La meditazione è considerata il primo tentativo dell’uomo di mettersi in contatto con la dimensione trascendente. Calmare la mente, controllare la respirazione, andare in profondità dentro se stessi. La bellezza della meditazione ci porta a scoprire la profondità dell’essere, donandoci uno stato di benessere ed equilibrio. Tutto questo ci permette di riuscire a rimanere in uno stato di centralità nonostante i difficili ritmi di una società super frenetica. La meditazione ci aiuta anche a controllare i vizi, le cattive abitudini ed un eccessivo attaccamento verso il cibo e non solo, prevenendo  il nascere di molte patologie.

Mantenere l’attenzione sul respiro non è facile, la distrazione è continua, la mente non smette mai di pensare, ma quello che possiamo fare è accogliere i pensieri che arrivano e lasciarli andare, senza giudizio. Li osserviamo e li lasciamo andare, come nuvole soffiate via da una leggera brezza e continuiamo a respirare. Una mente tranquilla, rilassata è una mente efficiente, attenta e pertanto più ricettiva nei confronti di quelle intuizioni che ci aiutano a prendere decisioni e ad affrontare e risolvere i problemi della vita.

Da qualche anno ormai, sono molti gli studi scientifici, che confermano il beneficio della meditazione.  Ad esempio, uno studio pubblicato dalla rivista “Brain Behaviour and Immunity”, su donne malate di tumore al seno, si afferma che le donne che avevano imparato a meditare, avevano livelli di “cortisolo” decisamente più bassi delle altre, e riuscivano a recuperare in breve tempo un profilo immunitario analogo a quello di una persona sana. Altri studi mostrano che la meditazione aiuta i malati oncologici a tenere sotto controllo ansia e stress. In particolare, un gruppo di ricercatori dell’università del Wisconsin, ha preso in esame 43 studi, arrivando alla conclusione che la meditazione può aiutare i malati oncologici a combattere l’insonnia, ma anche la cosiddetta “fatigue”, la spossatezza, effetto collaterale di molte terapie.

Ma i risultati più rivoluzionari sono forse quelli ottenuti nel controllo del dolore. Lo conferma uno studio realizzato dall’Università di Montreal, e pubblicato dalla rivista “Pain”, secondo il quale la “meditazione Zen” riduce la sensibilità al dolore. E lo fa in modo particolarmente sofisticato: la risonanza magnetica mostra che la meditazione interrompe le comunicazioni tra le aree del cervello deputate alla ricezione del dolore, e quelle legate alla percezione della sensazione dolorosa, come l’amigdala, l’ippocampo e la corteccia prefrontale. Inoltre chi medita, è al contempo in grado di escludere l’interpretazione del vissuto soggettivo, e quindi la sofferenza. Un dato che potrebbe avere implicazioni importanti per chi soffre di dolore cronico.

Un altro studio pubblicato sulla stessa rivista, indica infatti che la pratica di una “meditazione Yoga”, può contribuire ad attenuare i sintomi della fibromialgia, un disturbo caratterizzato da dolore muscolo scheletrico cronico.  A confermare invece l’effetto della meditazione come antidepressivo, è uno studio pubblicato dall’autorevole “Archives of General Psychiatry”. Un gruppo di pazienti in cura per depressione, è stato trattato con farmaci fino alla scomparsa dei sintomi. A quel punto il gruppo è stato diviso in tre: alcuni pazienti hanno cominciato a praticare una terapia cognitiva basata sulla “meditazione mindfulness”, finalizzata al controllo delle emozioni, altri hanno continuato ad assumere il farmaco, e il terzo gruppo solo placebo. Dopo 18 mesi, si è visto che meditazione e farmaci risultavano altrettanto efficaci nel contenere le ricadute, limitate al 30 per cento dei pazienti, rispetto al 70 di chi aveva assunto solo placebo. Infine, uno studio clinico pilota pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, lo scorso anno,ha dimostrato che tecniche di meditazione mindfullless aiutano a dimagrire. La ricerca è stata condotta da Petra Hanson dell’università di Warwick e ha coinvolto 53 pazienti tutti arruolati in un programma di dimagrimento della durata di sei mesi. Una parte (33 pazienti) del campione oltre a seguire la dieta ha anche frequentato 4 lezioni di mindfullness, imparando pratiche di meditazione e la terapia cosiddetta della ”mente compassionevole” contro l’eccesso di autocritica e per aumentare la fiducia in se stessi. Ebbene rispetto ai 20 pazienti che hanno solo seguito la dieta, a distanza di sei mesi coloro che avevano anche frequentato le classi di mindfullness erano dimagriti in media quasi tre chili in più a parità di programma di dimagrimento seguito.

La meditazione, in sostanza, consentendo di regolare le emozioni e di osservarle con un certo distacco, può aiutare molte persone a mantenere uno stato di serenità e di equilibrio.

Ardhas Sadhana Singh

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