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La Saggezza o la Conoscenza (vidya) viene considerata come Divinità suprema o shakti, la controparte femminile di Shiva. La shakti rappresenta sia l’insegnamento spirituale, che è offerto a tutti coloro che desiderano riceverlo, sia la sua profonda comprensione. E’ la Forza Interiore della Guida Spirituale. Ci mostra il cammino per trascendere la conoscenza tradizionale e la dualità spazio-temporale, per immergerci nel mistero dell’eternità e dell’infinito.

La vera conoscenza spirituale è una vera e propria Madre Divina (MahaShakti) dalla quale si “rinasce” profondamente trasformati e divini. Il grado in cui riusciamo ad entrare in comunione con la Madre Divina rappresenta, di fatto, la fase della trasformazione interiore in cui ci troviamo.

La conoscenza divina trascendente che deriva da Shakti va oltre la mente e le sue manifestazioni duali, rivelandoci la sorgente dell’intera Creazione.

La Tradizione Tantrica riconosce, quindi, la Divinità Unica Suprema ed anche le sue innumerevoli manifestazioni ossia le Dasha Maha Vidya che rappresentano i fondamentali pilastri della Conoscenza, le 10 Energie Universali, che risiedono nel Microcosmo e nel Macrocosmo e che ne regolano l’esistenza.

Ci sono quindi numerose divinità femminili che rappresentano le diverse sfaccettature della Coscienza divina. I poteri e le caratteristiche di ognuna coprono una vasta gamma di significati con aspetti astratti e concreti, con caratteristiche umane e non umane, con significati terribili o benevoli, ecc.

Queste divinità esistono e si manifestano sia a livello di macrocosmo che a livello di microcosmo nell’essere umano come energie o poteri. La Madre Divina, che rappresenta la Creazione in tutti i suoi livelli, comporta anche un’infinita diversità, espressa essenzialmente dalle dieci Grandi Forze Cosmiche o Grandi Saggezze di Dio. Il loro principale scopo è quello di rivelare la verità nascosta sollevando il cosiddetto “velo dell’ignoranza” (noto come Velo di Maya). A volte la forma con cui scelgono di rivelarsi può apparire terribile e creare confusione, ma questo altro non è che un modo per scioccare la mente ed indurla a cedere alla comprensione intuitiva (superando quindi le modificazioni mentali, le yogiche citta vritti).

La conoscenza umana non riesce a comprendere nemmeno una piccola parte del mistero della vita e per aver accesso alla conoscenza superiore bisogna trascendere la conoscenza umana individuandone i limiti. Per fare ciò è necessaria una profonda partecipazione creatrice, un’identificazione con la Suprema Dea, lasciando che si manifesti pienamente attraverso di noi, in modo saggio e divino, la sua gigantesca forza ed energia.

Ognuna delle dieci Forme della Madre Divina rappresenta un particolare cammino verso la più alta realizzazione spirituale ed ognuna è caratterizzata da una serie di aspetti secondari specifici. Esse possono essere invocate, ugualmente, per domandare salute, prosperità, successo o altri minori ed effimeri obiettivi della vita. Tuttavia, se le invocazioni vengono fatte con intenzione egotica, il loro aiuto diminuirà molto (in questo caso infatti l’ego è ancora troppo al centro del nostro pensiero).

Sulla loro nascita il mito racconta che durante uno dei loro numerosi giochi d’amore, Shiva e Parvati si trovarono ad affrontare un conflitto che sembrava minacciare per sempre la loro unione. Quello che era cominciato come uno scherzo stava diventando tragedia e Shiva minacciava di lasciare Parvati che trovandosi senza scelta, si moltiplicò in dieci forme differenti, una per ciascuna delle dieci direzioni. Così per quanto Shiva cercasse di fuggire, trovava in ogni direzione una guardiana a bloccargli le vie di fuga. Ciascuna delle forme manifestate dalla Devi fece realizzare a Shiva verità essenziali  intorno alla natura eterna del loro amore, stabilendo per sempre nei canoni del pensiero indiano la superiorità della Dea sulla sua controparte maschile.

