ALI = permettono di volare / leggerezza e vicinanza al Cosmo.

MENTE =  organo di attenzione, discernimento e conoscenza / la mente può emanciparsi dall’ignoranza  e vedere le infinite possibilità  della sua esistenza.

ARSI = Fuoco che cuoce il cibo / elemento alchemico che digerisce il cibo e lo trasforma in energia

Nel ventre  materno non usavamo gli occhi per vedere, nemmeno il naso per respirare o la bocca per bere e mangiare… attraverso il cordone ombelicale arrivava tutto il nutrimento necessario per crescere… in quel mondo prenatale la vita  si sviluppava grazie alla coerenza alimentare della natura. Certo alimentarsi  in un mondo che ci offre continuamente leccornie e milioni di varietà di cibi non  e’ facile… la nostra mente frastornata non sa scegliere la cosa giusta cioè quella che nutre gradevolmente e in modo sano. Allora come possiamo orientarci verso il nostro  bene come faceva madre natura quando eravamo nell’utero?

Trasgredire o trasformare?

Che cos’è la trasgressione? Perchè ci da quella  gioia momentanea irresistibile? Avete presente la “cambiale”? Firmandola sottoscrivete un pagherò ipotecando il vostro presente pagamento in un debito futuro! La trasgressione è una facile gioia poichè non amiamo pagare per ciò che vogliamo. Quello che chiamiamo “peccato di gola” ci fa dimenticare le necessità alimentari del nostro corpo solo per seguire una voglia. La trasgressione ci regala l’illusione della liberazione dalla legge di “causa ed effetto”. Ma proprio  mentre lo ingeriamo, il ”peccato di gola”, interferisce subito con le nostre cellule e organi interni, squilibrando  il nostro processo di assimilazione e nutrizione quanto prima!

La “legge universale” che non si cura del nostro oblio, inesorabilmente  ci porterà il conto con gli interessi!!

Praticare il  bene yogico  verso se stessi e l’ambiente attraverso l’educazione ai cibi e alla creazione di valore  può essere un punto di partenza:

E se invece di cadere nel tranello della trasgressione  cogliamo l’occasione per  accogliere in noi il cambiamento (la trasformazione)?

Pensiamo alla nostra pratica yoga: come entrare nell’asana, come mantenere l’asana, sviluppare fluidità e armonia tra una postura e l’altra: praticare la presenza della  “mente nel corpo”. Mentre facciamo yoga, grazie all’attenzione  del respiro profondo, riusciamo a dirigere il pensiero verso corretti allineamenti di tronco, braccia, gambe e persino dello sguardo. La qualità del respiro che pratichiamo facendo yoga conduce la mente nel presente, ed è un dato di  fatto che solo nel “qui ed ora” possiamo cambiare e traformare tutto ciò che desideriamo  in questa esistenza!

Proviamo a usare i principi della  pratica yoga trasportandola nella vita di tutti i giorni e facciamo un esempio: Luisa vorrebbe adottare uno stile di vita più sano, ma ogni volta che decide di farlo accade qualcosa che glielo impedisce. Proprio il giorno che vorrebbe iniziare la dieta è invitata ad una festa a cui non può dire di no. Luisa proietta la sua vita nel futuro e dice a se stessa che inizierà a mangiare bene dal giorno dopo, tanto un giorno in più o uno in meno che cosa cambia? Ma qui Luisa entrerà nella perfetta equazione del “non ce la farò mai a mangiare bene dunque mi rassegnerò”, poichè il giorno dopo la festa senz’altro un ostacolo inatteso sopravverrà, sabotando un’altra volta la sua volontà di cambiamento.

Giustamente voi mi direte che Luisa malgrado il sincero desiderio di cambiare le sue abitudini alimentari, non può sempre sottrarsi ai momenti piacevoli di aggregazione e festeggiamento che le offre la vita! Ma proiettarsi nel passato o nel futuro non è consentito nello yoga; le posture, anche se difficili, ci mostrano sempre la possibilità nel “qui ed  ora” di trasformare la frustrazione della resistenza muscolare e scheletrica  in respiro compassionevole  e accettazione di come si è restando “presenti”, imparando a gioire anche dei  più piccoli cambiamenti!

Se Luisa  fosse andata alla festa e avesse mantenuto stabile (nel momento presente) la sua decisione  di mangiare bene ci sarebbe riuscita anche al party, magari scegliendo un’alternativa ai cibi e alle bevande presenti alla festa o usando una strategia  come quella di portare con sè un frutto o delle mandorle! Cosi facendo  avrebbe accumulato stima per se stessa (esperienza di cambiamento e libero aritrio) anzichè un’ impotenza  paralizzante (collezionare  fallimenti).

Manutenere consapevolmente l’attivita costante degli organi vitali, dare energia ai nostri movimenti e ai nostri pensieri non è semplice. Nello yoga sperimentiamo la percezione del Prana (la forza primaria vitale), il risveglio della Kundalini (la  Shakti che attraverso i sette chakra risale  a danzare con Shiva) di conseguenza il nostro stato vitale psicofisico dipende  molto da cosa mangiamo altrimenti non abbiamo energia per vivere ed evolverci!

Gli organi sensoriali scelgono e sentono gli stimoli: attrazione-repulsione, la fase di “in take” quando mangiamo  è tra le più delicate. Innanzitutto è importante considerare cibo anche “il respiro”, che inviando ossigeno al nostro sistema respiratorio dona al sangue nutrimento a tutte le cellule di cui siamo composti. Secondo, dovremmo osservare “quanta acqua beviamo ”, anche questo è cibo essenziale per la vita delle cellule e per l’idratazione dei tessuti fino alle ossa.

