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SALAT E ASANA: QUANDO ISLAM E YOGA SI INCONTRANO

Uno dei punti di contatto che si possono trovare tra Islam e Yoga è la somiglianza tra i movimenti svolti durante la preghiera (salât) e le Asana, come evidenziato anche dall’autore mussulmano indiano, Ashraf F. Nizami, nel libro “Namaz, the Yoga of Islam” (1977). La radice del termine “salât” è “piegare la parte posteriore della schiena”. I Persiani tradussero tale concetto con la parola “namâz” etimologicamente legato al termine sanscrito “namastè”.

Come noto, le Asana dello Yoga possono essere distinte in varie categorie:

  • posizioni in piedi;
  • allungamenti in avanti;
  • posizioni capovolte (o invertite);
  • posizioni sedute;
  • torsioni.

La salât incorpora tutte queste tipologie di posture in un’unica sequenza in grado di essere praticata da tutti.

Ma vediamo ora passo passo come si esplicita tale somiglianza tra salat e Asana.

  1. Posizioni in piedi.

La Montagna (Tâdâsana) è la posizione base di tutte quelle in piedi. Nelle sequenze in piedi rappresenta la prima e ultima posizione. Quest’Asana è molto simile alla posizione di qiyâm nel salât con le mani o sotto l’ombelico o tra l’ombelico ed il cuore a seconda della giurisdizione islamica di riferimento (la versione sciita che prevede le braccia lungo il corpo è ancor più simile a tadasana). Quest’Asana porta stabilità e quiete in tutto il corpo: piedi, gambe e spina dorsale lavorano insieme. Con i piedi ben stabilizzati nella terra, la testa può raggiungere il cielo. Vi è un profondo significato metafisico legato alla sacralità della condizione umana, perché la verticalità è l’essenza della religione.

Effetti benefici di qiyam: apporta benefici alla colonna vertebrale in quanto la schiena si mantiene dritta e il peso del corpo si distribuisce in modo bilanciano sul collo dei piedi, che vengono tenuti leggermente divaricati. Il sangue viene spinto verso la parte bassa del cuore, la muscolatura delle gambe si tende, mentre le vene delle gambe si distendono grazie alla posizione dei piedi, che assumono una postura corretta. A livello emotivo genera sentimenti di umiltà, modestia e pietà.

Effetti benefici di tadasana: sviluppa la centratura fisica ed emotiva, insegna a stare in piedi nel modo corretto, a distribuire il peso del corpo su entrambe i piedi e quindi a prendere il corretto allineamento del corpo, rafforza cosce, ginocchia e caviglie, calma la mente, dona serenità. Corregge la postura. Distende tutta la muscolatura della schiena e i dischi cartilaginei tra le vertebre. Rafforza le braccia e migliora la flessibilità dell’intero corpo. Tonifica i muscoli addominali, alleviando la costipazione e facilitando la digestione. Espande il torace, aumentando la capacità polmonare e la pulizia dei bronchi, pertanto è consigliata se soffri di asma o bronchiti croniche. Riduce la stanchezza.

  1. Allungamenti in avanti.

Lo Yoga pone molta attenzione sull’allungamento profondo della colonna. Una colonna sana è l’elemento centrale per il benessere non solo di tutto il corpo, ma anche della mente. E’ necessaria molta pazienza e una pratica costante per raggiungere la flessibilità ideale. Nella pratica islamica l’allungamento spinale è più semplificato e raggiungibile da chiunque: il piegamento in avanti (rukû‘) richiede solo di arrivare a toccare con le mani le ginocchia. Ovviamente ogni ulteriore allungamento migliora le condizioni della colonna.

Benefici di rukù: si tendono i muscoli della schiena e delle cosce ed aumenta il flusso sanguigno nella parte superiore del corpo, in modo particolare nel petto, tonificando i muscoli dello stomaco, dell’addome e apportando un beneficio ai stessi reni. E’ però fondamentale, al fine di trarne il massimo dei benefici, che la posizione del Ruku sia mantenuta per circa 10-20 secondi e che si ritorni poi lentamente alla posizione eretta. La tensione della muscolatura degli arti inferiori produce un aumento del flusso sanguigno verso i polmoni, gli organi addominali e la parte superiore del tronco. Questo esercizio, inoltre, tonifica i muscoli dell’addome migliorando anche la funzionalità intestinale. Col passare del tempo questa postura migliora la personalità, generando mitezza e armonia interiore.

