Qual è l’obiettivo della nostra vita? Avere un corpo “perfetto”.

Questo è quello che ci spinge a credere la società in cui viviamo, come se fosse il modo (l’unico) per essere davvero felici e in pace con noi stessi.

Lo credevo anche io.

Quando ero adolescente soffrivo di disturbi alimentari e avevo un pessimo rapporto con il mio corpo. Subivo la pressione delle gare e non ero felice, trovavo sempre un modo per lottare contro me stessa.

Poi tutto è cambiato. 

Ho trovato lo Yoga e grazie a questa disciplina ho imparato a fare pace con me stessa. Ho iniziato ad amare il mio corpo, a capire dove fosse in realtà la sua grande perfezione. Lo yoga mi ha fatto riscoprire forte, forte davvero. Ho sentito come non mai che potevo avere il controllo di me stessa e dopo un po’ la Denise debole è volata via.

Il mio è stato un percorso di cambiamento fatto di alti e bassi, di ricadute e di scoperte.

Ho voluto raccontarti questo mio arco di vita per dirti una cosa: è normale sentirsi spaesati e deboli nella società in cui viviamo, una società che definisce il nostro valore in base ad assurdi canoni di bellezza, alle poche rughe che solcano il nostro viso, alla forma del nostro corpo, come se fosse una sorta di progetto da migliorare costantemente fino alla tanto desiderata perfezione…

Viviamo bombardati da un’accozzaglia di parole insidiose che, volontariamente o involontariamente, ci entrano nel cervello dalla pubblicità, dai social, dai libri, dai film ma anche dall’industria del cibo, della bellezza, della moda e, ultimamente, anche dallo Yoga.

Pensa a quante immagini promozionali capitano sotto i nostri occhi ogni giorno. Sono tutte uguali: mostrano donne e uomini super fit, giovani e in verticale, rafforzando l’idea sbagliata che lo Yoga non è per tutti.

Eppure non c’è niente di più lontano dalla verità. 

Proprio a causa di questi messaggi travestiti da ideali, ci ritroviamo ad affannarci per essere migliori, più intelligenti, più forti, più attraenti.

Ma per chi? Ci chiediamo mai davvero cosa stiamo facendo soprattutto e perché?

Non riusciamo a capire che siamo già abbastanza.

Nella “cultura del corpo” una pratica di Yoga incentrata principalmente sull’estetica può effettivamente aggravare disturbi preesistenti. Eppure non è lo Yoga in sé ad essere il problema, ma la mancanza di una pratica autentica.

Prendiamo le asana, ad esempio. Sono solamente una piccola parte di questa antica disciplina, eppure, se le estrapoliamo dal contesto più ampio dello Yoga e ci concentriamo solo sullo sforzo corporeo, possono diventare poco più che un mezzo per sudare e spianare la strada verso una “migliore” e “più accettabile” immagine del proprio corpo.

Se da un lato questa enfasi sull’estetica sembra soddisfare alcuni praticanti (di solito gli occasionali), può rendere lo Yoga inaccessibile per altri.

Entrare in una classe piena di corpi flessibili e belli può avere un effetto demoralizzante, specialmente per chi si vergogna del proprio aspetto.

Questa “involuzione’’ dello Yoga non fa che rafforzare la sensazione di non essere abbastanza.

E qui entrano in gioco gli insegnanti di Yoga che hanno una grande responsabilità nel creare un luogo dove i loro studenti possano andare oltre quei limiti e sperimentare la completezza della pratica, fatta di asana, respiro e meditazione, quella completezza che aiuta a trasformare il rapporto con se stessi e, di conseguenza, con il proprio corpo.

Ma facciamo un passo indietro doveroso.

È normale avere una relazione spesso contraddittoria con il proprio corpo, fa parte del nostro essere umani.

In fondo, cos’è il corpo?

È il mezzo con cui abitiamo il mondo, è il punto di contatto con la realtà attraverso il quale la percepiamo e la sperimentiamo. Ma secondo le filosofie orientali, tra le quali troviamo anche lo Yoga, il corpo è anche e soprattutto l’involucro dell’anima, la sua casa.

Nonostante la sua nobile essenza, spesso viviamo una specie di mancanza di connessione con esso, come se fosse quella “prigione dell’anima” di cui parlava Platone.

E finiamo per sottovalutarlo, per non amarlo. 

Eccola, l’ambiguità con cui ci relazioniamo con il nostro corpo, un qualcosa che  viviamo tutti ma in modo diverso. Da un lato ne riconosciamo l’importanza e facciamo di tutto per migliorare la sua condizione, dall’altro finiamo per ignorarlo e per innescare abitudini dannose.

Un proverbio indiano dice:

Prenditi cura del tuo corpo in modo che la tua anima voglia restare lì“. 

Migliorare questa relazione richiede impegno, tempo e pazienza, soprattutto se si tratta di perdere quelle abitudini acquisite e spesso inconsapevoli.

È un processo di trasformazione vero e proprio che solitamente associamo a qualcosa di fisico come la dieta, l’allenamento, la postura, ma è anche molto di più. È un viaggio personale diverso per ognuno di noi, un percorso che può portarci a mettere in discussione idee e pregiudizi radicati nelle nostre menti.

