Lo yoga nasce per rispondere alle esigenze fisiche e spirituali dell’essere umano e come tale ha sviluppato tante vie; cosi come i maestri della tradizione yoga si sono prodigati per fornirci la loro migliore esperienza in merito, oggi noi dobbiamo impegnarci a divulgare le competenze yogiche delle ultime generazioni.

Lo Yoga é madre

Vedo lo yoga come una madre e i suoi molti figli: difficile definire uno di questi il supremo; ognuno di loro é infinitamente prezioso, unico, sincero e senz’altro confluirà nel vasto “oceano d’ amore” mentre conduce alla liberazione dalla sofferenza, tutte le anime che lo chiedono con il cuore innocente e dedito all’impegno richiesto. Come una mamma lo Yoga è gentile e umile, non vuole produrre fotocopie di sé, ma renderci liberi e felici verso il cammino dell’autorealizzazione; ne é un luminoso esempio the Church of all Religions e la Self Realization del maestro Paramahansa Yogananda.

Attenzione però a non scambiare la devozione per i maestri e per la pratica con l’adulazione; una mamma non vuole creare un legame senza critica e impedire le libere scelte dei propri figli. Madre Yoga assiduamente ci esorta ad avere ogni giorno cura di noi stessi e non per questo attraverso sessioni rigide o ripetitive. Possiamo umilmente attingere al nostro stato d’animo per scoprire quale yoga sia giusto per noi oltre a discernere se praticare asana “rinvigorenti” se siamo stati molto fermi, oppure “rigeneranti” se abbiamo faticato tutto il giorno.

Ogni tipo di Yoga ci esorta ad uscire dalla zona di comfort, compensando e riequilibrando attraverso il respiro e le asana la“pace” dove siamo tesi, l’ ”energia” quando siamo scarichi e il “conforto” quando ci sentiamo oppressi. Proprio come ogni mamma, attraverso il suo amore, ci insegna ad avere fiducia nelle nostre capacità e a crescere ogni giorno un po’ di più.

Cosi come tante sono e saranno le filosofie, le religioni, le danze, i canti, i dipinti e le musiche; molti sono e saranno gli Yoga che donano benessere per corpo / anima nel cammino verso la consapevolezza dei tesori del cuore, gli unici che porteremo con noi al momento di lasciare il corpo.

Il potere trasformativo dello yoga

La pratica yoga é un immenso complesso pervaso da ascolto, osservazione e gratitudine anche per i più piccoli cambiamenti e dettagli. Perché mai lo Yoga ci fa sentire ”come nuovi” alla fine di ogni pratica? Quanti “SE”, a differenza dell’unico “io”, possiamo rivelare? E soprattutto chi o cosa ha il potere di trasformarci?

La gioia del percorso, la scoperta di nuovi luoghi abitati dalla mente e dal corpo sono così potenti e generano così tante conferme che ci dimentichiamo persino di fare domande o prefiggerci mete. Ogni ora di yoga trascorsa sul tappetino è una enciclopedia!

Lo sconfinato potere di corpo e mente in” azione e accordo” durante la pratica, sono la risposta a quegli interrogativi citati sopra, e la troviamo insita nella parola stessa: la radice sanscrita YOG vuol dire UNIONE.

Il Vinyasa richiede attenzione e ascolto costanti. L’insieme delle parole dei maestri e l’osservazione della natura fanno germinare (mentre sedimentano nel qui e ora ) soluzioni tecniche- creative ai problemi che incontriamo nelle asana o nel respiro soprattutto quando queste vengono assemblate in lunghe sequenze. L’efficacia TRASFORMATIVA di questa pratica diffonde uno numero di yogin sempre più numeroso che si basa su una ricerca costante, scoprendo sul proprio tappetino, verità che non si trovano né sui libri e che non piovono dall’alto.

Yoga é creatività

Nella Kabbalah commentata dall’ultimo dei rabbini depositari di questa millenaria saggezza, Yehuda Berg, c’è un fondamento narrato con uno splendido esempio: se abbiamo una squadra di atleti ignari delle regole del football, potranno mai questi, vincere una partita? E’ fondamentale conoscere le regole di un gioco per poter vincere. Tuttavia una squadra di giocatori fuori forma, pur conoscendo le regole, perderebbe contro calciatori più allenati.

