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Ogni attimo della nostra vita è un passaggio, un’evoluzione o una involuzione e spesso viviamo come trascinati o travolti dalle contingenze.

Spesso attribuiamo agli eventi che ci accadono nella vita una sorta di casualità, o all’opposto, colleghiamo quell’evento al destino.

Una delle massime di Confucio è: “non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Questo principio morale infatti, può essere declinato sia in una forma negativa “non fare ad altri”, ma anche in una positiva “comportarsi con l’altrui, come vorremmo facessero con noi”.

Un principio questo che dovrebbe essere il fondamento dell’esistenza di ogni essere umano, ma sono rari gli individui che lo mettono in pratica. Ciò nonostante, questo è il concetto alla base del Karma.

Il termine Karma in sanscrito sta a significare azione, risultato, causa che porta a determinati effetti. Ogni nostra azione, dettata dai pensieri e dal libero arbitrio è una forza invisibile e trascendente. Questa forza, ha il potere di generare una catena di conseguenze e rappresenta la legge di causa ed effetto. Ciò che ci accadrà in futuro trarrà origine dalla scelta fatta. Ciò che facciamo, ogni nostra azione, ci ritornerà indietro per l’eternità. Anche le azioni più insignificanti acquistano potere nell’esatto momento in cui le compiamo. Come una calamita, attiriamo a noi cose, eventi, persone, affini alla nostra vibrazione. Attraiamo ciò che siamo, non ciò che vogliamo.

Il Karma ci insegna che per conoscere il futuro è sufficiente osservare il presente: nel qui ed ora stiamo gettando i semi di ciò che sarà.

Ciò che facciamo in questo preciso istante è destinato a tornarci indietro.

Ogni nostra azione che muove verso un fine, ci lega al ciclo di vita, morte e rinascita, il cosiddetto “Samsara”. La ricerca di interrompere il ciclo del Samsara è il viaggio che intraprendiamo ogni volta che srotoliamo il tappetino di yoga.

Lo Yoga ci insegna che l’essere umano è in grado di cogliere la propria essenza e riportarla in equilibrio con il Dharma ‘legge universale’.

Di discernere e decidere qualsiasi azione, grazie alla coscienza dei propri pensieri.

Cogliere il mistero del karma, non può prescindere dal controllo della mente.

Controllare la mente è forse una delle più grandi sfide e conquiste della nostra esistenza…
La nostra mente è in grado di assicurarci grandezza o inettitudine, felicità o profonda sofferenza.
È lo specchio con il quale osserviamo il mondo, noi stessi, la realtà.
Avvezzi ad essa ci identifichiamo con i suoi intricati è complessi meccanismi, con le sue ricorsività, tralasciando chi effettivamente siamo.
Oggi più che mai siamo chiamati a questo. A riscoprire e ritrovare noi stessi. A non cedere alle lusinghe della mente e alle sue continue elucubrazioni, per andare all’essenza, alla realtà, alla vita più profonda dell’anima.

Nella caoticità del vivere quotidiano esiste la possibilità di rendersi conto dell’autentica presenza di un anelito interiore verso le più preziose virtù dell’esistenza.

Seminiamo un pensiero, raccogliamo un’azione.

È la rappresentazione di una mente-corpo-spirito radicata nell’inarrestabile, eterna trasformazione della realtà, di un Sé interiore, o Atman, che coincide con il centro stesso della realtà, cosmica e individuale.

Una realtà vista come imperituro, transitoria,

Tutto è trasformazione. E’ la prorogata percezione di stabilità in cui viviamo a darci la sensazione che tutto sia così come è, di immutabile.
La realtà è molto più feconda e vasta di quanto solo possiamo immaginarci. Ma per coglierla, dobbiamo imparare a mutare la nostra percezione delle cose e, ancora più in profondità, le nostre convinzioni.

La pratica dello yoga, conduce alla piena consapevolezza che ogni evento non va combattuto, perché quando smettiamo di difenderci, diventiamo inattaccabili. È lo sciogliersi delle difese che abbiamo forgiato per proteggerci dai condizionamenti acquisiti, dalla sofferenza, dal controllo, ciò a cui opponiamo resistenza, combattiamo persiste. È la disponibilità ad essere aperti, la disponibilità a protendersi e a guardare con equanimità le alterne circostanze senza giudicarle. Impareremo a navigare nei mari profondi ed enigmatici de nostro essere, luoghi dai confini non definiti che estendono e connettono. Coltivando questo modo di essere, anche i momenti più travagliati della vita assumerebbero un senso ed un significato più profondo. Il celato, potrebbe allora svelarsi in tutta la sua magnificenza e rivelare al mondo la nostra più autentica natura, in pienezza, saggezza e bellezza. Allora, ovunque noi andremo lì ci troveremo.

Francesca Cassia | Niji
Co-founder Odaka Yoga
E-RYT yoga alliance

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