Ci sono giornate in cui i ricordi tornano alla mente come dei flash improvvisi.
E oggi mi torna alla mente il mio primo viaggio in India, ero una ragazzina e mi sono trovata catapultata in un altro mondo, un mondo caldo, caotico.
Il primo monsone, la mia prima Mumbai!

Andavo dal mio Maestro nel suo ashram, le aspettative erano alte, avevo letto tanti libri, visto molte foto, sentito tante testimonianze di chi lo aveva conosciuto e incontrato. Ora l’attesa dell’incontro!

Due voli, una notte in albergo e poi un viaggio su un pienissimo pullman per arrivare in quell’oasi…Puttaparthy. Era agosto…lo scalo a Mumbai nel pieno di una tempesta. Uscire dal gelido aeroporto e sentire in una frazione di secondo le mani bagnate dall’umidità del posto. Arriviamo all’albergo, sulla spiaggia…osservare il mare in tempesta, ancora ricordo la sensazione di “spazzare via tutto”, quel vento che scuoteva tutto, dentro e fuori.
Ma sapevo che il giorno dopo sarei arrivata altrove. E così è stato.

Dopo un lungo viaggio arriviamo in un piccolo paese, soleggiato e brulicante di milioni di persone, da ogni parte del mondo. Tutti sorridenti nel loro “Sai Ram”, il saluto che voleva dire ogni cosa “grazie, prego, spostati, ciao, salute, silenzio….”. Ci assegnano le nostre stanze, semplici ma comunque accoglienti e tutto ha inizio.
Cosa ha inizio?

Un viaggio dentro di me… e verso la mia impazienza, le aspettative, gli attaccamenti, il giudizio. Tutto è emerso in superficie.

Ricordo la mia delusione quando entrai nel Mandir (il tempio dove passava il Maestro) e per giorni e giorni di seguito ero in fondo…lo vedevo da lontano e mi dicevo “tanti kilometri…tanta fatica…e lo vedo come un puntino lontano”.
Poi finalmente l’abbandono…..e…. Arriva la possibilità di vederlo in prima fila!
L’emozione…le lacrime…
Ricordo anche la mia difficoltà nell’accettare gli odori, i sapori…

Si! La classica occidentale schizzinosa! Mangiavo riso  bianco e verdure crude perché non sopportavo altro. Quando sono tornata in India la volta successiva pensavo che avessero cambiato qualcosa..perché tutto in quella Canteen mi sembrava delizioso! In realtà nulla era cambiato se non io stessa.

Riscopro allora cosa significa per me ogni viaggio in India: ogni volta è un viaggio dentro me stessa, ogni volta è uno scoprire qualcosa di me, un superare uno scoglio. E al termine di ogni viaggio in India mi porto a casa un nuovo ciclo di vita..

Cambiamenti…profondi cambiamenti.

Che mi hanno portata ad ora… a quella che sono ora e alle scelte che sto prendendo per la mia vita professionale e personale. Tutto si trasforma, faccio fatica ad accettare i cambiamenti, ma poi ripenso al Maestro, ai Suoi Insegnamenti…ed è tutto perfetto.

Sai Ram

“Affrontate le onde con coraggio. Ben vengano le prove, perché in seguito vi verrà assegnata la promozione. Le prove vi vengono imposte per misurare il vostro progresso. Non tiratevi indietro quando vi trovate a dover fronteggiare le afflizioni. Dio vi concede un’altra opportunità quando decide di mettervi alla prova, perché è impressionato dai vostri progressi e vuole apporvi il sigillo della Sua approvazione. Siatene fieri e siate all’altezza dell’esigenza della prova, siate coraggiosi e abbiate fiducia!”. B.S.S.S. Baba

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