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Se la nostra comprensione della natura è limitata, è perché limitata è la nostra mente. Eppure costruiamo teorie fantascientifiche pur di comprendere la natura del cosmo. Mandiamo sonde nell’universo eppure ancora studiamo testi antichissimi.

Abitiamo 10 corpi contemporaneamente in uno, all’interno dei 5 kosha (guaine), dove si manifestano le 5 tattwa (aria, terra, acqua, fuoco, etere) collegate ai 5 sensi, con le loro tre Guna (qualità: rajas, sattva, tamas) dando espressione delle tre menti (negativa, positiva e neutra).

I 5 kosha raccontano:

  • Annamaya Kosha, il corpo fisico – sede dell’azione e del movimento
  • Pranamaya Kosha, il corpo eterico – sede dell’energia vitale
  • Manomaya Kosha, il corpo astrale – sede delle emozioni e dei desideri
  • Vjinanamaya Kosha, il corpo mentale – sede della saggezza e dei ragionamenti
  • Anandamaya Kosha, l’anima immortale sede della gioia e della connessione al divino.

Il tutto si sviluppa secondo leggi universali, in quanto abitiamo in 7 diversi piani di esistenza. Ognuno di tali piani è composto dalla propria energia, o vibrazione.

Ogni vibrazione ha la propria frequenza ed è ciò che rende peculiare ogni piano e distingue i loro abitanti fisici e spirituali.

Inoltre c’è anche un legame tra gli atomi è la quantità della frequenza, più è elevata la frequenza tanto più è elevata la velocità degli atomi. Per esempio, le molecole degli oggetti solidi del Primo Piano di Esistenza sono molto lente. Le molecole del ferro sono lente rispetto alle molecole degli angeli.

A dividere i piani ci sono dei veli sottili che vengono formati nell’inconscio di ogni uomo di questo pianeta sotto forma di convinzioni (maya). Quindi si può dire che noi siamo in grado di modificare in piccola parte tali piani. Ciascun piano dispone di regole proprie e di diverse frequenze di vibrazioni.

La mente dell’uomo deve essere in uno stato di astrazione per comprenderli poiché sono molto complessi, e non si possono misurare ne comprendere con una mente analitica.

Pensiamo a chi pratica meditazione come esempio, chi la pratica lo fa per avvicinarsi sempre di più a ciò che noi definiremmo “Divino” (che non è “lassù” ma QUI DENTRO). Ma il QUI DENTRO equivale al settimo piano di esistenza!

Quindi simbolicamente cercheremo di “salire” al settimo piano per accedere alla dimensione divina, mentre realmente stiamo andando solo “più dentro”.

I nostri cinque sensi appartengono a dei veicoli, o corpi, e tali veicoli esistono per ogni piano di esistenza. Tuttavia non tutti i sensi sono funzionanti poiché alcuni di essi sono sopiti, tale che non possiamo percepire oltre i nostri sensi fisici.

Come detto prima, ogni piano ha le proprie peculiarità:

Primo piano di esistenza
È costituito dal materiale inorganico del nostro Pianeta: i minerali, i cristalli, il terriccio, le rocce, gli elementi che compongono la Terra nella sua forma naturale (tutto ciò che è definibile “primordiale” dal punto di vista della materia);

Secondo piano di esistenza
Questo piano è costituito da materiale organico: vitamine, piante e alberi; e dai sensi, desideri, piaceri, istinti.

Terzo piano di esistenza
Ci vivono forme di vita basate sulle proteine, come gli esseri umani e altri animali. Una piccola parte di questo piano l’abbiamo creata noi, poiché desiderosi di conoscere il significato di essere governati dalle emozioni e dagli istinti;

Quarto piano di esistenza
È il regno degli spiriti, anche definibile come regno dei morti.
Qui le anime dei defunti vivono la pace aspettando la reincarnazione o di accedere a livelli superiori.

