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Il termine Yin Yoga è utilizzato dalla metà degli anni ’90 per definire uno stile di yoga in cui i muscoli sono rilassati e le posizioni vengono mantenute a lungo. A livello fisico, l’intenzione principale è quella di stimolare il tessuto connettivo profondo.
L’attivazione muscolare, necessaria al movimento dinamico, stabilizza e rinforza le capsule articolari e rende il corpo più forte e flessibile, ma al tempo stesso riduce la mobilità. Invece una pratica in cui i muscoli si rilassano e le posizioni vengono mantenute per alcuni minuti stimola la fascia profonda, i legamenti e le ossa. Di conseguenza il tessuto all’interno della capsula articolare si rilassa e viene reidratato, facilitando la mobilità articolare.

In questo senso, lo Yin Yoga è una valida opzione per lavorare in modo sano sui legamenti e dare più morbidezza al movimento.

Si possono identificare alcuni principi fondamentali della pratica Yin:

  1. Identificare l’area d’azione. L’area d’azione è la parte del corpo che viene stimolata durante la pratica, per esempio la parte anteriore delle cosce, la parte interna delle cosce, la parte posteriore del corpo, i glutei, la parte bassa della schiena, la parte anteriore del torso e così via.
    Nella pratica si entra lentamente nella posizione, mantenendo l’attenzione sul corpo fisico, in particolare sull’area d’azione che viene stimolata, cercando di sentire una trazione gentile e morbida, che è il tipo di sensazione caratteristico della pratica Yin. In particolare, la struttura scheletrica, unica di ogni persona, determina le sensazioni percepite e condiziona l’esecuzione di una posizione.
    È importante ricordare che ogni osso in ogni persona è leggermente diverso, e la posizione o il movimento che è facile per uno scheletro potrebbe essere impossibile per un altro.
  2. Rimanere calmo nella posizione e rilassare i muscoli. Nella pratica si cerca di rimanere fermi, rilassati e calmi. Anche se a volte le diverse sfumature fisiche, emotive e mentali, che si manifestano quando si sta nella posizione per un periodo lungo di tempo, rendono complesso lo stare completamente rilassato e immobile, l’intenzione è quella di calmare il corpo, il respiro e la mente. In particolare, rilassare i muscoli permette di stimolare il tessuto connettivo profondo. Ogni volta che ci muoviamo i muscoli si attivano e le articolazioni sono più compresse e protette. Solo rilassando i muscoli dell’area d’azione, le articolazione saranno più esposte e i loro componenti potranno ricevere lo stimolo.
  3. Mantenere la posizione per un lungo periodo di tempo. Pelle e muscoli vengono considerati tessuti yang perché sono più esterni, più malleabili e si riscaldano più facilmente, invece il tessuto connettivo (fascia profonda e legamenti), che è più profondo e rigido, è considerato yin.
    I tessuti yang rispondono bene al movimento ripetitivo, mentre quelli yin resistono all’allungamento e vengono stimolati da azioni di bassa intensità, lente e sostenute per un certo periodo di tempo. Mantenere uno stimolo moderato sul tessuto connettivo per diversi minuti può alterarne la composizione ed incrementarne l’idratazione e l’elasticità. Però per quanto tempo dobbiamo mantenere le posizioni nella pratica yin e cosa vuol dire stimolo moderato? La risposta è… dipende. Tutti i tessuti del corpo devono essere stimolati per mantenere la loro salute. Se non li stimoliamo i tessuti si atrofizzano, diventano più rigidi. Se invece lavoriamo in modo eccessivo ed ad alta intensità questi si deteriorano.
    In genere si suggerisce di rimanere nella posizione da 3 a 5 minuti
  4. Uscire dalla posizione. Dopo essere rimasti per alcuni minuti nella posizione, ci si prepara ad uscire. A causa dello stimolo ricevuto il tessuto connettivo profondo sarà temporalmente più debole e fragile. Quindi, è importante rimanere rilassati, mantenere la calma, respirare profondamente, muoversi lentamente e con consapevolezza, evitando di attivare i muscoli, soprattutto quando si percepisce una sensazione di vulnerabilità sulle articolazioni.
    Successivamente, si entra in una posizione neutra, di pausa, come ad esempio savasana, per poter sperimentare l’effetto residuo della pratica sul corpo. In yin yoga il momento di pausa tra una posizione e l’altra viene chiamato rebound. Nel rebound si possono sperimentare sottili vibrazioni e sensazioni fisiche,
    legate al movimento dell’energia e delle sue diverse manifestazioni (emozioni, pensieri, ricordi) all’interno del corpo.
    Uno degli scopi della pratica dello yin yoga è sperimentare il momento di rebound. In questa fase, si rimane in ascolto in uno stato ricettivo, ed è possibile percepire il corpo che si rilassa, la mente che si calma ed una generale sensazione di leggerezza e benessere che pervade tutto il corpo.

I Benefici della pratica Yin
Non esistono studi scientifici che parlino in modo specifico dei benefici della pratica di yin yoga, ma se si conoscono e mettono in pratica i suoi principi, è possibile affermare che incorporare yin alla pratica dinamica di Yoga permette di:

  • Rilasciare le contratture fasciale e migliorare la mobilità articolare;
  • Rendere più facile mantenere le posizioni statiche, sia quando siamo seduti per lungo tempo sia in posizione meditativa;
  • Influenzare il lato più recettivo e più intuitivo;
  • Sviluppare la capacità di ascolto interiore, fondamentale per la pratica dinamica;
  • Aiutare ad allenare la pazienza e la tolleranza alla lentezza;
  • Coltivare la quiete e il silenzio interiore.

Arely Torres Delfin

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