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La dimensione simbolica nella pratica yoga rappresenta l’opportunità di fare una vera e propria esperienza immersiva, che ci parla e ci smuove. Capita così che mentre il corpo nell’asana ci parli, così anche il simbolo a sua volta parli a noi attraverso un processo di identificazione che funziona a patto di una sola condizione: crederci. Esploriamo insieme dove si colloca la via simbolica tra le altre vie di accesso alla coscienza nello yoga, come avviene e che significato può avere l’interazione tra corpo e consapevolezza nella dimensione simbolica nella messa in relazione di tutte le parti del sé.

IL PUNTO DI PARTENZA: CREDERCI E PERSEVERARE

Ognuno di noi necessita del proprio tempo per arrivare a calarsi profondamente nella pratica dello yoga per affacciarsi ad una nuova apertura del sé. In questa apertura, si può creare uno spazio di ascolto, interazione e di dialogo interiore. Uno spazio che con costanza si consolida man mano nel tempo, creando una relazione interna tra coscienza e pratica, sviluppando nuove consapevolezze. Un percorso che se accolto è scalabile secondo tutti i livelli del bisogno umano, a patto di una sola condizione: CREDERCI e perseverare con costanza.

CONSAPEVOLEZZA VIA DI ACCESSO ALLA CONOSCENZA

Il significato originario del termine “Yoga“, in sanscrito letteralmente “giogo” ossia legame, ci rimanda al senso di collegamento e unione sottile tra tutte le cose. In senso più ampio, potremmo definire questo legame come la capacità di cogliere la continuità nella realtà, trovando quel centro di solidità capace di guardare al di là del vortice dei continui cambiamenti nei quali siamo quotidianamente immersi e scossi. Questo centro è rappresentato dalla nostra CONSAPEVOLEZZA APERTA NELLO SPAZIO DEL CUORE, il quarto chakra ANAHATA, che acconsente di viaggiare attraverso tutti gli altri livelli di coscienza SENZA MAI PERDERE LA PROPRIA UMANITA’. Sembra fin troppo semplice e di fatto lo sarebbe se alla consapevolezza del cuore rimanessimo sempre connessi: il difficile invece sta nel tornarvi al centro, quando ci allontaniamo da noi stessi lasciandoci trasportare dagli eventi e dalle situazioni.

LE VIE DEL RISVEGLIO

Si pone allora LA QUESTIONE DI TROVARE LE VIE DEL RITORNO A SE’ e all’apertura dello spazio della coscienza. Procedendo con costanza nello yoga, LA CONSAPEVOLEZZA INDIVIDUALE SI RISVEGLIA scoprendosi PARTE DI UNA COSCIENZA PIU’ GRANDE cui essa appartiene, una COSCIENZA UMANA UNIVERSALE.

Per intraprendere questo viaggio di scoperta del “CONTINUUM” che lega tutte le cose, lo yoga ci propone di attraversare tutti i livelli di consapevolezza, dal più fisico e grossolano al più sottile, per sciogliere quel “VELO DI MAYA” di illusioni e aspettative della mente, che ottundono le nostre facoltà di comprensione, per separarci dalla realtà.

Per potenziare il risveglio della consapevolezza, lo yoga ci propone un cammino di liberazione da tutti i condizionamenti interni ed esterni che ci impediscono di guardare con lucidità al quotidiano e che impediscono di ritrovare il filo comune, il collegamento, il centro grazie al quale ogni narrazione acquisisce un senso. La COSCIENZA NELLO YOGA E’ IL FILO DELLA NARRAZIONE, E’ IL PONTE CHE UNISCE per collegare insieme i pezzi: quel filo di senso che collega tutte le cose.

Ma quali possono dunque essere le CHIAVI DI ACCESSO, I GATES, ALLA COSCIENZA? Esploriamo insieme alcuni punti di entrata, dalla prospettiva di osservazione dello stato di bisogno dell’io.

