“A mia madre Fedora Ponziani con immensa gratitudine”.

Testo e disegni di Janine Claudia Nizza

Malasana
Malasana

Esho-Funi in giapponese significa che individuo e ambiente sono interconnessi come un corpo e la sua ombra; se scelgo di migliorare me stessa, armonia ed abbondanza si rifletteranno nel luogo in cui vivo.

Il primo passo verso la meditazione e la scoperta delle grandi potenzialità della mia vita arrivò a otto anni; un giorno mi accorsi che gli anelli intercettati dal sole emanavano miriadi di puntini luminosi polarizzando la mia attenzione verso le meraviglie create dalla rifrazione della luce. Diventavo impermeabile ad ogni altro senso, restavo in silenzio riempendomi gli occhi quasi ipnotizzata finchè qualcuno guastava la festa canzonandomi con: “sei andata in oca”.

Ricordo che diventò un gioco: potevo “farlo accadere” ogni volta che uno scintillio di qualche signora inanellata mi capitava a tiro, specialmente nei tragitti sugli autobus dove l’altezza delle mani adulte coincideva col mio viso. Quel tempo contemplativo era magico e soltanto mio, potevo entrare nei colori della luce che si diffondeva dappertutto e sperimentare quel mistico luogo dell’esistenza: uno stato perfettamente ovattato in cui vivevo L’INFINITO PRESENTE dei riflessi colorati su cappotti, sostegni metallici, sedute di legno e qualche volta sui volti inconsapevoli dei passeggeri ,che formavano strani bindu luminosi, arricchendo il “Qui ed Ora” di ornamenti bizarri e suggestioni cromatiche! Dopodiche mi succedeva una cosa ancora più strana: ero felice, mi sentivo bene, rigenerata!

Quell’esperienza di un mondo parallelo e reale, immerso nella bellezza e nella pace senza tempo creò un imprinting nella mia ANIMA che più tardi maturò in ricerca e studio come necessità interiore verso la meditazione.

Diamante
Diamante

Sono stata una bimba fortunata, ho passato molto tempo con i nonni e talvolta per concludere la giornata recitavamo il Santo Rosario sotto il cielo stellato di Fiumicino, dove si andava alcuni mesi d’estate insieme ad altri cuginetti, ma già da piccola non credevo nell’esistenza di un DIO (mentre trovavo significativa la mia appartenenza all’universo) nonostante ciò il suono in latino di quelle parole creava un ritmo calmante per la mia giovane mente e seppi solo molto più tardi che a livello vibrazionale il Rosario recitato in latino ha la stessa frequenza energetica dell’OM!

Nell’ultima parte della sua vita, la nonna era ricoverata sull’Isola Tiberina ed io, ormai adulta, andavo spesso a trovarla con la scusa di recitare il Santo Rosario, per farle un po’ di compagnia: ogni volta che uscivo dall’ospedale mi sembrava di avere le ali ai piedi, di sfiorare il pavimento con la leggerezza di una piuma, non riuscivo a spiegarmi come mai pregare, pur non credendo in dio, mi facesse stare cosi bene e soprattutto neutralizzasse tutti i miei problemi e così, quando lei salì in cielo, feci solenne voto di pregare ogni giorno.

Per anni sono stata atea e praticante, grazie all’incoraggiamento di un parroco che comprendeva il mio approccio non religioso al Rosario e che ascoltava volentieri le mie esperienze spirituali dovute alla preghiera giornaliera: nonostante non parlassi a mio padre da due lunghissimi anni, pregando costantemente per lui riuscii a sciogliere pacificamente il nodo (a cui ora do il nome di Karmico) che ci rendeva impossibile la benchè minima conversazione. Questo risultato mi impressionò a tal punto che compresi una cosa importante: attraverso una pratica regolare potevo accedere al potere del cambiamento, potevo trasformare ogni dolore in gioia e non era necessario credere in dio ma soltanto avere FEDE nell’impegno con se stessi!

Sentiamo tanto parlare di necessario CAMBIAMENTO, in questo periodo ci troviamo a fronteggiare una crisi sanitaria senza precedenti; ma per cambiare veramente le persone devono desiderarlo e comprenderlo con il cuore, la mente razionale e’ limitata ed e’ qui che lo strumento della meditazione ci viene in aiuto creando un “ ponte” tra il nostro cuore e la nostra mente.

Molti pensano che la meditazione sia un rituale astratto, di evasione dalla realtà, mentre è proprio l’opposto: una pratica regolare di almeno 20 minuti la mattina e la sera determinano un considerevole innalzamento dello stato vitale permettendoci di osservare la nostra vita (e la nostra mente) con fiducia e predisposizione d’animo verso il bene per tutto. Lo sforzo iniziale vale ben mille volte il beneficio successivo che non si può descrivere a parole ma solo sperimentandolo.

