Photo by Francesco Tretto

Spesso mi viene chiesto che stile di yoga pratico e insegno. Non esiste una sola risposta. La verità è che ogni giorno mi sveglio diversa: posso aver dormito bene o essermi svegliata con un po’ di mal di testa, posso dover affrontare una giornata lunga e intensa oppure una giornata di relax in cui non ho particolarmente fretta. Ogni giorno, ciascuno di noi, soprattutto chi non ha una routine e lavora come libero professionista, ha delle esigenze diverse. E quando arriviamo sul tappetino, che sia all’alba prima di bere il caffè o la sera appena usciti dall’ufficio, sentiamo di volerci dedicare del tempo. Questo tempo a sua volta può avere diversi scopi: posso volermi allenare, rilassare, allungare, sudare… quello che decidiamo di fare sul tappetino in quel momento deriva da come ci sentiamo in quel preciso istante. E ognuno di noi è diverso. Per questo motivo la mia pratica può essere diversa ogni volta, e non esiste uno stile unico che vada bene per me ogni giorno. C’è però un aspetto meraviglioso dello yoga: qualunque sia la pratica che sceglierò in quel momento, sarà la pratica perfetta per me. Questo perché lo yoga ci accompagna come un amico fedele, e in qualunque modo mi sia svegliato o mi senta in quell’istante, so che la pratica lo rispetterà e lo accoglierà, senza giudizio.

E così, quando srotolo il tappetino e mi siedo in posizione comoda, ritrovo un respiro e una magica accettazione che rimane lì, anche quando tutto quello che c’è intorno cambia. La costante in tutto il cambiamento è il cambiamento stesso, ma il respiro e l’approccio che abbiamo quando iniziamo a fare yoga ci rimarrà fedele e ci accompagnerà per tutta la pratica, rendendo prezioso e impagabile quel tempo che ho deciso di dedicarmi.

Se penso a quando ho iniziato a praticare anni fa, non sapevo nemmeno cosa fosse lo yoga e non avevo ancora sviluppato quella sensibilità che mi permette oggi di potermi chiedere “Come stai? Come sta il tuo corpo stamattina?”. Per questo, all’inizio del nostro percorso yogico, diventa fondamentale l’aiuto di una guida che ci introduca allo yoga e ai suoi insegnamenti. E la verità è che, anche dopo anni di pratica, è sempre importante continuare a confrontarsi con chi è più esperto di noi, cercando di migliorarsi ogni giorno e assimilare gli insegnamenti del maestro, umilmente e con gratitudine.

Vi racconto una breve storia. L’anno scorso, in pieno Covid, la mia vita era completamente diversa: avevo un lavoro a tempo indeterminato, stavo 9 ore al giorno seduta davanti al pc ad organizzare strategie di marketing per una grande azienda. Mi sentivo stretta, costretta, rinchiusa in casa a Milano e senza possibilità di scappare. Avevo bisogno di libertà come non mai. In quei mesi la mia pratica rispecchiava esattamente questa esigenza: praticavo uno stile di yoga fluido, libero, senza regole fisse, che mi desse l’opportunità di essere libera nei movimenti del corpo e fluida nella mente. Dovevo come non mai tornare a respirare. Oggi, dopo mesi di vita in furgone in mezzo alla natura in piena libertà e un nuovo lavoro che mi permette di focalizzarmi solo sulla mia più grande passione, sento invece il bisogno di ritrovare un po’ di routine, un po’ di tempo per riorganizzarmi la vita e ripartire da capo. La mia pratica infatti è diventata più metodica, intensa, sfidante – esattamente come il periodo di vita che sto affrontando. Lo yoga non mi ha mai abbandonata, mi ha sempre accompagnata in ogni fase, in ogni cambiamento che ho attraversato.

E se è vero che il cambiamento può spaventare, è anche vero che ogni fase che stiamo vivendo ora non sarà mai definitiva, ogni sentimento ed emozione che proviamo in questo preciso istante non sarà mai quello finale. Se ci sentiamo spaventati, troviamo il tempo per fermarci e ricordarci che c’è un universo all’interno del nostro corpo e della nostra mente che aspetta solo di essere esplorato per raccontarci tante cose. E in quel posticino lì in profondità… ci sentiremo di nuovo a casa.

Nairi Rigon
Insegnante di Odaka Yoga e studente Ashtanga
Instagram: @nairi.rigon

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