla mente al corpo: riduce ansia, stress, reattività, migliora la velocità di elaborazione delle informazioni, il sistema endocrino e immunitario e la capacità di focalizzazione e attenzione, aumenta la creatività e la memoria di lavoro.

Il movimento consapevole attraverso la connessione corpo-mente ci aiuta a sviluppare la consapevolezza del presente, la conoscenza e l’accettazione di noi stessi. Ci permette di riconoscere i nostri limiti e di imparare a rispettarli, cogliendo le sensazioni e le emozioni prima che diventino travolgenti.

L’anello di congiunzione tra mente e corpo è il respiro. L’attenzione rivolta alle variazioni nella respirazione consente infatti di percepire il continuo cambiamento della realtà interna e esterna, e di approcciarsi alla propria esperienza per com’è, partendo da un gesto naturale ed essenziale. Il respiro è sempre con noi e, anche se in genere lo notiamo a malapena, possiamo sempre tornare su di esso come un’ancora.

Questo spiega l’importanza che il movimento consapevole acquisisce all’interno del protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction). È attraverso il corpo e la consapevolezza attenta del suo stato attuale che è possibile coltivare l’immersione nel presente e riaprire un contatto migliore con le emozioni difficili. Pratichiamo, dunque, una sequenza di posture di Hatha Yoga, con focalizzazione sul qui e ora e con particolare attenzione alla respirazione, esplorando i nostri limiti senza mai spingerci oltre i confini del corpo.

Sediamoci a gambe incrociate in Sukhasana (posizione semplice), poggiamo le mani dolcemente sulle ginocchia, allunghiamo bene la schiena distanziando le spalle dalle orecchie. Chiudiamo gli occhi e prendiamo contatto con il respiro, senza controllarlo. Osserviamo l’aria che entra dalle narici durante l’inspirazione, gonfiando prima l’addome e poi il torace, raggiungendo l’altezza delle clavicole. Osserviamo quindi l’aria che esce attraverso l’espirazione, percorrendo il percorso opposto e svuotando progressivamente il torace e l’addome. Dopo alcuni cicli di respirazione, apriamo dolcemente gli occhi e portiamoci in ginocchio per eseguire la sequenza di Hatha Yoga, come segue:

  • MarjariasanaBitilasana – Posizioni del Gatto e della Mucca alternate in una breve e morbida sequenza condotta dal respiro. Gatto/espirazione – Mucca/inspirazione
  • Balasana – Posizione del bambino
  • Adho Mukha Svanasana – Posizione del cane a testa in giù
  • Vasisthasana – Posizione dell’asse frontale facilitata con ginocchia a terra + posizione dell’asse frontale completa
  • Chaturanga Dandasana – Posizione del bastone a terra
  • Bhujangasana – Posizione del cobra (cautela nella zona lombare)

Uniamo le quattro posizioni precedenti in una breve sequenza Vinyasa guidata dalla respirazione: Adho Mukha Svanasana, Vasisthasana, Chaturanga, Bhujangasana. Ripetiamo per sei cicli.

Dalla posizione del cobra, portiamoci quindi prima in ginocchio, poi in posizione eretta per eseguire le asana in piedi:

Terminata la sequenza di Hatha Yoga, riposiamo qualche minuto distesi a terra nella posizione di Savasana, quindi ci giriamo su un fianco, ci solleviamo e ci sediamo a gambe incrociate in Sukhasana.

Dedichiamo 3 minuti a una breve meditazione sul respiro (spazio di respiro), includendo la consapevolezza del nostro corpo come un tutto. Arriva ora il momento della condivisione sugli effetti suscitati dalla pratica delle asana di una riflessione finale sul focus dell’incontro. Ricordando che la Mindfulness va intesa come una modalità di vita consapevole e autentica, che deve essere mantenuta prestando attenzione a ogni respiro, movimento, pensiero, e a ogni elemento che si presenti nella nostra esperienza. Perché il momento presente è l’unico in cui si verifica la nostra vita.

Viola Shanti

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