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Nella cultura yogica Shiva è il primo guru o adi guru ed è il primo yogi o adi yogi.

Shiva sulla riva del fiume kanti sarovar espose alla sua dolce sposa Parvati vari tipi di Yoga tra cui l’Hatha Yoga.

La leggenda narra che mentre Shiva insegnava le Asana alla sua dolce sposa, un pesce attirato dalla voce melodiosa e flautata del dio, si avvicinó alla riva e fuoriuscí con la testa dall’acqua, il pesce venne poi completamente investito dall’energia emanata dal dio mentre praticava le Asana e per effetto dell’energia assorbita il pesce si trasformò nel primo uomo.

Da questa leggenda possiamo trarre il seguente insegnamento ossia che l’Hatha Yoga non è solo fisicità, ma anche pura energia.

Quello che più mi intristisce è che in occidente la branca dello yoga piú praticata sia proprio l’Hatha Yoga, gli occidentali sono ossessionati dalla fisicità ed essendo iperdinamici a livello fisico e mentale preferiscono una attività fisica alla meditazione.

Al tempo presente l’Hatha Yoga è stato denudato della sua componente energetica: in origine quando venne creato la respirazione era più importante della posizione, oggi, invece, vedo grandi atleti, ginnasti e contorsionisti che sono completamente concentrati sul corpo. L’Hatha Yoga originale si basava su 3 componenti fondamentali:

  1. corpo;
  2. respiro;
  3. energia pranica.

Dal punto di vista storico lo Yoga si stima sia nato più di 4000 anni fa creato dagli antichi rishi che erano asceti, eremiti, ricercatori e sperimentatori e la prima tecnica che crearono fu la meditazione.

Essi scoprirono che il respiro influisce sulla mente, sullo status emotivo, sul battito cardiaco, sulla pressione arteriosa e sulla circolazione sanguigna in generale, e infine sulla circolazione dell’energia vitale interna: l’energia pranica.

Una cosa poi che mi intristisce ancora di più è quando ho sentito maestri, insegnanti e istruttori di yoga dire che le energie vibrazionali sottili (il prana, le nadi, i chakra, la kundalini, ecc.ecc.) non esistono, che sono solo fiabe, fantasie, leggende e miti dello yoga. Queste persone purtroppo non hanno sperimentato niente dell’aspetto energetico, metafisico e spirituale dello yoga.

I grandi maestri dello yoga, tra cui Paramahansa Yogananda, hanno sempre insegnato che per sperimentare la trascendenza, ossia andare oltre, bisogna per prima cosa fermare la mente e l’unica tecnica che permette di fare questo è proprio la meditazione.

Per sperimentazione personale, essendo uno yogi ricercatore e sperimentatore, posso dichiarare che le energie vibrazionali sottili esistono e che quando la kundalini raggiunge il IV chakra (anahata) niente è piú come prima. Il IV chakra è la sede dei sentimenti, delle emozioni, della fede, della speranza e dell’amore. Basterebbe lavorare su questo chakra per influire in modo positivo su tutti gli altri.

Yogananda consigliava di praticare la meditazione tutti i giorni e il suo consiglio è molto saggio.

Buona meditazione e buona sperimentazione.

Namastè.

Yogi Angelo Pedruzzi

Instagram: Pedruzzi Angelo

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