Sì è impegnativo ma la ricompensa vale decisamente l’impegno!

Tra le attività che ci aiutano a capire e migliorare la relazione che abbiamo con il nostro corpo c’è lo Yoga, una disciplina di grande aiuto in questo processo di trasformazione.

Ci aiuta a rilassarci, ad essere più flessibili e in salute e può radicalmente migliorare il rapporto con il nostro corpo.

L’immagine individuale che ognuno ha del proprio corpo è complessa, è una rete di fili che si intrecciano, fatta di condizionamenti di ogni tipo, di esperienze vissute, personalità e modo di vivere nel mondo.

Quello che si scopre attraverso lo Yoga può davvero cambiare tutto.

Lo Yoga mette in contatto corpo e mente, insegna a conoscere se stessi a un livello più profondo. Con lo Yoga conosciamo il corpo in un modo completamente nuovo e diverso, un modo che non ha nulla a che vedere con l’adattamento a uno standard di bellezza.

Ma vediamo bene in che modo.

Le asana permettono di riconnetterci

Hai presente quelle parti del tuo corpo che hai provato a ignorare per lungo tempo? Ognuno di noi ha lottato con un’immagine negativa del proprio io cercando di  disconnettendosi da ciò di cui si vergogna.

Lo Yoga va a colmare quel problema perché per entrare in ogni postura dobbiamo connetterci al nostro corpo attraverso il movimento e il respiro. In questo modo siamo in grado di isolare le diverse parti, capire come si muovono, come funzionano e comprendere meglio come riescono a collaborare insieme. Usiamo le asana per entrare nel corpo, piuttosto che costringere il corpo ad entrare nelle posture imparando così a onorare la sua perfezione.

Respiro e meditazione

Il respiro è un altro strumento molto importante che non solo dona calma e tranquillità ma rende il corpo più sensibile e vivo. Questo, in combinato con la meditazione permette di esplorarci in profondità, imparare qualcosa di noi, imparare a lasciarci andare…

Swadhyaya, la pratica dello studio personale

Tutto il giorno, ogni giorno siamo in costante comunicazione con corpo e mente. Non sempre ciò che ci diciamo durante i nostri dialoghi interiori è positivo, anzi. Spesso è giudicante e ci fa scivolare in un ciclo di pensieri negativi dal quale non riusciamo a uscire.

Questa pratica di auto-conoscenza ci spinge a esplorarci a fondo, a prendere coscienza di come parliamo a noi stessi rendendoci più consapevoli dei nostri schemi di pensiero e delle cause che li provocano. È l’inizio di un cambiamento importante.

Ricapitoliamo.

Prendersi del tempo per le asana, per la meditazione e il respiro non solo ci aiuta a rilassarci e a sentirci meglio, ma anche ad apprezzarci di più.

Con lo Yoga ci prendiamo cura di noi stessi.

Mentre fluiamo attraverso le asana stiamo dedicando un momento di ringraziamento al nostro corpo per tutto ciò che ci permette di fare. Mentre meditiamo e respiriamo, riconosciamo che siamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere, per esistere in questo momento.

Tutte le risposte sono lì, dentro di noi, dentro di te.

Nutrendo l’intenzione di essere presente, diventi un alleato del tuo corpo, cominci ad amarlo e impari a osservarti senza giudicarti o rimproverarti.

E mentre trasferisci tutto questo ad ogni tua azione, fuori dal tuo tappetino impari l’attenzione e la compassione. Lo Yoga ti spinge delicatamente a lasciar andare l’auto-punizione e l’auto-controllo e sostituirlo con nutrimento e amore.

Questo atteggiamento inizia da te e poi si estende non solo al tuo corpo, alle tue emozioni e ai tuoi pensieri ma anche agli altri, alla natura, a tutto ciò che ti circonda.

Come dice Lao Tzu: “Se la compassione non include te stesso, allora è incompleta“.

Lo Yoga è un dono per continuare a crescere, per proteggere il corpo con fervore, per accettare chi siamo.

Lo Yoga è un momento per perdonarci e fare pace con noi stessi, o come qualcun altro ha detto è anche come fare l’amore con noi stessi.

Concediamoci questo regalo ricordandoci che quello che facciamo e come lo facciamo è alla base del nostro essere.

Se vuoi approfondire le Asana clicca qui.

Denise Dellagiacoma

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2 thoughts on “Come lo Yoga può farti amare il tuo corpo”

  1. Grazie Denise sai sempre come raggiungere il mio se’ più profondo! Ogni giorno mi ricordi quanto siano importanti per me e per ciò che mi circonda la gratitudine e la compassione! Grazie 1000 volte grazie! Namaste 🙏

  2. Grazie Denise
    Mi sono iscritta da poco a yoga accademy… e anche se pratico da un po’ ho voluto iniziare da zero con te.
    Grazie DAVVERO! In questo articolo mi sono commossa e rivista su alcuni aspetti. Sto iniziando ad amarmi ed è una sensazione bellissima! Namaste 🙏🏻♥️

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