Lo Yoga può aiutarci a sentirci bene anche a livello mentale ed emotivo, a sollevare lo spirito ed a permettere di attingere a quella beatitudine che è già dentro di noi (noi siamo Sat Chit Ananda, essenza conoscenza e beatitudine pura).

La cosa importante prima di iniziare una sequenza di Asana è il famoso Sankalpa. Il Sankalpa (termine sanscrito che significa “intenzione”) è come un seme da piantare nel nostro cuore e innaffiare con cura fino a vederlo germogliare. Il proposito deve essere breve, chiaro, semplice e realistico e va formulato in maniera positiva (quindi non “non voglio …”, “non devo …” quanto piuttosto “io sono …”, “io mi sento …”).

Il Sankalpa rappresenta un desiderio profondo, puro e non egoistico.

Per iniziare la nostra sequenza dedicata alla felicità, cominciamo quindi proprio con il nostro Sankalpa che potrebbe essere “Io sono felice”, “Io mi merito di essere felice”, “La gioia è dentro di me”. Ripetiamolo mentalmente 3 volte con fiducia nel suo potere di realizzare il desiderio che esprimiamo.

Ora ci dedichiamo alle nostre care Asana. L’attenzione andrà sulle posture che ci permettono di aprire il cuore, ma anche di rimanere radicati.

Vedremo torsioni, posizioni di apertura, equilibrio ed inversione.

Ecco i nostri consigli per una pratica che porti gioia nei nostri giorni!

  • Utthita Trikonasana: deriva dal sanscrito “utthita” esteso e “trikona” triangolo. Nell’eseguirla il corpo crea dei veri e propri triangoli. E’ una posizione polare, cioè va a lavorare sui due aspetti energetici del corpo ossia yin, femminile e lunare, e yang, maschile, solare. E’ utile per sviluppare forza e stabilità nelle gambe, migliora la postura e l’equilibrio, e aiuta ad aprire il petto e le spalle. Ha un grande effetto calmante e di riduzione dello stress.
  • Anjaneyasana: posizione della luna crescente o anche della scimmia (essendo Anjana la madre del famoso Hanuman), eccezionale per aprire il bacino e migliorare la flessibilità delle anche. Agisce sul sistema sottile, stimolando in particolare i Chakra Svadhistana, Manipura e Anahata. Aumenta l’energia e riduce ansia e stress.
  • Bhujangasana: la posizione del cobra o del serpente (Bhjuang) apre le spalle e il cuore, migliorando la flessibilità. Dona energia e concentrazione, migliora circolazione sanguigna e respiro. Come tutte le posizioni di apertura che lavorano sul IV Chakra permette (se praticata con costanza) di lavorare su forme deboli di depressione.
  • Eka Pada Rajakapotasana: la posizione del piccione reale su una gamba è un Asana polare che lavora su due aspetti energetici del corpo ossia lo yan maschile e lo yin femminile. Le Asana polari sono in grado di eliminare lo stress e l’ansia. Il mantenimento di questa posizione dà la possibilità di eliminare stati di apprensione e nervosismo. Aumenta infine la vitalità andando ad incrementare la circolazione nella tiroide, nelle ghiandole surrenali e nelle gonadi.
  • Ustrasana: la posizione del cammello va a stimolare Anahata, il Chakra del cuore. Agire su Anahata permette di migliorare le proprie relazioni sociali e personali, favorendo la costruzione di legami intimi e profondi con gli altri, accrescendo la propria empatia, l’altruismo e l’amore verso tutti gli esseri viventi. In questa postura il torace si allarga, le scapole si uniscono ed il petto si apre verso l’alto. Si va ad alimentare la nostra parte emotiva e si permette alle emozioni di affiorare, stimolando tutta la positività di Anahata.
  • Garudasana: prende il proprio nome da Garuda, il re degli uccelli, cavalcato dal dio Vishnu. Garuda è un mitico animale, metà uomo e metà uccello: la testa, la coda e le ali sono quelle di un’aquila, mentre il corpo dorato e le gambe sono quelle di un uomo. Sviluppa l’equilibrio psicofisico e aumenta i livelli di concentrazione. Lavora anche sul radicamento perché senza radici non ci è concesso di spiccare il volo verso la gioia.
  • Halasana: dal sanscrito “hala”, aratro, ossia lo strumento con cui si dissoda la terra e la si ossigena, prima di seminare. Ci si lascia alle spalle il passato prima di cominciare qualcosa di nuovo. È una posizione che fa fluire il prana (lo spirito vitale) rimuovendo il veleno della stagnazione e i sentimenti di poca stima verso noi stessi (la poca autostima è sicuramente una delle cause di una vita poco felice). E’ una posizione invertita che calma la mente, libera dallo stress e dona un profondo stato di rilassamento. Aiuta anche a combattere insonnia e altri disturbi del sonno.
  • Ananda Balasana: la posizione del bambino felice (chi più gioioso di lui?) è una posizione abbastanza facile che offre molti benefici poiché calma la mente, rilassa la zona lombare e rinforza braccia, spalle e, soprattutto, anche. Allevia la fatica, lo stress e l’ansia, calma la mente. Diminuisce il battito cardiaco.

Ed è con questa immagine di un gioioso bambino felice che si prende i piedi che chiudiamo questo breve articolo sperando sia piaciuto e che ci aiuti a ricordare come lo Yoga sia prima di tutto fonte di gioia. Quando ci si avvicina a questa pratica e se ne scoprono i vantaggi, i benefici e tutto quello che ci può offrire non possiamo che essere grati a questo inestimabile dono che l’India ci ha fatto ma che è talmente universale da essere esteso all’intero mondo.

Per me celebrare lo Yoga è proprio essergli grata per tutto quello che in questi ultimi 20 anni mi ha donato!

Grazie Yoga!

Sibilla Vecchiarino Mannarelli

Sito: https://sibillavecchiarino.wixsite.com/yogasibilla 

Blog: https://massimobalkan.wixsite.com/massimobalkanmanna

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