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Anche gli insegnanti invecchiano e fanno i conti con dolori, rigidità, stanchezza.

Certo una buona pratica sostenuta da alimentazione corretta (buon cibo, buona musica, buone amicizie, buon stile di vita) trasformeranno questa attitudine in longevità e in grande livello energetico in vecchiaia.

Ma siete umani, e prima o poi esaurirete la vostra quantità di Prana preassegnata e vi avvicinerete al dissolvimento degli elementi.

Nella discesa – che discesa non è – piuttosto una maturazione nell’affrontare la vita, cosa farai?

TU insegnante di yoga che talvolta hai scambiato gli asana per una competizione, tu che partecipavi alle olimpiadi yoga, tu che della performance hai fatto la tua immagine: cosa farai quando le articolazioni ti faranno male?

E quando la spina dorsale sarà meno flessibile, quando i muscoli richiederanno più tempo a recuperare… quando i nervi sforzeranno di più, quando l’equilibrio sarà più vacillante… eppure la volontà resta… cosa farai quando il tuo corpo non sarà più al passo con le tue intenzioni, rendendo più faticoso l’esercizio che facevi a occhi chiusi?

È semplice, tornerai al tuo ruolo primario.
Continuerai a fare ciò che hai sempre fatto: mandare luce.

Perché il tuo compito non è l’esibizione, ma elevare gli altri nel servizio.

Il tuo compito è dare esperienza, incanalare energia e donarla, il tuo compito è assorbire negatività e trasformarla in luce.

E quando il tuo corpo farà fatica anche a stare seduto in posizione semplice, la tua proiezione continuerà a lavorare per te.

Il tuo corpo panico e la tua aura saranno accompagnati da una forte proiezione che continuerà a trasmettere, ancora più forte.

La tua pratica sarà più snella, meno fronzoli, meno accessori inutili, dritto all’essenziale, parole precise che saranno veicolo di conoscenza e di elevazione.

Parole che saranno vera maestria anche in assenza di lavoro fisico.

Per far ciò, fa si che la tua parola e i tuoi intenti non tradiscano mai chi ripone fiducia in te.
Non tradire gli allievi, non tradire te stesso.

Sarai la tua parola, la tua dignità, la tua forza psichica e morale in un corpo radiante che protegge, eleva, sostiene, motiva.

Perché lavorerai umilmente col cuore bilanciando le polarità, per elevare le coscienze.

Sat Nam ji,
Carolina Paoletti AmarDevi Kaur

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One thought on “La fine dell’insegnante… o il suo inizio?

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