La creatività non nasce da un capriccio umorale o da eccentriche stravaganze, al contrario richiede la conoscenza delle regole con cui si può GIOCARE; solo con tanto allenamento e studio arrivano le intuizioni con cui sviluppare il ”nuovo”.

Nonostante gli innumerevoli lignaggi, lo yoga offre ad ogni praticante, nel contesto ambientale e storico in cui si trova, la possibilità di sperimentare e consolidare metodi e approcci personali.

Prima di incontrare lo yoga la vita può apparire un enigma irrisolto soggiogata dal destino. Con la pratica yoga, forgiamo le nostre capacità attraverso le difficoltà di una postura e la pazienza di rimanere sereni per mantenerla. L’incontro quotidiano con la pratica genera curiosità e cambiamenti: diventiamo artefici del nostro destino, esperti nel superamento degli ostacoli per sviluppare la capacità di CREARE nel presente il nostro futuro, illuminando anche la nostra esistenza: insomma prendiamo noi le redini della nostra vita decidendo dove andare.

Il Vinyasa Yoga stimola la pratica con enigmi che contengono SOLUZIONI; a partire da semplici asana di allungamento fino ad arrivare alle posture di equilibrio e contorsione legate in coreografie sempre diverse. Il rispetto delle regole (parametri fondamentali) genera coerenti allineamenti, counter poses e variazioni di asana, dall’inizio alla fine della Sequenza. A maggior ragione se siete insegnanti di yoga sentirete lo stimolo a correggervi e interrogarvi su come guidare un passaggio da un’asana ad un’altra o finalizzare una pratica a certe parti del corpo e della mente, variandone gli obiettivi per raggiungere più studenti possibili, soprattutto quelli in difficoltà e bisognosi di incoraggiamento.  Tuttavia questa é una missione che richiede: grande impegno, integrità, umiltà, compassione, ascolto, coraggio e un pizzico di IMMAGINAZIONE. Anche l’osservazione del volo di una farfalla o le note di una melodia possono divenire Sequenze di Vinyasa ed essere fertili muse del concetto di Flow.

Abituarsi a contare i Vinyasa ha a che fare con la creatività nello Yoga e favorisce la “nascita” di elementi nuovi, é fondamentale per guidare una sequenza yoga: prima di tutto perché attraverso il conteggio e il rigore della Respirazione Ujjayi impariamo a fare movimenti più ampi sia sul piano respiratorio che su quello fisico e poi perché il Vinyasa determina il numero a cui corrisponde inspirazione o espirazione per entrare da un’asana, alla successiva, con un ordine posturale che aiuta a fare solo movimenti ESSENZIALI. E infine perché la lunghezza del respiro unita alla numerazione stabilisce naturalmente l’ampiezza di passi, salti e allineamenti posturali mentre pratichiamo. Contare i Vinyasa di un ciclo di asana dello stesso gruppo o del Flow scelto, permette di controllare meglio la presa dei bandha evitando di mettere la forza in quei punti non coinvolti dalle posture e dona resilienza preservandoci dall’apnea e dai movimenti violenti. Le associazioni mentali del corpo che si esprime nel Flow seguendo i parametri del Vinyasa descritti dal maestro Patanjali, e le basi del Surya Namaskara A e B dell’Astanga Yoga aprono le strade per forgiare un infinito ventaglio di tecniche rigorose e al contempo, originali.

Ovviamente ognuno di noi sceglie lo stile in cui prova più passione e stimolo, ma la scelta é simile a quando preferiamo un genere musicale o letterario. Amandone uno non ne disprezziamo gli altri, anzi gli stili Yoga respirano fra di loro come le grandi Biblioteche accolgono tutti i volumi che l’umanità vuole scrivere. Se le porte delle Scuole si tengono aperte, possono permeare la variegata moltitudine dei praticanti, ognuna con la propria saggezza.

