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Dal 1990 al 2007 ho vissuto la mia esperienza di formazione con la scuola Iyengar in Italia con Gabriella Giubilaro, in Francia con Faeq Biria e in fine con i figli di Iyengar Geeta e Prashant, in India, con la sua attenta supervisione. In questi maestri avevo cercato il mio yoga.

Non sentendomi appagata, continuai la mia ricerca personale fino all’incontro con una strana yogini: all’epoca viveva da semi eremita, circondata dai suoi asini, i suoi gatti, un cane, un pony e il suo amato cavallo Cesco. Era Dona Holleman.

La prima cosa che mi disse fu: “Il Centered Yoga è un modo di praticare yoga” ed iniziò ad elencarmi tutto ciò che NON si deve fare praticando yoga.

Il Centered Yoga è un metodo ideato da Dona, di cui essa stessa ha fatto esperienza sia nella pratica personale che nell’insegnamento in sessanta anni della sua lunghissima vita yogica.

Dona ha codificato il suo metodo in otto principi, rovesciando lo schema classico Patañjali e mettendo così al primo posto la Mente Meditativa, cioè il “non fare” della mente (Krishnamurti).

Una mente innocente è calma e attenta e interessata ad imparare sempre, in pratica una mente da principiante.

Al secondo posto c’è il “non fare” del corpo, ovvero l’arte di praticare ma senza sforzo. Il corpo deve essere rispettato e per fare ciò dobbiamo imparare l’anatomia funzionale. Non esiste un Trikonasana ideale, esiste il tuo Trikonasana, quello eseguito con il tuo corpo e la tua sensibilità. Senza sforzo significa con l’equilibrio delle tue parti del corpo, vuol dire togliere le tensioni.

Il terzo principio è l’Intento. L’asana si fa da sé. La forza che muove l’universo (Castaneda). L’Intento è il più misterioso tra gli otto principi. È una richiesta sincera e rispettosa per soddisfare un desiderio, come se fosse un amo lanciato nell’universo per prendere qualcosa.

Per questo, è importante avere una mente calma e un corpo rilassato. Se impariamo ad applicare l’Intento nella pratica delle posture yoga, possiamo riuscire senza sforzo traendone un flusso abbondante di energia in tutto il corpo, affinché sia libero e leggero.

Il quarto è il Radicamento, cioè l’uso della gravità. Uno dei problemi nella pratica degli asana è che siamo noi che cerchiamo di agire verso l’alto invece di permettere al corpo di utilizzare “il rimbalzo”. Da ciò l’arte del Radicamento, cioè lasciar attrarre il peso verso il basso dalla forza di gravità che ci farà rimbalzare poi verso l’alto.

Il quinto principio è la Centratura, ovvero la generosa azione della forza di gravità sul corpo nella pratica yoga. “Centering down” è un’espressione che deriva dalla tradizione Quacchera e indica un’attitudine interiore grazie alla quale ogni essere umano si apre alla Forza Vitale, cioè all’unione con Dio. La Forza Vitale è un collante divino, che tiene insieme tutta la natura: alberi, le onde del mare tutto è governato dalle leggi della Forza Vitale.

Essere centrati vuole dire portare equilibrio tra gli opposti, consiste nel ritirare l’energia dal davanti del corpo (cervello moderno intellettuale e divisivo), alla parte posteriore del corpo (dove c’è la saggezza, l’antica conoscenza).

Il Centered Yoga nella sua forma pura ci insegna quando usare il cervello moderno e quando quello antico. Una realizzazione dell’unicità di tutta la vita, rendendo il corpo e la mente talmente flessibili da poterci spostare dall’uno all’altro senza sforzo, ma con gioia per seguire l’ininterrotto flusso di energia.

Sesto e settimo principio sono l’Allineamento e la Respirazione.

Per comprendere l’Allineamento, si deve conoscere il concetto di azione locale e azione non locale. La prima è un’azione da cui parte un movimento, la seconda è un’azione che dà luogo ad altre azioni e quindi a più movimenti. L’azione non locale dà luogo a un flusso di energia che corre in tutto il corpo, lungo le catene muscolari. Si chiamano bandha e sono archi entro cui si convogli all’energia da trasmettere ad altri archi per mezzo di altri bandha. All’interno di questo flusso di energia è compreso il respiro.

Nel corpo esistono molti archi, ma quelli che ci interessano sono quelli che comprendono i bandha. Il primo, più importante, è il Mula Bandha nell’arco pelvico: esso dà il nome al tipo di respirazione usato nel Centered Yoga: Mula Bandha Breathing. Seguono poi l’Uddiana Bandha nell’arco toracico e lo Jalandhara Bandha nell’arco laringeo della gola.

Ottavo e ultimo principio è l’allungamento.

Ho trascorso quindici anni con Dona Holleman e molti cambiamenti ci hanno accompagnato. Concluso il mio Teacher Training ho deciso insieme ad altri allievi, tra cui Francesca Petrilli, di fondare un’associazione che ci avrebbe consentito di lavorare insieme.

Nel 2021, anche questa esperienza si è trasformata: sono stata eletta presidente dell’associazione che ho voluto rifondare per una seconda nuova vita. Un’associazione che si focalizza proprio sulla figura di Dona e del Centered Yoga, per questo l’ho voluta chiamare semplicemente Centered Yoga Dona Holleman e ho fondato una nuova scuola (dove è confluita la mia vecchia scuola) tutta dedicata al Centered Yoga a Roma.

Questo cambiamento radicale ha trasformato ancora una volta il nostro rapporto: lo ha rafforzato in una bellissima amicizia. Tutto cambia nel corso della vita, ma Dona Holleman è ancora la mia Maestra e io insegnando e trasmettendo il suo metodo, continuo ancora ad imparare.

È così, che finalmente ho trovato il MIO yoga.

Patrizia Gregori

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