LA VIA DEL CORPO

Lo yoga praticato in modo fisico, strettamente legato alle sequenze e all’asana, rappresenta la via di conoscenza del corpo. E’ la modalità primaria della coscienza, la più diffusa, fondamento di qualsiasi sapere umano. Modalità cui sentiamo di tornare ogni qual volta ci troviamo in uno stato di bisogno e necessità di riequilibro. In questa modalità di approccio alla pratica siamo nello YOGA DEL BISOGNO, dove il corpo ci parla attraverso i sensi e l’interocezione, ossia le percezioni viscerali e fisiche.
Questo percorso di consapevolezza YOGA BOTTOM-UP, lavora nella persona a partire dal corpo attraverso i sensi: un approccio yogico di tipo TANTRICO, il più utilizzato in occidente, altamente energetico. Esso LAVORA SUL CORPO PER SMUOVERE L’INCONSCIO BLOCCATO e con esso i residui emotivi/fisici lasciati nella persona dal rapporto con la propria quotidianità allo scopo di PASSARE DA UN CORPO CHE ESISTE NELL’OBLIO DELLA COSCIENZA, AD UN CORPO RISVEGLIATO. Ma il vero risveglio si accende quando il corpo esce dal freezing nell’apertura dello spazio del cuore per TORNARE AD ESSERE UN LUOGO DI RELAZIONE. Una pratica quindi capace di passare da un corpo svuotato di significato, a volte intorpidito o altre volte al contrario reattivo, ad un corpo spazio e emozione e relazione.

Uno yoga molto potente questo, che ci àncora alla realtà attraverso la fisicità e RIAPRIRE IL CUORE ALLE EMOZIONI BLOCCATE. Come recita il detto, infatti:“la mente mente: il corpo non mente mai”; esso ci parla anche di ciò che non vogliamo sentire, dando voce all’indicibile attraverso le emozioni che ci raccontano come viviamo davvero il rapporto con la realtà che ci circonda e la nostra vita.

LA VIA DELLA RAGIONE

Lo yoga praticato a partire dalla concentrazione e dal sapere, privilegiando la tecnica, rappresenta la VIA DELLA RAGIONE E DELLA CONOSCENZA DEI SAGGI. In esso la disciplina e il rigore procedurale sono i garanti del processo di crescita individuale, in un tipo di YOGA TOP-DOWN. Uno yoga capace di contenimento della paura e dell’ansia, attraverso la rassicurazione del sapere. Il sapere permette di dare un nome alle cose: per riconoscerle, per definire l’indecifrabile, per inquadrare e dare confini a ciò che è difficile da spiegare, di rappresentare il vissuto per rielaborarlo. La via della ragione lascia spazio al POTERE DEL SAPERE che diminuisce la paura e aiuta ad orientarsi nella realtà.

Ma in questa via di conoscenza, il vero salto della coscienza verso lo spazio del cuore è nell’AFFIDARSI AI SAGGI con una pratica che possa diventare anche DEVOZIONALE e che lasci così SPAZIO ALLE EMOZIONI CAPACI DI DARE SENSO UMANO AL SAPERE E ALLE MEMORIE, tenendosi così lontani dall’alimentare un tipo di pensiero dogmatico.

LA VIA DELLO SPIRITO

Essa rappresenta l’opposto della via del corpo: è la VIA DELL’ASSENZA DI BISOGNO NELLA PACE DELLE NECESSITA’, grazie alla quale si può liberare il desiderio di elevazione: uno spontaneo moto interiore verso l’alto, capace di superare la caducità della vita fisica. E’ L’ASSOLUTO CHE CI PARLA INVITANDOCI A LASCIARE ANDARE L’ATTACCAMENTO ALLA MATERIA. Siamo nuovamente nell’ambito di uno YOGA TOP DOWN che modifica gli stati del corpo attraverso la capacità di intuito, la visualizzazione e l’immersione mentale nell’immaginario evocato.

Questa via rappresenta un invito ad uscire dall’egocentrismo per aprirsi alla vera essenza del sé, all’assoluto, alla pace attraverso pratiche che aiutano a calmare la mente svuotandola dal superfluo e da tutte le eccedenze che appesantiscono inutilmente la persona. Il vero risveglio della coscienza in questo caso avviene APRENDO IL CUORE PER SUPERARE L’EGO CORPOREO che ci blocca, per liberarsi e uscire dal circolo vizioso (loop) della rincorsa al bisogno: LASCIARE ANDARE IL CORPO (DISEMBODIMENT) interpretando la letteralmente il significato in sanscrito del termine a-sana, ‘assenza di corpo’, per e RICOMPATTARE L’IO AD UN LIVELLO PIU’ ALTO, in unione con l’assoluto.

