M.V. Bhole nasce il 1° giugno del 1935 in India. Si specializza in fisiologia nel 1961 presso l'”All India Institute of Medical Science” di Nuova Delhi. Inizia a frequentare un corso di Yoga quando ancora studente di medicina. Racconta come con la pratica di neti kriya sia guarito da una ricorrente sinusite invernale e da frequenti emorragie al naso d’estate e nel contempo osserva come nel centro che frequenta si curino con buoni risultati casi di tubercolosi e di depressione mentale. Nasce così la sua curiosità di comprendere le potenzialità delle tecniche Yoga e per questo decide di entrare nel 1959 nell’Istituto Kaivalyadhama di Lonavla, unico centro in tutta l’India, e forse nell’intero mondo che all’epoca fa ricerca “scientifica” nel campo dello Yoga (vedi l’articolo sul fondatore del centro sul numero 12 dello Yoga Magazine). Per 35 anni svolge la propria professione di ricercatore medico in questo Istituto in cui si specializza in fisiologia respiratoria sperimentando a partire dagli anni Sessanta l’efficacia delle tecniche Yoga su particolari patologie, come l’asma bronchiale.

Ed è proprio da qui che parte tutto come afferma lo stesso medico: “Da lì, è iniziato un lavoro scientifico riguardante le possibili applicazioni terapeutiche dello Yoga che vede oggigiorno utilizzare tecniche di meditazione per la cura di problemi dovuti allo stress”.

Attingendo a testi classici, molti dei quali letti in lingua originale (sanscrito), il dottor Bhole cerca di unire in un unico sistema varie pratiche dello yoga:

  • Asana;
  • Pranayama (lavoro con la meccanica della respirazione);
  • Kriya (lavoro con gli organi interni attraverso i meccanismi respiratori);
  • Bandha (lavoro con i muscoli respiratori durante lo stato di apnea);
  • Meditazione e recitazione di OM;
  • Gayatri Mantra e Maya-mrutunjaia Mantra.

Il medico unendo quindi le tecniche di Pranayama con le pratiche purificatorie dell’Hatha Yoga sviluppa un metodo terapeutico che permette di curare rigidità e dolori muscolari sempre facendo salvo l’obiettivo classico dello Yoga ossia quello di unire mente e corpo per sviluppare una profonda conoscenza del Sé.

Sottolinea Bhole che il suo: “È un metodo terapeutico in cui le tecniche vengono insegnate e date all’allievo come strumento utile per una pratica personale”.

Un incontro di Yoga terapia si sviluppa partendo da una serie di esercizi di rilassamento del corpo, seguiti da una sequenza di asana, al termine della quale si ascolta la risonanza lasciata dai vari movimenti. Oltre alle varie posture, viene praticata la purificazione dei canali energetici tramite respirazioni guidate e vengono recitati mantra le cui vibrazioni infondono benessere agli organi interni del corpo.

L’immediata perfezione degli asana da parte degli allievi non è fondamentale, la cosa importante diventa la ricerca ed il percorso… (come si dice “Yoga non è toccarsi la punta dei piedi con le mani, ma quello che impari mentre cerchi di farlo”). Il maestro si limita a fornire spiegazioni dettagliate in merito ai movimenti da praticare e le posizioni da assumere, ma poi è il praticante che deve trovare e perfezionare la propria personale postura, ascoltando anche le vibrazioni interne e i lievi micro-cambiamenti che avvengono a livello fisico. Ascoltarsi è il verbo che meglio sintetizza questo tipo di pratica (anche se è giusto dire che l’ascolto è la base di qualunque tipo di pratica yoga… tutto parte dall’ascolto e dall’attenzione).

Lo Yoga terapia consiste dunque in un ascolto del corpo, della mente, delle emozioni e delle energie. E’ un approccio fortemente esperienziale (si parla infatti di Yoga Esperenziale), in cui è fondamentale una corretta respirazione: l’inspirazione e l’espirazione accompagnano i movimenti nella giusta sequenza, rendendo più naturali. Proprio perché privo di “forzature”, questo metodo è adatto a chiunque, anche a chi soffre di particolari problematiche fisiologiche (come dolori muscolari o mal di schiena), perché come si afferma nell’Hatha Pradipika: “Lo Yoga può essere un sollievo per la sofferenza”.