Benefici di uttanasana (o ardha uttanasana): agisce massaggiando dolcemente tutto il ventre, migliora la digestione e cura i dolori di stomaco, stimola e migliora il normale funzionamento di organi importanti come fegato, milza e reni, riduce molte forme di mal di schiena e alcune formi lievi di depressione, riduce lo stress e calma la mente, le cosce e le ginocchia vengono rafforzate, i muscoli posteriori delle cosce, i polpacci ed i fianchi vengono allungati, riduce la tensione sul collo e sulle spalle, riduce il mal di testa, l’ansia, l’insonnia e la pressione alta.

  1. Posizioni capovolte (o invertite).

Il cuore assicura una buona circolazione pompando il sangue attraverso vene e arterie. Lo Yoga può aiutarci nel rendere la circolazione più efficiente tramite posture che portano sangue fresco al cervello attraverso la carotide con il sollevamento dei piedi oltre il cuore sfidando la forza di gravità. Questo è il motivo per cui due Asana sono considerate “regine” e fondamentali ossia sarvangasana (più banalmente conosciuta come la candela) e sirsasana (la posizione sulla testa, in sancrito sirsa) anche se si possono avere i medesimi positivi effetti anche in una cosiddetta mezza posizione quale Viparita Karani. La preghiera islamica ha preso l’elemento più essenziale di queste posizioni invertite ossia l’intenzione di portare la testa sotto il livello del cuore e da qui nasce sujûd che a differenza delle asana yogiche di cui sopra (che possono essere non immediate) è agevole per tutti aiutando nell’ossigenazione del cervello. Nizami scrive a tal proposito: “Questa posizione potrebbe essere chiamata mezza sirsasana. Aiuta a pompare il sangue al cervello ed alla parte superiore del corpo in generale (occhi, orecchie, naso e polmoni)”.

Benefici di sujud: quando ci si prostra, i muscoli della schiena si tendono e il peso del corpo è distribuito sulle braccia e sugli avambracci, fortificando i muscoli degli arti superiori. In questa posizione però si fortificano anche i muscoli della schiena, che rimane tesa per tutto il tempo che ci si mantiene nel Sujud, e i muscoli del collo che reggono il peso delle spalle e della testa, quando la fronte tocca il suolo. Quest’azione aumenta la tonicità e la forza dei muscoli cervicali, che hanno anche la funzione di proteggere le vertebre cervicali che rivestono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio della postura. Infatti, le tensioni e le contratture dei muscoli cervicali causano dei disturbi molto dolorosi quali: cefalea, disturbi oculari, dolori dentari, nausea, diminuzione della vista, percezione di acufeni e problemi di memoria e di concentrazione. Distrugge egoismo e vanità, accresce la pazienza e l’affidamento a Dio, favorisce la crescita spirituale e produce energia psichica in tutto il corpo.

Benefici di sirsana e sarvangasana: eliminano il «mal di reni» causati dalla stazione eretta mantenuta troppo a lungo, rafforzano la muscolatura addominale e della schiena, quella delle braccia e del collo, eliminano ogni tensione muscolare e le ipostasi venose delle gambe e degli organi addominali, purificano l’organismo senza affaticare il cuore che continua a battere con calma e potenza, prevengono varici ed emorroidi, decongestionano gli organi della parte bassa del ventre dove quasi sempre esiste una congestione permanente a causa della sedentarietà, migliorano le funzioni epatiche, conservano o restituiscono l’elasticità ai capillari, favoriscono e stimolano le funzioni intellettive, migliorano memoria e concentrazione, aumentano la resistenza alla fatica nervosa e a molti stati di ansia, svolgono un’azione regolatrice su tutto l’organismo lavorando sull’ipofisi, ringiovaniscono la pelle, aiutano a vincere l’insonnia e favoriscono la circolazione sanguigna nei piedi.