Per esempio se voglio convincere il mio EGO a smettere di mangiare la carne o ad avere compassione e serenità anche nelle circostanze sfavorevoli, dovrò consultare il mio vero SE’ per avere accesso alle sue stanze e ai suoi consensi: è provato scientificamente che scegliere una via meditativa regolare scioglie i blocchi che ci paralizzano davanti al desiderio di cambiamento tenendoci ancorati al passato e alle abitudini.

Le persone che non praticano la preghiera o la meditazione soffrono spesso di: ansia, paura, insonnia, collera, invidia, gelosia, pressione arteriosa alta ecc… e pensano di risolvere queste emozioni/problemi guardando fuori, delegando la soluzione ai farmaci o lamentandosi e dando la colpa ad altri del proprio male.

Nel Buddismo di Nichiren Daishonin, che pratico felicemente dal 2005, il principio di non dualità tra individo e ambiente è stato cruciale per avvicinarmi a questa pratica: le esperienze precedenti mi avevano già portato alla consapevolezza che pregare con un sincero obiettivo nel cuore portava ad emanciparmi e contemporaneamente a creare le circostanze esterne favorevoli per realizzarlo, ma non avevo ancora trovato nessuna religione o filosofia che me l’avesse confermato e chiarito dialetticamente. La recitazione del Daimoku: Nam Myo Ho Renge Kyo, del Sutra del Loto , mi portava a fare esperienza di come potevo trasformare il “veleno in medicina” non solo dentro di me ma anche intorno a me, semplicemente recitando con costanza.

In virtù della Legge di Causa ed Effetto ho compreso che potevo cambiare gli effetti di qualsiasi situazione e sofferenza, semplicemente cambiandone le cause.

Inoltre vorrei consigliare a chi ama restare nell’ambito dello Yoga, il mantra amato da Shri Babaji: “Om Namaha Shivaya”, per il pregio del suo genuino lignaggio Cristiano fondato su compassione e amore per tutte le creature come professava Gesù. Grazie ai suoi insegnamenti racchiusi in una preghiera bellissima, che troverete nella sua biografia, ho avuto un’esperienza molto toccante cui è seguito un dono ricevuto dalla sua discepola Lisetta Carmi che fondò per il maestro l’Ashram (da lui prescelto mentre si trovava in india) a Cisternino. Poichè sono persuasa, avendolo sperimentato, che tutte le vie praticate regolarmente e sinceramente portano ad espandere la consapevolezza, la gioia, la gratitudine e il rispetto di tutte le creature in questa esistenza, posso anche asserire che è necessario sceglierne una soltanto. Andare in profondità in una ”Via” significa produrre esperienze tangibili, proteggendovi dalle dispersioni che vanificano l’impegno dedicato. Così come lo Hatha Yoga svolge il suo lavoro di liberazione dai limiti energetici e fisici con le Asana e i Pranayama, la meditazione libera dall’oscurità fondamentale radicata nella nostra mente attraverso gli Yantra e i Mantra.

Padangustasana
Padangustasana

Se siete spesso tristi e nulla può consolarvi, significa che la vostra anima sta sentendo la mancanza di riconnettersi con le leggi fondamentali dell’universo; allora vi esorto a prendere una decisione che non rimpiangerete mai: quella di assumervi la responsabilità di lottare per la vostra FELICITA’ recitando ogni giorno un mantra che potrete scegliere tra i molti esistenti sin dall’antichità e di prestare attenzione a come vi sentite dopo averlo fatto. In poco tempo vi stupirete vedendo le vostre paure o sofferenze sciogliersi misticamente al sole come fiocchi di neve, consentendo quel cambiamento / miglioramento / equilibrio alla vostra vita, soltanto grazie al vostro impegno: come ci insegna il magnifico e sempre fecondo fiore di Loto, chiunque può emergere e fiorire, anche dal fango!

Riferimenti bibliografici

Il Buddismo di Nichiren Daishonin profilo storico e principi fondamentali

2002 Esperia Edizioni a cura di Claudio Micheli

The Oneness of Life and Its Environment, Buddhism in action for Peace

2017 Soka Gakkai International

Shri Babaji Mahavatar dell’Himalaya, foto di Lisetta Carmi Janki Rani

2019 Edizioni Postcart srl

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3 thoughts on “L’Inseparabilità di Vita e Ambiente”

  1. Grazie Janine per questa bella riflessione che m’ispira ad approfondire la mia fede e a continuare a trasformare il veleno in medicina nella mia vita. Namaste 🙏

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