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La storia di Theos Bernard inizia nei deserti dell’Arizona. Cresciuto dalla madre a Tombstone, Bernard fu ammesso alla neo costituita Università dell’Arizona a Tucson nel 1928.

I suoi primi anni universitari furono interrotti da una grave malattia quasi letale che cambiò profondamente la sua vita. Infatti fu proprio mentre era ancora convalescente nei pressi delle Montagne Dragoon (Arizona) che incontrò il suo primo maestro spirituale, uno yogi arrivato dall’India che sarebbe diventato amico di famiglia per molti anni e che cominciò ad istruirlo sulle basi dello yoga. Sebbene egli stesse studiando giurisprudenza, una volta completati gli studi nel 1934, decise di dedicarsi a tematiche religiose e spirituali.

Sempre nel 1934 Theos entrò nella Columbia University. Al tempo della sua iscrizione non esistevano corsi di laurea sulle religioni e i pochi esami che esistevano erano dovuti agli sforzi del consulente di Bernard nel dipartimento di filosofia, Herbert Schneider. Bernard nel 1936 ottenne la laurea in arte.

Sebbene le prime due pubblicazioni fossero autobiografiche e raccontassero la storia della sua educazione e del suo dedicarsi a tematiche religiose, in esse non si faceva alcun cenno alla sua esperienza alla Columbia University.

I suoi libri “Heaven Lies Within Us” e “Penthouse of the Gods” furono entrambi pubblicati dopo i suoi viaggi in India e Tibet nel 1936–37 e rappresentarono la base per le sue opere successive attraverso la narrazione di una personale e autentica esperienza religiosa.

La vita di Bernard va inquadrata all’interno del mondo dello zio Pierre Bernard e dell’alta società newyorkese degli anni ‘20 e ‘30.

Pierre Bernard (anche noto come l’onnipotente Oom, importante figura del Tantrismo americano d’inizio novecento) fondò il New York Sanskrit College a Manhattan nei primi anni del 900. Con sua moglie, Blanche de Vries, Oom cominciò ad insegnare ai newyorkesi altolocati la scienza e la pratica dello yoga. La sua principale studentessa fu la signora Vanderbilt, che portò molti dei suoi amici, ma anche cospicue donazioni finalizzate a creare una sorta di ashram in cui Oom potesse tenere le sue lezioni. Il risultato fu la nascita del  Mystic Order of the Tantriks of India. Qui Oom non solo insegnò yoga (e pubblicò anche un giornale) ma offrì ai giovani newyorkesi una sorta di resort (libero ma esclusivo) dove venivano messi a loro disposizione circa 7.000 libri su vari argomenti dalla filosofia, all’etica, alla psicologia, alla pedagogia, alla metafisica e alla medicina. E fu in questo mondo che egli portò il proprio nipote, Theos Bernard, che a sua volta aveva sposato la nipote di Henry Morgenthau Sr., Viola Wertheim.

Una volta presa la seconda laurea nel 1936 e grazie al sostegno finanziario che gli derivava dal matrimonio Bernard si imbarcò per un lungo viaggio in India e Tibet sperando di ritrovare il suo vecchio maestro Yoga.

Ma arrivò in India solo in tempo per apprendere della morte del suo primo guru. Bernard cercò allora altri insegnanti girando l’India in lungo e in largo dal Kasmir a Ceylon (Sri Lanka) prendendo varie iniziazioni religiose e apprendendo varie tecniche yoga.

Ma fu a Calcutta che egli incontrò e divenne allievo di Lama Tharchin. Qui, Bernard trascorse un periodo di intenso studio della lingua tibetana e di tre dialetti della stessa area. Dopo circa un anno passato in India, egli ottenne il permesso dalle autorità britanniche di entrare in Tibet. Una volta là riuscì ad avere udienza dal reggente del Tibet, Ganden Tripa Reting Rinpoche ed altri esponenti del governo tibetano. Theos fu il terzo americano a mettere piede in Tibet e durante la sua presenza in tale luogo gli furono aperte le porte di vari monasteri e instaurò amicizia e confidenza con grandi lama e eruditi tibetani. Inoltre ricevette l’iniziazione tantrica, si ritirò in meditazione e acquistò numerosi testi tra cui il canone buddhista e numerose opere tibetane.

Poco dopo il suo ritorno da questo viaggio divorziò dalla moglie Viola. Scritti i primi due libri, partì in un viaggio in America ed Europa per promuovere le proprie opere. Durante questo viaggio in Inghilterra scrisse anche numerosi articoli sulla situazione politica in Tibet e sulla sua esperienza in quella terra.

In occasione della pubblicazione in Inghilterra di “Penthouse of the Gods” (pubblicato con il titolo “Terra di migliaia di Buddha”), il nome di Bernard cominciò a diventare famoso (egli divenne anche noto come il Lama Bianco) suscitando interesse positivo dal pubblico, ma anche il disprezzo dall’intelligence inglese che lo accusò di essere un impostore.

Tornato in America, Bernard si dedicò presso la Columbia University al saggio “Hatha Yoga: il resoconto di una esperienza personale”.

Egli cominciò a tenere lezioni nell’Upper East side di Manhattan, dove incontrò una ricca cantante d’opera polacca che divenne prima sua studentessa e poi sua compagna. Dopo un anno Bernard e Ganna Walska si sposarono e si trasferirono in California dove comprarono un grande appezzamento di terra che chiamarono Tibetland dove raccolsero vari manoscritti tibetani, ospitarono vari lama e si dedicarono ad un’intensa attività di traduzione. Il matrimonio però durò poco. Mentre Walska trasformò la proprietà in un museo dedicato alla coltivazione (Lotusland), Bernard scrisse il suo quarto libro, “The Philosophical Foundations of India” ed insieme alla sua terza moglie, Helen, tornò in India nel 1947 alla ricerca di rari manoscritti vicino a Ladakh.

Nel 1947 Theos Bernard dovette recarsi al monastero Ki, nel Tibet occidentale. La ricostruzione dei fatti dice che egli, dopo aver lasciato il villaggio musulmano che gli aveva fornito portatori e animali per il viaggio, si recò verso l’Himalaya. Il villaggio fu distrutto e gli abitanti massacrati pochi giorni dopo la sua partenza, in una delle lotte tra Indù e Musulmani conseguenti alla separazione. I portatori ricevettero la notizia della distruzione del loro villaggio e lo abbandonarono solo col servo tibetano. Un gruppo che inseguiva i musulmani li catturò, li fucilò e li gettò nel fiume Spiti ed i loro corpi non furono mai ritrovati.

Fino agli anni sessanta, prima dell’avvento di Iyengar, il suo libro (Hatha Yoga – Resoconto di un’esperienza personale) era uno dei pochi in cui erano mostrate fotografie delle varie asana e venne adottato come riferimento dai praticanti dell’epoca, non solo in occidente. In questo libro Theos ripercorrette le sue esperienze nella pratica dell’Hatha Yoga e le accompagnò, oltre che con le fotografie delle posizioni, con il riferimento ai principali testi classici sull’argomento come l’Hatha Yoga Pradipika, la Geranda Samhita e la Shiva Samhita.

Il suo testo sull’Hatha Yoga rappresenta un documento di grande interesse (sebbene in Italia non sia conosciutissimo), tra i pochi resoconti importanti dell’epoca, tanto che anche Mircea Eliade, nel suo “Yoga. Immortalità e libertà” lo cita diffusamente.

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