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Secondo la cultura Essena ogni postura assunta dal corpo è un geroglifico sacro, messaggero di un intento ben preciso che si iscrive nella terra, scorre nell’acqua, si diffonde nell’aria e viene amplificato nel fuoco. Prendere consapevolezza dei propri atti, delle forze animatrici e delle leggi alla base del movimento è sempre stato l’intento dei grandi iniziati. Queste grandi figure religiose avevano compreso che i movimenti del corpo erano costantemente vivificati da forze sottili, eteriche, che rispondevano alle leggi del Prana. Il Buddha fu sicuramente un maestro in questo, definendo l’arte dei mudra: una comunicazione non verbale caratterizzata da gesti e posture delle mani e delle dita. Difatti, il Buddha mediante la gestualità delle mani proiettava costantemente diversi intenti nell’atmosfera, volti a trasmettere agli uomini le leggi del Padre e della Madre.

Allo stesso modo, nel Qigong Esseno ci sono svariati mudra che, se studiati ed animati, permettono di avvicinarsi alle leggi capostipiti della vita, le stesse che amministrano l’energia presente in ognuno. Ad esempio, c’è il mudra del “cerchio della vita”, in cui l’indice e il pollice si uniscono formando un cerchio, mentre le altre dita sono unite tra di loro. La mano che assume questa postura si posa sul palmo della mano opposta. Tale mudra esseno altro non è che la rappresentazione del mudra del Buddha che vede indice e pollice uniti tra loro per delimitare un cerchio, e le restanti dita adese tra loro. Sebbene il mudra esseno veda la partecipazione di entrambe le mani, il principio alla sua origine non si discosta da quello del Buddha.

Se nel tipico mudra del Buddha l’indice e pollice che si uniscono formando un cerchio rappresentano la ruota del Dharma, nel mudra esseno il cerchio rappresenta la sua nuova manifestazione: la Ronda degli Arcangeli, ovvero la trasmissione e lo studio dell’insegnamento nobile e vero. Se nel mudra del Buddha il medio rappresenta “l’ascolto degli insegnamenti del Buddha”, l’anulare la “messa in pratica degli insegnamenti” ed il mignolo la “grande ruota”; nel mudra esseno il medio corrisponde alla “devozione”, l’anulare al “rito” ed il mignolo all’ “opera”. In entrambi i casi, essi sono posizionati a livello del cuore per simboleggiare l’origine dell’insegnamento del Buddha, come del Maestro esseno Olivier Manitara: l’amore verso Dio.

Anche solo osservando il mudra esseno ecco che particolari aree cerebrali vengono attivate per consentire l’adeguato posizionamento della mano che, a sua volta, agirà ed influenzerà sul proprio “Io”. Nel momento in cui le dita entrano in contatto tra loro l’energia “propriocettiva” si manifesta attivando un’area specifica del lobo parietale. Contemporaneamente, per consentire ad indice e pollice di congiungersi, si risvegliano particolari aree del cervelletto e del lobo occipitale deputate al controllo dell’energia “visuo-spaziale”. Indubbiamente, l’energia “muscolare” è sempre presente e si materializza mediante l’attivazione di alcune aree del lobo frontale. Come detto poc’anzi, essendo le mani portatrici di Spirito, persino nella loro immobilità sono in grado di evocare un’energia particolare, chiamata “percettiva”, che viene elaborata in aree specifiche del lobo temporale in grado di amplificare le sensazioni e le ispirazioni che lo stesso mudra produce all’interno di ognuno. Grazie all’attività di queste aree cerebrali, è possibile stabilire un legame particolare con le mani e consentire in tal modo al Prana unico ed eterno di manifestarsi.

Meditare su determinati mudra esseni consente di elevare il proprio pensiero verso sfere più alte della coscienza, ampliare la propria plasticità neuronale, permettendo a ciascuno di accedere ai misteri della vita, ricongiungersi ad essi per “imparare a camminare, parlare nuovamente con il proprio cuore, con la propria anima, ma anche con le proprie mani e con il proprio corpo. È necessario imparare a far entrare il proprio corpo nella dimensione del sacro, del grande invisibile, al fine di stabilire un contatto vivo e saggio con il mistero e far così apparire le energie, le forze, le influenze, le entità che vivono nel corpo ed attorno ad esso”.
Tratto dal Vangelo Esseno dell’Arcangelo Uriele, Salmo 21.

Adriana Cataldi

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