Le dieci Grandi Forze Cosmiche sono divise in due principali gruppi in base a come si manifestano: quelle che assumono principalmente forme terribili e quelle con forme benevole. La categoria delle Grandi Forze Cosmiche terrificanti viene chiamata KALI-KULA (o la “famiglia di KALI”), di cui fanno parte:

  1. Kali The – l’Eterna Notte

  2. Tripura Bhairavi – la Dea della Decadenza

  3. Chinnamasta – la Dea dalla testa mozzata

  4. Bagalamukhi – la Dea che afferra la lingua

  5. Dhumawati – la Dea Vedova

La categoria delle Grandi Forze Cosmiche benevole si chiama SRI-KULA (o la “famiglia di TRIPURA SUNDARI”, SRI) e ne fanno parte:

  1. Tripura Sundari / Shodashi – la Dea Sedicenne

  2. Bhuvaneshvari – la Signora del Mondo

  3. Matangi – la Dea impura

  4. Kamala – l’Ultima

La Grande Forza Cosmica TARA si trova in entrambe le famiglie, poiché la sua forma di colore blu scuro (NILA) rappresentata nella sua ipostasi terribile (UGRA-TARA), mentre nella sua forma di colore bianco brillante viene rappresentata nella sua ipostasi cordiale e gentile.

Le rappresentazioni iconografiche o statuarie dei Grandi Forze Cosmiche nelle loro forme benevole o terribili hanno la loro origine nei testi vedici dove le divinità vengono descritte sia attraverso la loro incantevole bellezza e gli ornamenti (aspetto benevolo), sia attraverso le armi di cui sono dotate (aspetto terrorizzante per i malvagi).

Le forme benevole delle dieci Grandi Forze Cosmiche vengono solitamente adorate dagli adepti delle scuole tantriche della “mano destra”, mentre le forme terrificanti vengono adorate soprattutto dagli adepti delle scuole tantriche della “mano sinistra”. Tuttavia, è necessario dire che questa distinzione è molto generica. Entrambe le forme di manifestazione delle dieci Grandi Forze Cosmiche sono necessarie e complementari per il cammino della realizzazione spirituale. Mentre le forze terribili eliminano l’ignoranza, quelle benefiche conferiscono conoscenza. Con tutto ciò bisogna specificare il fatto che, fino a quando l’ignoranza non viene eliminata, non può apparire la conoscenza superiore. Le forme terribili sono correlate alla simbologia del fuoco, del fulmine e del sole (energie yang, si potrebbe dire), le benevole alla simbologia dell’acqua e della luna, che significano freschezza e creatività (yin).

In alcune scuole spirituali vengono adorate in particolare tre Grandi Forze Cosmiche (in linea in qualche modo con la trimurti si potrebbe dire): Kali rappresenta la forza e il potere indistruttibile (SHAKTI), Tara la saggezza ancestrale (PRAJNA), Tripuasundari l’acceccante bellezza divina (SUNDARA). Kali viene correlata a Shiva, Tara a Brahma e Tripuasundari a Vishnu. Per un altro verso Kali viene assimilata all’Essere Supremo o all’Esistenza (SAT), Tara viene assimilata alla Pura Coscienza (CIT), mentre Tripuasundari alla beatitudine senza fine (ANANDA). Queste tre (SAT-CIT-ANANDA) sono, così come si è detto, la triplice ipostasi della Divina natura dell’Assoluto.

Ognuna delle grandi forze cosmiche ha la propria sadhana (pratica) specifica, che a sua volta comprende, in sintesi, tre elementi fondamentali:

  1. l’adorazione dell’immagine della dea (in altre parole, della Grande Forza Cosmica scelta per l’adorazione);

  2. la focalizzazione sul suo yantra (della sua rappresentazione geometrica che corrisponde al suo campo di energia sottile della rispettiva Grande Forza Cosmica);

  3. l’emissione mentale del mantra della Grande Forza Cosmica.

Meditare con devozione sulle Dieci Grandi Forze Cosmiche significa riconoscere il Divino in ogni cosa e dentro di sé, eliminare l’illusione (Maya) per poter raggiungere quello stato d’unione profonda con la Realtà Suprema di Dio Padre la cui natura è: SAT-CIT-ANANDA (Pura Esistenza, Pura Coscienza, Pura Beatitudine).

Il fondamento di questa pratica spirituale tantrica, molto segreta e occultata , risiede nell’idea di non evitare i test e le difficoltà della vita isolandosi e ritirandosi in un luogo sperduto, lontano dal mondo, per raggiungere così la perfezione spirituale; al contrario, la tradizione tantrica afferma riguardo la Mahavidya Upasana (in altre parole, l’adorazione piena di fervore e devozione delle 10 Grandi Forze Cosmiche), che è bene praticarla nel quadro, della vita quotidiana, al fine di controllare e poi trascendere completamente tutti i problemi e le sofferenze con le quali si confronta la maggior parte degli uomini.

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