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Una saggezza superiore ha ispirato degli esseri eccezionali a sviluppare diverse discipline corporee al servizio dell’elevazione e del nobilitamento dell’essere umano. Questi esseri erano degli intermediari tra l’Intelligenza che si nasconde dietro tutte le forme della Natura e l’umanità.
Tutto è forma e la forma è una scrittura, un geroglifico. Ogni forma che incontriamo possiede un senso ed è il veicolo di un’Intelligenza invisibile. Le forme sono un linguaggio sacro.

Diverse culture hanno messo in evidenza il ruolo del corpo umano proponendo diversi esercizi e allenamenti volti non tanto a promuovere un semplice benessere psicofisico ricercato dalla moltitudine, quanto a elevare il genere umano.
Attraverso delle posture precise, i grandi Iniziati volevano entrare nel grande dialogo universale leggendo dall’interno la “lettera”, chiamata Asana per l’India e Arcana per l’antica e contemporanea Tradizione Essena.

Il mondo delle forme era vissuto non come un ostacolo, ma come un trampolino per trovare il senso di ogni cosa e la sua risonanza dentro di sé. Allora, l’uomo leggeva e scriveva con il proprio corpo i grandi Misteri della Natura vivente e dell’universo.

Al giorno d’oggi, lo Yoga dell’India ci ricorda ancora l’Alto Ideale di una volta, quando il corpo umano era veramente divinizzato, era al servizio dell’Anima e dello Spirito, il mortale era al servizio dell’Immortale, quando il corpo veniva considerato come un mezzo di comunicazione con altre realtà. A questo punto, lo Yoga diventa una disciplina religiosa profonda, in quanto la religione ci permette di “religare”, di “collegarci a” così come lo Yoga ci consente di entrare in “connessione”, “comunione”, “unità” con la Natura.

Lo yogi era colui che era consapevole di come il corpo fosse uno strumento sacro.

Le posture che si praticano nello Yoga dell’India o nello Yoga esseno ci insegnano che la pratica degli Asana o Arcana la si sperimenta anche nel quotidiano. In effetti, quante posture assumiamo incoscientemente nel corso di una giornata? In verità, ognuna di esse ha un effetto prima di tutto su di noi e, in seguito, anche su chi le vede. Il vero Yoga lo si vive in ogni istante perché ogni postura, ogni gesto, ogni movimento richiama a sé l’energia, le influenze con esso in corrispondenza, ma quasi nessuno ne prende realmente coscienza. Nemmeno i praticanti del mondo intero vivono lo Yoga in questo modo.

La filosofia essena, universale e senza tempo, vera e divina, insegna che il corpo è una cosa mentre la forma è un’altra cosa e che, aldilà della ricerca della flessibilità e della tonicità del corpo, vi è la scienza della scrittura e della lettura.
La postura fa apparire una forma che esisteva, come potenzialità, nell’invisibile. Uscendo della postura, la forma scompare ma rimane celata. Il vero Yoga, quello dei Saggi esseni dell’antica India, insegna che l’essere umano si trova alla frontiera dei mondi visibile e invisibile, e che la potenzialità di una postura dipende molto anche dal grado di identificazione che il praticante ha con il proprio corpo, dalla sua filosofia di vita, dai suoi interessi e dal motivo per il quale pratica.

Alain Contaret
Sacerdote esseno ed Ambasciatore della Nazione Essena italica/Chiesa Essena Cristiana, Ambasciatore di Pace. Discepolo dei Maestri esseni autentici Olivier Manitara, Omraam Mikhael Aivanhov e del lignaggio sacro dei Maestri e Saggi autentici esseni.

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