LA VIA SIMBOLICA

E’ LA VIA DELL’INCONTRO, nella quale il mondo simbolico parla al corpo in quanto persona e luogo di relazione. Il SIMBOLO RAPPRESENTA ED EVOCA UN’ESPERIENZA, ossia qualcosa che è già stato esperito DOTANDOLO DI SENSO, VALORE, SIGNIFICATO. Ed è da qui che viene contattata o ri-contattata (riconoscimento) l’emozione, sebbene in un’esperienza virtuale. Lo yoga simbolico, quindi, è uno YOGA DELL’EMOZIONE e IL CORPO SIMBOLICO E’ UN CORPO EMOZIONATO: come non può esistere emozione senza corpo così non può esistere il simbolo senza corpo. IL SIMBOLO UNISCE MENTE (immagine) E CORPO (emozione) superando la loro dualità attraverso il significato evocato nell’emozione risvegliata.

Quello simbolico e uno YOGA DELL’INCONTRO, poiché è solo nello spazio del cuore che il simbolo ci parla: nel quarto chakra anahata avviene infatti l’integrazione degli opposti, la relazione, il dialogo. ANAHATA, IL CUORE, E’ LUOGO DI INCONTRO E INTEGRAZIONE DELLA COSCIENZA: chiave di accesso a questo luogo di incontro virtuale simbolico è l’empatia e la capacità di immedesimazione. Viceversa, una volta immersi nella realtà simbolica si attiva un ritorno: la modifica dello stato di bisogno del corpo fisico/emotivo precedente la pratica in un CIRCOLO VIRTUOSO TOP/DOWN-BOTTOM-UP.

Il simbolo porta l’individuo in una nuova dimensione, potenzia e rafforza facendo leva sul riconoscimento.

LA POTENZA DEL SIMBOLO YOGICO

Il simbolismo nello yoga segna le tappe del CAMMINO DI CRESCITA DELL’ESSERE all’interno dell’essere umano e dell’umanità intera poiché il suo messaggio ha VALENZA UNIVERSALE e MASSIMA POTENZA in tutte le dimensioni comunicative:

  • NEL CONTENUTO (denotazione): il messaggio portato dal simbolo yogico, ha sempre a che fare con noi stessi perché si rivolge all’uomo e ai suoi archetipi universali ossia all’impronta energetica legata ai ruoli universali presenti nelle relazioni umane;
  • NELLA DIMENSIONE SOGGETTIVA (personale): il simbolo nello yoga parla direttamente all’individuo e alla sua specificità soggettiva, per costruire un dialogo intimo non giudicante che tiene conto del punto di vista personale e da esso parte per smuovere e invitare al cambiamento;
  • NELLA CONNOTAZIONE (riferimenti culturali): il simbolo nello yoga supera tutte le specificità culturali, sociali, storiche, geografiche, per rivolgersi all’individuo singolo e indirettamente con esso all’intera umanità;
  • NELLA DIMENSIONE OGGETTIVA (universale): il messaggio comunicativo che il simbolo porta attraverso lo yoga si rivolge al singolo nella sua specificità di individuo per arrivare all’essere umano, alla comunità globale, alla storia.

OSTACOLI ALLA DIMENSIONE SIMBOLICA NELLO YOGA

In alcuni momenti di disequilibrio, può capitare di trovarsi impermeabili alla dimensione simbolica nello yoga e sordi al messaggio da essa evocato:

  • QUANDO SIAMO POLARIZZATI: nel corpo (siamo nella compulsione, nell’automatismo, poca consapevolezza) o nella mente razionale (pregiudizio culturale/condizionamento cognitivo) oppure ancora quando siamo in freezing e dissociati dal nostro corpo, non lo sentiamo (paralizzati dallo stress, paure, traumi, preoccupazioni).
  • QUANDO MANCHIAMO DI CONSAPEVOLEZZA: ossia quando la nostra coscienza è sospesa e/o non riesce ad integrare e dare senso a ciò che sentiamo o che accade (stress inconsapevole/ esposizione all’iper-modernità)

In questi momenti ci troviamo ad essere come anestetizzati dall’emozione e quindi anche dalla dimensione simbolica perché viviamo come se fossimo scissi bloccati nell’incapacità di integrale in maniera funzionale i nostri vissuti.

