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Le mudra sono sigilli elaborati e simbolici delle mani e delle dita che hanno un significato simbolico come linguaggio visivo. Conosciuti anche come Yoga delle mani e delle dita, i loro poteri energetici possono essere diretti a guarire e a influenzare le energie all’interno del nostro corpo.
Intervengono infatti nei processi cognitivi e neurologici del cervello.

Come linguaggio visivo, ogni mudra significa pratiche meditative specifiche, raffigura divinità e rituali culturali, e si usa nella danza, nella pittura e nella scultura per veicolare messaggi intenzionali e chiari.

Ogni sottile movimento fisico trasmette un significato allo spettatore e al praticante stesso.

La comunicazione non verbale ma visiva e posturale, mantiene la potenza della parola parlata, mettendo in relazione concetti come la forza, il coraggio, la fiducia e la conoscenza. Questi simboli indicano la strada verso l’obiettivo di raggiungere nel risveglio: l’Illuminazione.

Se osserviamo le immagini, notiamo che Shiva, Buddha, San Nicola e Gesù sembrano fare tutti sigilli identici.

Scontato che non sia una (impossibile fra l’altro) coincidenza: accettiamo che ogni “maestro asceso” usi il medesimo mudra.

Nella pratica dello yoga, le mudra sono centinaia e a seconda di quale dito viene toccato o premuto o intrecciato, gli effetti sul corpo variano perché ogni falange e zona della mano corrispondono ad un area ben precisa del cervello. Le mudra sono gesti anche degli occhi e della lingua, ma per ora ci concentriamo su quelli della mano.

Shiva ha le mani posizionate nel Gyan mudra, che è legato all’espansione della conoscenza, all’apertura spirituale e alla facilità nella meditazione.

“Yeshua Shmi” in aramaico ישוע שמי (“Gesù è il mio nome”). L’Ichthys è il simbolo cristiano del pesce. Anche il Buddha ha le mani posizionate nello Shuni Mudra, che aiuta il praticante ad essere consapevole del momento, ed è conosciuto come il sigillo della pazienza.
Il dito medio rappresenta il coraggio di mantenere il dovere e la responsabilità. Il pollice rappresenta il fuoco e la natura divina. Quando le due dita sono posizionate insieme in Shuni Mudra, simboleggiano e incoraggiano la pazienza, il discernimento, la concentrazione e la disciplina.

San Nicola di Myra e Gesù hanno entrambi le mani posizionate nel Surya Ravi Mudra o Prithvi Mudra.
Questa particolare mudra della mano è anche conosciuta come il “sigillo della vita” o “sigillo del sole” (interessante perché Gesù è il “figlio di Dio”). L’anulare rappresenta il Sole, l’energia, la forza e la vita.  Il pollice rappresenta l’io e la natura divina. Quando le due dita sono posizionate insieme in Surya Ravi Mudra, simboleggiano e incoraggiano l’energia, l’equilibrio, la salute e la vitalità.

Nel considerare le cose nella loro profonda unità ed interconnessione, comprendiamo la realtà in cui siamo tutti immersi.

Gli avatar Gesù, Buddha, Krishna, Sri Ramakrishna, i santi e molte altre figure sacre, attinsero ad una coscienza universale, e mentre linguaggi/regole/rituali variavano a seconda delle regole culturali durante ciascuna delle loro incarnazioni, il messaggio era lo stesso: Amore, pazienza, non attaccamento, altruismo, coraggio, responsabilità.

E data l’origine antecedente dello Yoga (8.000 anni fa circa) e dei Veda (3.500 anni fa circa) possiamo affermare con quasi certezza che le immagini iconografiche ortodosse e cattoliche e buddiste siano state elaborare sulla base dei testi sacri vedici.

I Veda quindi sono la probabile origine alla base di tutto.

Carolina Paoletti AmarDevi Kaur

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