Serge Raynaud de la Ferrière nasce il 18 gennaio 1916 a Parigi dai Conti George Raynaud e Virginia de la Ferrière.

Fin da giovanissimo mostra interesse per lo studio del parascientifico, disponendo di un’importante biblioteca ereditata di generazione in generazione dai tempi dei Templari di antico lignaggio, suoi antenati.

Nel 1928, all’età di 12 anni, ottiene in un concorso a livello continentale il premio “Ernest Rousille”, essendosi qualificato come il migliore alunno d’Europa ed all’età di 14 anni comincia gli studi universitari (ingegneria e architettura materie in cui si laurea a 19 anni) e viene assorbito dal loro carattere concreto.

Manifesta interesse per la Psicologia, la filosofia, la Medicina e la Teologia, ma viene ugualmente affascinato dall’esoterismo in generale, indagando tutte le teorie senza aderire ad alcuna.

All’età di 20 anni si avvicina allo Yoga, che diverrà il punto centrale dei suoi interessi, iniziandosi nella Scienza dei Grandi Rishi e Yoghi della Tradizione.

Si laurea anche in filosofia ermetica e scienza universale e durante la II Guerra Mondiale fissa la residenza a Parigi vivendo col lavoro di Psicologo.

Gli anni fra il 1944 e il 1947 sono contraddistinti da una intensa attività. Organizza associazioni scientifiche e dà grandi conferenze nelle quali espone le sue teorie d’avanguardia. Nel 1946 ottiene il titolo di Dottore in Medicina Naturale. Nel corso dello stesso anno, essendo presidente della federazione internazionale delle società scientifiche, sollecita una sovvenzione al governo francese per poter effettuare una spedizione di ricerca sulle civiltà antiche dell’America del Sud. La politica del governo non è favorevole in quel momento, e la sua petizione non viene presa in considerazione.

Nel febbraio del 1947 fonda l’Associazione Mondiale di Cosmobiologia.

A Parigi incontra un misterioso esoterista chiamato Sun Wu Kung che riconosce in lui un grande iniziato e avatar e lo nomina per conto dell’Assemblea dei Saggi Anziani del Tibet, di cui è emissario, Supremo Reggente dell’Ordine di Aquarius.

Tutte le sue opere sono caratterizzate dalla vicinanza “dottrinale” agli ambienti teosofici; egli infatti entra in contatto con i medesimi “Maestri Ascesi” menzionati da Madame Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) e Alice Bailey (1880-1949).

Grazie agli incontri con il suo maestro prende coscienza della propria missione che lo porta nel 1948 a partire per il Venezuela, dove fonda, a Maracay, un ashram “GFU” (Grande Fraternità Universale), insieme al suo primo discepolo José Manuel Estrada, un sindacalista autodidatta molto vicino agli ambienti massonici e rosacrociani.

L’America rappresenta per lui uno spazio sociale nel quale poter iniziare (partendo da una riflessione filosofica sul rapporto tra macrocosmo e microcosmo) un recupero della cultura integrale dell’essere umano e dove lo sviluppo individuale e collettivo possa partire da una visione rinnovata della salute e delle relazioni interpersonali.

Con Estrada, i suoi primi discepoli sono Juan Victor Mejias (1915-2001) e Alfonso Gil Colmenares. In seguito si aggiunge David Juan Ferriz Olivares (1921-1992), curatore delle edizioni in lingua spagnola dei testi del maestro, originariamente scritti in francese e tradotti in spagnolo, secondo i critici, con alterazioni e aggiunte.

Sin dall’inizio fondatori e membri del Gruppo si adoperano per la diffusione di idee come educazione integrale, salute olistica, coscienza globale, cooperazione planetaria e sviluppo sostenibile. La GFU avvia numerose collaborazioni con le amministrazioni governative e locali e con varie associazioni giovanili, femminili e umanitarie di vari paesi, non solo in America, ma anche in Europa, al fine di realizzare programmi di educazione in campo ecologico, in progetti culturali, e campagne antidroga.

All’inizio degli anni ’60, la stampa annuncia il suo ritiro dalla vita pubblica segnalandone il rifugio in meditazione nelle grotte del Tibet Centrale.

Tra i suoi libri editi ci sono “Il Libro Nero della Frammassoneria”, “Il Libro Bianco”, “La Serie di 36 Propositi Psicologici e i Sette Grandi Messaggi”, “La venuta del Grande Istruttore Mondiale”, “I Centri Iniziatici”, “I Misteri Rivelati”, “Scienza e Religione”, “Misticismo nel XX° Secolo”, “L’Arte nella Nuova Era” e “Yug Yoga Yoghismo (una Matèsi Psicologica)”.