Bhole nel corso della propria attività non ha solo studiato i testi classici dello Yoga, ma anche tradotto antichissimi concetti nel linguaggio della medicina moderna. Ha coordinato numerosi corsi di formazione, trattando in particolare due materie: anatomia e fisiologia delle pratiche yoga e principi di yoga terapia.

Uno degli aspetti più originali del metodo Bhole è la diagnosi yogica basata sui concetti di chakra, canali pranici, prana e vayu, mahabhutas e pancha kosha. Nella diagnosi il corpo viene suddiviso in segmenti orizzontali, a partire dal perineo su fino alla zona clavicolare e alla gola prendendo in considerazione i quattro piani verticali: anteriore, posteriore, laterale destro e laterale sinistro.

Con l’aiuto dell’appoggio delle mani alle rispettive altezze ed aree il praticante/paziente viene invitato a fare l’esperienza della presenza o assenza del movimento respiratorio. Tale sistema diagnostico permette di verificare in modo dettagliato il tipo di schema respiratorio individuale e l’eventuale influenza che esso esercita sullo stato di salute dell’individuo.

Tra le patologie che Bhole tratta con il suo metodo si annoverano asma bronchiale, diabete, lombalgia, incontinenza urinaria da stress (studio condotto all’ospedale di Monza), ipertensione arteriosa, forme ansiose, riabilitazione post-infarto, problemi coronarici e altri disturbi funzionali. Un numero sempre maggiore di persone, in Italia, in Europa e in America Latina utilizza questo metodo riconoscendone l’efficacia nel trattamento di propri problemi di salute o nel rispondere alle proprie esigenze di ricerca personale.

Lo Yoga terapia elaborato dal Bhole rilassa le tensioni e aiuta il praticante a percepire gli squilibri presenti a livello fisico, emozionale e mentale. Questa presa di coscienza permette di rimuovere le tensioni e i blocchi che impediscono una corretta respirazione. L’approccio scientifico adottato consente la comprensione dello Yoga anche da parte di chi non conosce o non è interessato alla cultura orientale.

Bhole è anche la figura di riferimento nonché l’ispiratore di Yoganubhava, un progetto culturale internazionale che nasce per contribuire allo studio e alla conoscenza dello yoga secondo un approccio basato sull’esperienza individuale, supportato dai testi della tradizione classica ed integrato con le conoscenze scientifiche della medicina moderna.

Alcuni dei campi di azione più comuni nel quale lo yoga esperienziale opera sono:

  • Disturbi da tensione muscolare (Dolori muscolari, lombalgia, ernia al disco cervicoalgia, la spondilite/spondilosi cervicale, disturbi scoliotici )
  • Disturbi funzionali di natura psicosomatica spesso cronici, (Colite, stitichezza, rinite, sinusite, iperacidità gastrica, emicrania, Cefalea, incontinenza urinaria da stress, ipertensione essenziale)
  • Disturbi di Ansia con attacchi di panico e Sindromi depressive lievi
  • Preparazione al parto
  • Riabilitazione dei pazienti cardiopatici post-infartuati

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3 thoughts on “Bhole, il padre dello Yogaterapia”

  1. Thanks for the beautiful article written on Dr.Bhole’ approach in “Experiential Yoga”.
    In many training programs, there is union between body and mind. Yoga is not the exception to this rule. However, In Yoga, One an learn to work with the mind alone and then transcend the mind to reach the ‘self’. (Dr Mukund Bhole)

  2. Please excuse me. I am not the “Father of Yoga Therapy”. That credit should be given to Swami Kuvalayanada and Dr.S.L.Vinekar of Kaivalyadhama, Lonavala, India. I worked under the guidance of Dr S.L.Vinekar and Swami Digambarji to develop the subjecs of (1) Anatomy and Physiology of Yoga Practices and (2) Priniples of Yoga Therapy. (Dr Mukund Bhole)

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