Dobbiamo ricordare che persino i pensieri e le parole sono importanti cibi che nutrono o meno l’attività della nostra “ Mente-Anima”! Vi sarà capitato almeno una volta di essere tanto rapiti dalla lettura di un libro o dalla visione di un film da dimenticare la fame! Oppure di essere talmente felici o tristi da perdere l’appetito per ore… queste riflessioni ci aiutano a trattare con molta onestà il momento di andare a tavola per scegliere bene  quanto e cosa mangiare piuttosto che essere “scelti” o trovarsi in “balia degli eventi!”.

Ad esempio dalla medicina Ayurvedica ci arrivano  semplici prescrizioni per equilibrarei tre Dosha ovvero le tre  caratteristiche biologiche  del corpo umano: Kapha = terra acqua, Pitta = fuoco, Vata = aria . Lo scopo del cibo è quello di veicolare l’energia in modo corretto oltre che nel corpo fisico, anche nelle 14 principali Nadi (canali  energetici). Ci sono cibi che incrementano Vata ed altri che aumentano Kapha e Pitta, ma ora senza entrare nello specifico  accogliamo questo suggerimento per  affrontare, e trasformare, “l’intake” in una fase consapevole  individuando il nostro dosha e apprendendo molto di più su come spezie e alimenti siano giusti per la Costituzione  Ayurvedica  di  ognuno di noi. Possiamo integrare nuove abitudini alimentari usando il cibo come prevenzione  che contrasta le malattie causate da  una nutrizione povera di forza vitale . Prima di portare alla bocca dovremmo “porgere agli occhi” e dare alla mente il tempo di valutare bene!

Negli otto arti dello yoga descritte dal maestro Patanjali (capitolo Sadhanapadah, verso 2.29  del libro dello Yoga Sutra) troviamo altri utili suggerimenti da tenere in considerazione nei comportamenti della vita  e che possiamo adottare, comparandoli, con quelli da usare a tavola :

Yama =  comportamenti verso ciò che ci circonda;

Il non attaccamento alle abitudini alimentari povere di energia vitale ci condurrà a preferire il cibo vegetariano, di per sè non violento e disintossicante.

Niyama = comportamenti verso noi stessi;

Il rispetto verso noi stessi ci aiuta a scegliere tra le varie qualità nutritive del cibo evitando di tradire il nostro corpo con cibi effimeri.

Asana = la pratica degli esercizi fisici;

Portare armonia nel corpo; fare movimento tra un pasto e l’altro per favorire assorbimento ed eliminazione del  pasto consumato.

Pranayama = la pratica degli esercizi di respirazione;

Il respiro profondo favorisce la vitalità e il vigore: fare più passeggiate nei parchi per nutrirsi di aria pulita.

Pratyahara = il controllo dei sensi;

Non significa sopprimere i desideri dei sensi o dell’appetito, ma  imparare a mangiare moderatamente e lentamente senza ingolfarci!

Dharana = la capacità di dirigere la mente;

Con il controllo della mente e la giusta attenzione  sarà più facile cibarsi di sensazioni, pensieri, parole, liquidi e nutrimenti  positivi, buoni  e compassionevoli verso il nostro “corpo-mente-anima”.

Dhyana = la capacità di entrare in rapporto con ciò che cerchiamo di comprendere;

Riuscire a rimanere costanti nell’intento, non c’e’ più bisogno di “mettersi a dieta”, ma di scegliere la giusta alimentazione a seconda dei nostri bisogni e attività ogni giorno e con regolarità.

Samadhi = la completa fusione con l’oggetto da comprendere;

Riusciamo nell’obiettivo, stiamo bene, diventiamo saggi  e sani poichè: noi siamo ciò che mangiamo!

Un’ultimo punto per ispirarvi  includendo simultaneamente “trasgressione e trasformazione” è rappresentato  dal Tantra. Questo movimento filosofico considera qualsiasi esperienza del corpo un viaggio verso il divino mettendo al centro della conoscenza l’essere umano inteso come “laboratorio vivente” che attraverso la propria “esperienza”, rivela il sacro nascosto dentro di sè.

Non c’è da meravigliarsi se fra i rituali  tantrici troviamo l’ammissione del bere vino, mangiare carne, ecc. (cosa abbastanza controcorrente nello yoga dei maestri delle rinunce e dei precetti di non violenza). Questi però sono considerati soltanto esercizi: “pratiche” in cui le persone sperimentano un procedimento alchemico di trasformazione che va dallo stadio più fisico a quello più spirituale della conoscenza  sapendo che ogni cosa dalla più bassa alla più alta è sacra! Il sistema che agisce in noi quando ci alimentiamo e le complesse catene energetiche che ne derivano sono nella visione  tantrica  (sia nel microcosmo  che nel macrocosmo) entrambe  manifestazioni dell’energia creatrice (luce) che il  divino permea  nell’infinito presente.

Testo e disegni di Janine Claudia Nizza

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2 thoughts on “ALIMENT’ARSI!: trasgredire o trasformare?”

  1. Chiaro e illuminante, bello il legame gli otto passi di Patanjali e la crescita verso uno stato di responsabilità personale verso la propria salute fisica e morale. Lo yoga non dimentica alcun aspetto della vita quotidiana e non limita la pratica all’ora sul tappetino. Grazie per la semplicità e chiarezza nell’esposizione e la poliedricità dei campi toccati, dall’Ayurveda al Tantra, da Patanjali alle scoperte sull’alimentazione e le dipendenze che crea un’abitudine negativa.

    1. Cara Marilù grazie infinite del tuo accurato commento all’articolo!
      Apprezzo molto che ti sia arrivata ogni parte, tu sei una bella conferma del mio tentativo di dare uno sguardo quanto più ampio possibile al valore che può assumere questo argomento nella nostra vita.

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