In particolare Yug Yoga Yoghismo rappresenta la sua opera più complessa e articolata in cui si propone non solo di indagare lo Yoga come tradizione millenaria prodotta dalla saggezza orientale, ma soprattutto di realizzare una sintesi (Yoghismo) tra questa e la cultura occidentale, altrettanto millenaria e ricca, a partire da accostamenti, a volte decisamente arditi, sia in ambito filosofico e metafisico, sia in ambito religioso, scientifico, psicologico, o di tecniche e pratiche per la sperimentazione trascendentale dell’individuo.

Successivamente alla sua scomparsa José Manuel Estrada fonda e struttura, a partire dal 1971, una nuova associazione conosciuta ancora oggi come RedGFU.

Il Collegio Internazionale dei Professori di Yug Yoga Yoghismo,  organismo nato con la funzione di integrare i professori di Yoga per facilitare il loro aggiornamento, la loro formazione permanente e l’applicazione degli elevati valori dello Yoga nella vita reale, nonché vincolare i suoi membri al Lignaggio Vivente dello Yoghismo riassume così la propria visione.

“Lo Yoghismo è la linea proposta per arrivare allo stato di Yoga. Yoghismo cerca la sintesi e non la separazione dei sistemi Yoga. La sintesi non significa riassumere informazioni, ma camminare fino al cuore dei sistemi, arrivando all’unione del soggettivo con l’oggettivo per realizzare la matesi.

Lo yoghismo è la visione, lo Yoga è la via, lo yug è l’unione.

Il processo pedagogico dello Yoga in un primo livello è coscienza corporea, in seguito si sviluppa la coscienza del proprio stato emotivo e successivamente dei processi mentali e dello stato spirituale.

Ugualmente importante è:

  • sviluppare consapevolezza ambientale ed ecologica in vista di una identificazione tra sé e spazio/ambiente (idea dell’essere umano olistico come totalità fisica, emotiva, mentale, spirituale, sociale, ecologica);
  • andare al di là dei concetti teorici, ma viverli;
  • consolidare le tecniche di diverse sequenze di Asana e ginnastica;
  • conoscere e sviluppare la respirazione, il Pranayama e le tecniche del controllo dell’energia;
  • osservare il percorso della vita e le esperienze che vi si compiono: è il percorso di sviluppo della coscienza;
  • collegare il percorso ai principi della tradizione Yoga: i Valori dello Yama e del Niyama;
  • collegare il percorso all’Etica della Tradizione Iniziatica e ai Valori del nostro Lignaggio.

La nostra proposta è di servizio, non di lucro. La nostra visione dello Yoga è laica e rispetta tutti i credi e le religioni”.

Chi pratica lo Yoghismo lo pratica in maniera cosiddetta “acquariana”, in un modo adatto alla mentalità occidentale contemporanea. Per questo S.R. de la Ferriére ha elaborato anche la “Ginnastica Psicofisica”, imperniata sulla respirazione e ideale come “pre-Yoga”. Nei corsi vengono usate tecniche di stretching, Yoga Nidra (rilassamento) oltre alle posizioni classiche ed alle tecniche respiratorie.

Per loro lo Yoga è la base stessa della disciplina acquariana, non si tratta di religione e ancor meno di ascetismo, bensì della ricerca dell’equilibrio fisico e spirituale per l’esistenza normale dell’essere umano.

Non mancano ovviamente pratiche di meditazione. Ecco cosa dice lo stesso de la Ferriere in merito:

“E’ una disciplina che favorisce lo sviluppo di tutte le potenzialità umane, fino alla sua più elevata espressione.

Come il sale si trova disciolto nell’acqua del mare e la canfora sparisce nel fuoco, così il pensiero deve fondersi con lo Spirito. Il pensiero è una conoscenza, che sempre si presenta con due polarità (la Tesi e L’Antitesi); questa condizione di dualità deve disintegrarsi prima in una Sintesi (la contemplazione) poi, derivando da essa, verrà la Matèsi in cui non esiste altro cammino all’infuori di una sola Via, il Sentiero, il Yug.

Dharana o Meditazione è il metodo che consiste nel fissare un oggetto fino a quando diventa possibile vedere le sue emanazioni, le sue vibrazioni, la sua manifestazione che sfugge alla vista ordinaria.

Con la Meditazione, resa libera da ogni pensiero discorsivo, si controlla l’immaginazione e si annulla la differenziazione dei fenomeni.

La rottura di ogni legame con il mondo fenomenico, l’indipendenza da ogni causa produce il frutto sperato: trovarsi faccia a faccia davanti ai tre corpi del Buddha, la conoscenza (Bodhi), in una nudità che nessuna cosa può violare”.

Massimo Mannarelli

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