  1. Posizioni sedute.

Le posizioni di base dello Yoga sono proprio quelle sedute adatte alla meditazione (es. padmasana, il loto) e sono anche le uniche asana a cui fa riferimento Patanjali negli Yoga Sutra. La posizione del diamante (vajrâsana) è praticamente identica alla posizione chiamata jalsah. Nizami scrive: “Questa è la posizione dell’eroe o vajrasana”.

Swami Sivananda nel suo libro sulle Asana scrive: “Quest’Asana somiglia alla posizione che Nizami dice che i mussulmani usano per sedersi nella preghiera”.

Quando ci si siede nel loto, uno dei mudra che spesso accompagnano la meditazione è Cin mudra che si ottiene unendo pollice ed indice formando un cerchio. Il “mudra” islamico che si fa mentre si siede in jalsah è di allungare l’indice verso l’alto (come ad indicare l’unicità di Dio) facendolo roteare.

Benefici di jalsah: nella tradizione Sufi Chisti il tallone del piede destro è ripiegato in dentro e il peso della gamba e di parte del corpo poggia su di esso. Questo promuove la disintossicazione del fegato e stimola l’azione peristaltica dell’intestino crasso. Le donne tengono entrambe le piante dei piedi verso l’alto sotto il proprio corpo. Il corpo si rilassa ulteriormente e la postura assiste la digestione forzando verso il basso il contenuto dello stomaco. Il positivo effetto a livello digestivo viene maggiormente raggiunto nella pratica sciita dove i piedi vengono incrociati sotto il corpo con il dorso di un piede sulla pianta dell’altro.

Benefici di vajrasana: modifica il flusso del sangue e gli impulsi nervosi nelle regioni pelvica e viscerale, aumenta l’efficienza del sistema digestivo, è utile dopo i pasti, specialmente per persone che soffrono di indigestione, riduce il flusso sanguigno ai genitali e ne massaggia le fibre nervose che li innervano, è l’unica posizione meditativa per persone con sciatica o infezioni sacrali, è molto utile per alleviare disturbi allo stomaco come ulcera o iperacidità.

  1. Torsioni.

Una usuale sessione di Yoga, normalmente, prima del rilassamento finale termina in una torsione come ad esempio ardha matsyendrâsana (sia sul lato destro che su quello sinistro). Allo stesso modo la salât si conclude con la preghiera per la pace (salâm) che viene detta mentre si ruota il capo prima a destra e poi a sinistra. Questo movimento lavora solo sulle vertebre cervicali ed in maniera più lieve sulle vertebre toraciche ed è utile anche per mantenere il collo flessibile attraverso una pratica accessibile ed agevole per tutti.

Benefici della preghiera per la pace: rilassa le tensioni cervicali, dà flessibilità al collo e porta al rilassamento mentale. Rende forti e flessibili i muscoli del collo in particolare i cervicali e se vi fosse del ristagno di sangue nel collo e nella regione della gola questo viene rimosso.

 Benefici di ardha matsyendrasana: tonifica la spina dorsale giovando in particolare alla regione lombare della schiena, è un ottimo allenamento per tutti i muscoli della schiena, previene e cura le lombalgie e sciatalgie, stimola organi quali la milza e il fegato, giova all’intestino. Stimola il flusso sanguigno verso gli organi addominali. Migliora i processi digestivi. Regola le funzioni dei reni. Allevia i dolori mestruali.

Da questa modesta analisi si osserva come le analogie siano molte, ma questo non sorprende, almeno a mio parere. Le diverse pratiche spirituali (come lo Yoga, che va oltre le semplici Asana, ma che ha come scopo l’unione del sé personale con quello universale) e religiose sono vissute da uomini e l’essenza dell’uomo non cambia ovunque egli abiti, qualunque sia il suo credo, il colore della sua pelle, la sua inclinazione sessuale… questo permetterà sempre di trovare punti di contatto ed analogie e ci permetterà anche di guardare con maggiore rispetto ed apertura le pratiche degli altri perché in esse troveremo un po’ di noi… lo Yoga insegna in prima battuta a non essere violenti (ahimsa) ed a non giudicare e questo vale con tutto quello con cui ci confrontiamo. Lo Yoga diventa così una via di tolleranza e di apertura. E nell’attuale contesto socio-politico non può che essere un bene.

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