Quinto piano di esistenza
Definito anche il piano dei Maestri, come Cristo e Buddha, Maria, Maddalena, Maometto, Babaji, Maria, etc (maestri/e ascesi erano umani) e degli angeli, arcangeli e deva (mai stati umani). È suddiviso in diversi livelli di vibrazione e di coscienza.

Sesto piano di esistenza
È dove vengono create le leggi universali per metter in moto la struttura dell’universo, come la Legge del Tempo (ciclica e non lineare), la Legge del Magnetismo, la Legge della Gravità, la Legge di causa effetto, la legge della compassione.

Settimo piano di esistenza
Questo è il piano del Creatore di tutto ciò che è e dove si ha la consapevolezza di fare parte del creato, dove si creano le forme di vita. Tale energia crea i quark, che creano i protoni, i neutroni e gli elettroni e quindi gli atomi. E il Bosone di Higgs.

I 7 piani di esistenza corrispondono chiaramente ai nostri plessi nervosi o chakra, al punto che la salita/discesa attraverso i piani d’esistenza sono accessi alle 7 dimensioni di coscienza umana, né più né meno.

Quindi… va da sé che i 10 corpi sono le manifestazioni della nostra esistenza sui 7 piani del cosmo!

L’anima vive il corpo fisico, il primo corpo è il corpo dell’anima, ma viene dalla quarta dimensione, laddove sono i defunti prima di re-incarnarsi. Il corpo mentale, Manomaya Kosha, vive il terzo piano d’esistenza assieme a desideri e pulsioni. Il corpo pranico, ottavo corpo, vive in Pranamaya Kosha nel primo piano d’esistenza. Il corpo causale o corpo sottile, il nono corpo, vive nella guaina di Vjinanamaya Kosha che vive nel sesto piano d’esistenza assieme alle leggi universali. La linea d’arco o terzo occhio, la qualità buddhica del Vjinanamaya Kosha anch’esso, vive nel sesto piano d’esistenza assieme alle leggi universali. L’aura, settimo corpo e anche settimo chakra, vive nel settimo piano d’esistenza assieme alla verità del corpo radiante e un tutt’uno col creatore.

Ma se le conoscenze dell’uomo sono limitate perché limitate sono le sue percezioni, tutte queste teorie sono farneticazioni (Maya) e appartengono al piano mentale.

Quindi se smetto di pensare e mi metto a sentire, dando ascolto al cuore e non alla mente duale, coltivando il sentire neutro, penso che tutto ciò è frutto di una limitata conoscenza umana delle leggi vitali. Ci facciamo tante domande, teorie più o meno astruse o suggestive, il tutto per trovare risposta al male di vivere e alla inconsolabile paura di morire? Certo.

Ma abbiamo paura di morire perché usiamo la mente, la parte cognitiva del nostro cervello che analizza e fa domande sulla base progettuale, cosa che gli animali non fanno.

Un ragno non si fa domande, vive secondo le leggi del suo libro amo d’esistenza, in totale armonia con l’universo che vive e totalmente ignorando la nostra esistenza. Cammina sulla mia mano senza essere cosciente che sia io a muoverlo da un punto all’altro della casa.

Così immagino l’uomo, un essere infinitamente piccolo per comprendere la mano del creatore che lo sposta da un universo all’altro. E percependo qualcosa di più grande che lo dirige e sostiene, costruisce fantasiose teorie sull’esistenza umana.

Sarebbe bello avere una risposta, o forse no, tutto va bene così, è tutto perfetto così. Se avessimo tutte le risposte, non avremmo più arte, filosofia, pensatori, scienza, esoterismo, spiritualità. E intanto che ci penso, srotolo il mio tappetino in pelle di pecora e canto un mantra, perché quando canto, che sia vero o no, sento Dio dentro. Mi sento meno sola, sono in mia compagnia.

Carolina Paoletti Amar Devi Kaur

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