La scienza millenaria dello Yoga è utile e pratica in ogni fase della nostra vita. Ritrovare il piacere del cibo, prendersi cura di sé e riflettere su aspetti che riguardano la vita quotidiana dopo una diagnosi di tumore al seno avanzato. Questi gli obiettivi di “È tempo di vita”, campagna di sensibilizzazione sul tumore al seno avanzato, promossa da Novartis Italia in collaborazione con Salute Donna Onlus, presentata in questi giorni, che arriva a casa delle donne per cancellare le distanze che hanno fatto si che con la pandemia subissero l’allontanamento dai reparti, l’isolamento, il cambiamento dei percorsi di trattamento.

Nel 2020 a causa della pandemia ci sono stati oltre 600mila test mammografici in meno. Si stimano circa 2.800 diagnosi di tumore al seno perse. “Solo nel periodo gennaio-febbraio 2021- spiega Paolo Marchetti, professore Ordinario Oncologia alla Sapienza – le nuove diagnosi di tumore al seno hanno subito un calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2020. E’ importante favorire al più presto il pieno ritorno alla cura, recuperando un approccio multidisciplinare all’assistenza”. Aspetti come bellezza, alimentazione, amore, lavoro, famiglia sono al centro del progetto “È tempo di vita”. Tra le novità, la pagina Facebook ospiterà fino a ottobre la “Life Academy”, lezioni online, curate da coppie di influencer ed esperte. Attraverso ricette, esercizi di yoga, illustrazioni e giochi creativi si vogliono sostenere le donne con tumore al seno. Grazie alla partnership con “My Cooking Box”, poi, “È tempo di vita” porta a casa delle donne ingredienti e istruzioni per realizzare una ricetta sana e gustosa, ideata dall’esperta enogastronica e volto televisivo Chiara Maci e dalla biologa e nutrizionista dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Anna Villarini. Sono 37mila le donne con un carcinoma mammario metastatico. L’incidenza stimata del tumore al seno in fase avanzata è di 14 mila casi all’anno, di cui 3.400 già metastatici all’esordio.

“Oggi – conclude Saverio Cinieri, presidente eletto Aiom, Associazione italiana di oncologia medica- è una malattia curabile, anche se non guaribile. Le prospettive di sopravvivenza sono aumentate ed è possibile tenere sotto controllo la malattia anche per lungo tempo”.

Lo Yoga nella sua vastità non dimentica certo l’alimentazione nel suo vivere sano e in equilibrio. Sempre si è data una grande importanza al cibo, come cura e medicina. Numerosi studi scientifici condotti all’estero e in Italia dimostrano l’efficacia di yoga e meditazione per dare supporto ai pazienti oncologici, col fine di ridurre gli effetti collaterali delle insostituibili terapie mediche, per potenziarne l’efficacia e per migliorare la qualità della vita di Persone che si trovano a dovere affrontare momenti difficili di incertezza e di sofferenza. Attraverso una pratica di posture (asana) semplice, ma efficace, sempre adattata alle esigenze dei partecipanti, focalizzata sulla consapevolezza del respiro, sull’ascolto delle sensazioni corporee e delle emozioni, grazie a tecniche di rilassamento guidato (yoga nidra) e di meditazione (dhyana) si scopre una dimensione interiore di presenza rilassata, al di là delle preoccupazioni e dell’agitazione mentale abituale. Le persone sperimentano come sia possibile, anche in presenza di dolori e sensazioni fastidiose, allentare attraverso una respirazione consapevole la componente reattiva, che amplifica la sensazione del dolore.

Lo Yoga può avere effetti terapeutici e l’esperienza vissuta nelle lezioni penetra gradualmente nella vita di tutti i giorni, aiuta gli allievi a vivere il presente, evitando di farsi “catturare la testa” da pensieri angoscianti e negativi. Per mezzo di un paziente lavoro attraverso le pratiche yoga si recuperano progressivamente le proprie risorse psicofisiche e si ritrova un nuovo equilibrio, reintegrando lo schema mentale/corporeo e facendo finalmente la pace con il corpo . Nella pratica degli asana dello yoga viene privilegiato il lavoro sulla respirazione (pranayama), che per noi è il punto essenziale (respiro e movimento sono l’espressione della vita), così che i partecipanti possano entrare sempre più in contatto con se stessi attraverso il soffio vitale e il vissuto corporeo, con gentilezza, senza dover forzare per ottenere risultati esteriori. Durante la pratica dello Yoga si accresce la quiete della mente, fino a coltivare la spaziosità e la chiarezza.

Una mente più spaziosa è sgombra dei pensieri sul passato – quando la malattia non c’era – e delle proiezioni sul futuro – dominato dall’incertezza: può ospitare il presente favorendo la chiarezza della percezione e aumentare progressivamente il proprio potenziale di resilienza e di saggezza. Così facendo, possiamo creare un luogo intimo nel quale osservare più nitidamente anche la sofferenza provata: sotto il vaglio della gentilezza amorevole possiamo lasciarci andare alla compassione per noi stessi, una forma di amore non giudicante che ci aiuta a entrare in connessione con la parte ferita e irriconoscibile di noi e ricongiungerla al resto.

Ardas Sadhana Singh (Marco Staffiero)

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