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Nell’antica tradizione indiana, lo yoga non rappresenta solo una serie di esercizi fisici; è piuttosto un profondo cammino spirituale e iniziatico mirato alla liberazione interiore. Questo percorso attraversa diverse fasi e pratiche con l’obiettivo finale di raggiungere il Moksha, la liberazione dalle illusioni e dall’ignoranza che tengono legati gli esseri umani al ciclo di nascita e morte, il Samsara.

Lo yoga, nel suo significato più profondo, rappresenta l'”unione” o l'”integrazione”. Questo concetto riflette la ricerca dell’equilibrio tra mente, corpo e spirito, nonché dell’unione tra l’individuo e il Divino. Le origini di questa pratica affondano nelle antiche tradizioni menzionate nei testi sacri indiani più antichi, i Veda.

Il testo più influente per coloro che intraprendono il viaggio dello yoga sono gli Yoga Sutra di Patanjali, che illustra l’Ashtanga Yoga o l’ottuplice sentiero. Questa strada inizia con i Yama e Niyama, principi etici fondamentali che preparano il praticante a vivere in armonia con sé stesso e con il mondo.

Le pratiche fisiche degli Asana e i controlli respiratori dei Prāṇāyāma sono seguiti per purificare il corpo e la mente, preparandoli alle fasi successive di ritiro sensoriale (Pratyahara), concentrazione (Dhāraṇā), meditazione (Dhyana) e infine l’unione mistica o Samadhi.

Nel cuore dello yoga, il viaggio inizia con il controllo dell’ego e realizzando il Sé. Questo processo implica una profonda trasformazione interiore che va oltre la pratica fisica. Tramite meditazione e riflessione, il praticante impara a liberarsi dalle identificazioni con l’ego, i desideri materiali e le emozioni distruttive, aprendosi alla consapevolezza del Sé universale.

Come in ogni cammino iniziatico, quello dello yoga è pieno di sfide e ostacoli. Patanjali identifica gli “antarya“, ovvero impedimenti come malattie, dubbi, negligenza, pigrizia, mancanza di rinuncia, percezioni sbagliate, incapacità di mantenere la concentrazione e instabilità. Superare tali ostacoli richiede impegno, disciplina e una profonda fiducia nel percorso.

La destinazione finale del viaggio interiore dello yoga è un risveglio spirituale che trascende la comprensione ordinaria. Nel momento in cui il praticante realizza la propria identità con il Brahman, l’Assoluto, sperimenta una gioia e una pace incommensurabili. Questo stato di liberazione, o Moksha, è caratterizzato dalla fine del dolore e della sofferenza, un’esperienza di eterna beatitudine e libertà.

Il viaggio iniziatico interiore dello yoga verso la liberazione del sé è un percorso ricco e complesso, che va ben oltre la pratica fisica. È una strada che richiede impegno, introspezione e dedizione, ma promette come ricompensa la più profonda libertà e comprensione. Attraverso la pratica dello yoga, siamo invitati a esplorare le profondità del nostro essere, superare i limiti dell’ego, evolverci dalla bestialità verso la divinità per realizzare la nostra vera natura divina.

Umberto Assandri

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