RECUPERARE LA DIMENSIONE SIMBOLICA OGGI

Come possiamo dunque recuperare la dimensione simbolica nell’ipermodernità dell’era digitale, nel freezing, nel pregiudizio? Prima di tutto RICONNETTENDOCI con noi stessi e tutte le parti del sé per riportare alla luce ciò è bloccato e poterlo lavorare, rielaborare ed infine integrare nella coscienza. Per fare questo occorre creare un terreno fertile ossia le pre-condizioni per aprirsi e riconnettersi:

  • CREARE UN AMBIENTE SICURO: creare un ambiente di pratica che tenga conto della sensibilità individuale e un ambiente relazionale sicuro;
  • RIPARTIRE DAL RESPIRO: lavorare sul respiro permette di creare un ponte verso il cambiamento dello stato della coscienza
  • TORNARE AD IMMERGERSI NEL MOMENTO PRESENTE: tornare nel qui e ora partendo dal corpo praticando con un approccio bottom-up.

Elena De Donato

Filosofia, Psicopedagogia, Insegnante e formatrice Yoga 0-90, Special needs, Trauma informed e High sensitivity Yoga ®️

Università degli studi di Milano, Yoga Ratna metodo Gabriella Cella, Yoga Gravidanza e post partum metodo Yoga in fascia®️, Yoga for the Special Child©️, GiocaYoga®️, Somatic Competence®️Yoga Teacher, High Sensitive Yoga Persone Altamente Sensibili HSP Italia™️, Odaka yoga®️ per i disturbi alimentari, Docente unica Master GiocayogaCare®️ bambini speciali AIYB, Docente unica ‘Nascita speciale: yoga cesareo, presentazione podalica, prematurità’ per la Specializzazione post Formazione Yoga in fascia®️

BIBLIOGRAFIA

  • Marilia Albanese, Fiorenza Zanchi, Gabriella Cella – ‘I chakra l’universo in noi’ – Ed. Xenia tascabili 1999
  • Gabriella Cella Al-Chamali – ‘Il grande libro dello yoga’ – Rizzoli 2009
  • Shrii Anandamurti – ‘Psicologia dello Yoga’ – Ed. Ananda Marga 2002
  • Peter Levine – “Somatic experiencing: esperienze somatiche nella risoluzione del trauma” – ed. Astrolabio 2014
  • Bessel Van Der Kolk – ‘Il corpo accusa il colpo’ – Ed. raffaello Cortina 2015
  • Stephen W. Porges – La guida alla teoria polivagale. Il potere trasformativo della sensazione di sicurezza – Giovanni Fioriti Editore – 2018
  • Brandon Adams, Mark Stephens, Margaret A. Howard – “Teaching Trauma-Sensitive Yoga: A Practical Guide” – 2018
  • Stephen Cope – La saggezza dello yoga: una guida alla ricerca di una vita straordinaria – Universale economica Feltrinelli – 2009
  • Riccardo Marco Scognamiglio – L’inconscio digitale: la sfida di una clinica senza soggetti – articolo 2021
  • A. Baretta e M. Morbe – Somatic Competence Yoga. Dalle radici dello yoga allo yoga per l’ipermodernità – articolo 2018
  • E. De Donato – Yoga nelle giornate no: scivolare nella pratica, lasciandoci sorprendere dalla saggezza del corpo
  • E. De Donato – Yoga altamente sensibili oltre il “velo di maya” ovvero l’equilibrio nella complessità – Yoga Magazine.it 2022
  • E. De Donato – Yoga nel corpo: embodiment o disembodiment? – Yoga Magazine.it 2022

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