La psicologia nasce dalla filosofia, nutrendosi dei grandi temi dell’umanità e delle domande alle quali l’uomo di tutte le ere ha sempre cercato di rispondere. Filosofeggiare non è una perdita di tempo e un mancato ancoraggio alla realtà. Questo termine si usa spesso nella sua accezione negativa, ma la filosofia è la pratica della vita, la risoluzione, o almeno la tentata risoluzione dei temi dell’esistenza che hanno assillato da sempre l’uomo… la ricerca della verità, migliorare la propria vita e le relazioni, la scoperta del sé… il senso della vita… da dove veniamo, dove andiamo…
L’Umanologia è la scienza applicata alla psicologia della psiche umana per la realizzazione del potenziale umano nel corpo, nella mente e nello spirito.
Hu significa “radianza”, man “la mente”. Hu-man significa “radianza della mente”.
Yogi Bhajan, Maestro di Kundalini Yoga e Gatka, arte marziale indiana è stato il Padre dell’Umanologia, la chiave di lettura del potenziale umano, delle relazioni e della vita, con tutte le sue sfaccettature…

Tradurre anche in chiave yogica le sofferenze dei miei pazienti, interpretare il tutto con le conoscenze dell’Umanologia, cercare soluzioni attraverso lo yoga, la tecnologia Sacra millenaria e trovare un punto d’incontro con la psicologia, scienza ed arte che ho tanto amato e studiato mi ha sempre intrigato. Dare una speranza ai miei pazienti per aiutarli a tirarsi fuori dalle tenebre e crescere, elevarsi, diventare consapevoli di essere scintille divine e quindi portatori di grande forza, amore e coraggio, è per me dare un senso più profondo e sottile ad un lavoro di tanti anni di pratica e di formazione di Kundalini Yoga.
Il mio desiderio di raccontare anni e anni di studi, dubbi, riflessioni, conoscenza, entusiasmo ed esperienza dei miei due amori: il Kundalini Yoga così come insegnato da Yogi Bhajan e la psicologia ha dato vita a due libri che verranno presto pubblicati. Raccontare i vissuti miei, dei miei pazienti e dei miei allievi, vissuti di gioia e di sofferenza, di indecisioni e di dubbi, di disperazione e d’amore, di bianco e nero, di buio e luce e della possibilità di dare un senso alla vita e ai suoi eventi, di ampliare la consapevolezza e la gioia di ritrovare se stessi, nella dimensione più vera e autentica.
Lo Yoga trascende la psicoterapia, supera i limiti di quest’ultima, perché dà voce alla sottigliezza, all’anima, è una via regia per l’infinito e permette al cosmo di liberarci il cammino.

La mia esperienza personale e professionale, sia come psicoterapeuta che come insegnante di Kundalini Yoga, arricchita da diversi studi sulla mente e le sue nevrosi, mi suggerisce che i pazienti nevrotici hanno perso il contatto con la loro frequenza dell’anima, sono intrappolati nelle basse vibrazioni, nelle gabbie dell’ego e nell’illusione di maya. Preda della mente, dei suoi chiacchiericci continui e del passato, non sono più capaci di connettersi con il sé profondo. Il meccanismo della coazione a ripetere li intrappola in un copione obsoleto che non solo non funziona più, ma che comporta grande sofferenza e dolore. Si somatizza il conflitto, il cui sintomo principale è costituito dall’ansia e dall’angoscia. Le tensioni muscolari e la mancanza di energia parlano di un corpo che non riesce a far fluire l’energia vitale, il Prana, si accartoccia su se stesso, senza linfa. Tutti i chakra sono disfunzionali, L’ansia non è da considerarsi una nemica, anzi… il messaggio che porta è illuminante, ci dice a gran voce, utilizzando un linguaggio simbolico che c’è qualcosa che dobbiamo modificare nella nostra vita. Può essere una problematica affettiva, lavorativa… Ma di sicuro non ci stiamo più ascoltando, non ci vediamo più, ci siamo allontanati dal nostro vero sé, e l’ansia è lì per ricordarci chi siamo e perché siamo su questa terra. La nostra missione… Ecco perché non va zittita, e resa inerme con gli psicofarmaci, bisogna che ci “risvegli”.

Secondo Yogi Bhajan la nevrosi nasce dalla mancanza di consapevolezza, quando l’individuo si lascia completamente governare dalla propria mente, non centrata e disconnessa dal cuore. Il nevrotico è un individuo arrabbiato, preda della dualità, disonesto con se stesso e con l’altro. Ingarbugliato nella rete della sofferenza, della ripetizione degli schemi disfunzionali, abitudinari, non vede la bellezza del proprio sé, divino e immortale.
Il corpo è il tempio sacro su questa terra, bisogna averne cura, è un microcosmo nel macrocosmo ed è soggetto alle leggi della natura. L’uomo sano è in perfetta armonia con l’infinito e questa armonia si chiama amore.

Nel Kundalini Yoga si lavora con il corpo, con l’energia sottile, con il Prana, con le vibrazioni, con i dieci corpi, con i cinque elementi, con i tre Guna, con i chakra, con l’energia Kundalini, con le idee, con i pensieri, con l’impalpabile, con tutti i sistemi e con tutte le dimensioni dell’individuo, esoterica ed exoterica. Un microcosmo nel macrocosmo, un’esperienza finita nell’infinito, tra terra e cielo, in una vibrazione continua e in una dimensione infinita. Il Kundalini Yoga forniva a Jung, il grande analista, il modello di qualcosa che era quasi completamente assente dalla psicologia occidentale, una descrizione delle fasi di sviluppo di una coscienza più alta. Secondo Hauer il vantaggio del Kundalini Yoga, consisteva nel meditare sul simbolo per ottenere un mutamento psichico e alle volte una vera e propria trasformazione dell’anima. Anche sul tappetino può avvenire la grande trasformazione.

Rosa Arena (Adarsh Kaur)

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