Queste sono le prime parole che ho utilizzato in un video di presentazione e che mi sembrano adatte anche a questa personale celebrazione dello yoga.

Infatti, ho iniziato la pratica dello yoga per caso: cercavo un’attività fisica da fare, mi è capitato tra le mani un volantino di un corso di yoga e ho deciso di provare.

Ero sposata, avevo un bambino piccolo, sia io che mio marito lavoravamo, avevamo un bel gruppo di amici. Mi sembrava di avere tutto quello che era lecito desiderare. Non ero alla ricerca  di niente di più o di diverso.

Ho incontrato lo yoga per caso e non mi ha mai lasciato sola.

Lo yoga, infatti, mi ha fornito tutti gli strumenti utili ad affrontare gli alti e bassi della vita. Dall’arrivo del secondo figlio al trasferimento in un’altra cittadina, alla decisione di smettere di lavorare per occuparmi dei figli, alla separazione, al diventare insegnante di yoga, crescere i figli e risposarmi.

A partire dal lavoro sul corpo, e poi con tutti gli altri suoi strumenti, mi ha insegnato ad ascoltare, con lo scopo di comprendere. Ad ascoltare le sensazioni, le emozioni, i dolori ed il respiro.

Mi ha insegnato ad agire, invece che a reagire. Se ascolto e comprendo, il mio agire diventa più efficace.

Questo non mi ha miracolosamente trasformato in un Guru ne’ ha reso la mia vita una vita in cui tutto va sempre per il verso giusto, o meglio tutto si compie secondo i miei desideri, perché poi ho imparato che non sempre i nostri desideri corrispondono al “verso giusto”.

Proprio lo yoga mi ha aiutato a capire che non esiste un “verso giusto” come lo intendiamo abitualmente, dato che le circostanze esterne, quelle sulle quali non abbiamo potere, non sono giuste o sbagliate, ma neutre.

Sono neutre, non perché questo corrisponde ad un atto di fede,  ne’ perché ce lo dice la filosofia, ma perché non siamo in grado di comprendere dove ci condurranno. E la vita non è un attimo, ma un percorso.

Lo yoga mi ha permesso di affrontare le situazioni che non avrei voluto dover affrontare, non sempre senza dolore, ma sempre con l’apertura a capire dove queste situazioni potevano portarmi. Mi ha permesso di attraversare i dolori naturali della vita con maggiore leggerezza, senza rimanere aggrappata al dolore, senza cercare nel dolore un’identità.

Quante volte ci hanno detto che si impara attraverso il dolore? Quello che ho capito  è che non si impara attraverso il dolore ma attraverso l’apertura.

A volte l’apertura viene provocata dal dolore, come nelle parole di una canzone di Irene Grandi “grazie per avermi spezzato il cuore finalmente la luce riesce a entrare”, ma a volte invece il dolore ci fa chiudere ancora di più in noi stessi e continuare a soffrire. Allora, molto meglio aprire ed espandere il nostro corpo, la nostra mente, il nostro cuore, la nostra anima grazie allo yoga, con  Asana, pranayama, meditazione e rilassamento.

Attraverso questa espansione, ho sperimentato  una maggiore sensazione di leggerezza, di libertà, di pace e di gioia. Quando poi, riusciamo a rimanere sintonizzati su queste “frequenze”, riscopriamo il nostro vero Se’ ed è l’inizio di una grande avventura. Un’avventura per la quale devo ringraziare lo yoga.

Fotografie Roberto Curti – Annamaria Bartolino

Micaela Jorio

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