Lo Yoga é Coordinamento e attenzione

Adesso osserviamo come il nostro corpo respira: si resta sbalorditi poiché anche solo dal punto di vista anatomico, ”l’albero respiratorio” é un miracolo di interattività e coordinamento funzionale ed esistenziale. Oltre a ciò il coordinamento degli allineamenti che mente e corpo devono compiere nel Vinyasa, non sono prova facile né per principianti, né per avanzati. Nell’Hatha Yoga tradizionale é più semplice concentrarsi sui bandha e sul respiro; non essendoci movimenti coordinati dinamici tra una postura e l’altra, il corpo e la mente possono dialogare tranquillamente.

Inoltre nelle sequenze Vinyasa Yoga non sono coinvolti solo i fattori elencati prima, ma anche la prontezza dei RIFLESSI: questi aumentano la curiosità e le skills nella pratica, incoraggiano l’espansione del corpo nell’allineamento contro la tenuta “auto-bloccante” del “mantenere rigidamente un’asana” e sviluppa uno dei limbi più importanti dello Yoga: DHARANA.

Così impegnato, lo yogin non fluttua più col pensiero o dimentica di essere presente ad ogni respiro, ma resta concentrato e pronto a discernere la bontà di certi passaggi e pause, impara a prendere rapide decisioni: realizza ”radicamento”, ”leggerezza”, “pace interiore” in AZIONE.

Dharana in sanscrito oltre che attenzione significa anche capacità di “ricordare”, in quello stato di mente/corpo siamo pi ù inclini a fidarci di noi stessi e dello spazio intorno al tappetino, ci proiettiamo senza timore in” funanbolismi e balacing poses tipici della “meditazione in movimento”.

Grazie allo stile di Yoga che abbiamo scelto, fondiamo le basi in noi stessi per aiutare in futuro anche altri yogin ad esprimere il loro potenziale unico e necessario come ogni specie da proteggere in natura; dagli esseri più fragili a quelli pi ù sfruttati dalla società. Qualsiasi stile di yoga voi scegliate, purché supercostante, forgia l’attenzione e l’amore per tutte le creature anche se ora la pensate diversamente.

Lo Yoga è Uno in Molti ed è Molti in Uno.

La natura ci insegna le infinite variabili del tutto. Prendiamo ad esempio le foglie dagli alberi: quando cadono formano innumerevoli danze; quando atterrano creano miliardi di disegni e quando muoiono diventano esse stesse nutrimento degli alberi che le hanno generate, ricongiungendosi alle radici in un ciclo sempre unico anche se gli elementi sono gli stessi.

Dunque se Madre Natura ci mostra l’infinita varietà nel tutto perché mai noi, suoi figli, dovremmo contraddirla o relegarla? Ogni stile di yoga si é soffermato su un ATTIMO e vi ha costruito sopra un impero. Lo stesso Krisnamacharya non sapeva più dove scrivere tutto ciò che sperimentava e capiva dello yoga. Ricordo di aver letto dai suoi illustri discepoli in particolare Ramaswami (Vinyasa Krama) che il maestro lasciò cosi tanti scritti di tecniche e approcci sullo yoga che gli allievi (Iyengar, Pattabhi Jois, Desikachar  dovettero scegliere un ramo per volta per avere il tempo di praticare seriamente una di quelle strade fino in fondo nella loro vita.

Bibliografia:

  • Awake: film sulla vita di Paramahansa Yogananda
  • The complete book of Vinyasa yoga: Sriatsa Ramaswami
  • The power of Kabbalah: Yehuda Berg
  • “Vinyasa Flow Yoga”, descrizione di Janine Claudia Nizza
  • “Stretch your Soul” Vinyasa Yoga Flow di Janine Claudia Nizza

Testo e disegni di Janine Claudia Nizza

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10 thoughts on “Lo Yoga è Uno in Molti ed è Molti in Uno”

      1. Madrew Yoga e Madre Natura evocate in questo profondo e comprensivo testo, dimostrano il rapporto affettivo e generoso con cui poni a disposizione la tua intelligenza creativa e conoscenza vera, personale della mente-corpo unite spiritualmente nello yoga con noi fortunate e benvolute allieve ed allievi. Grazie Janine Claudia!

  1. Sono orgogliosa di averti come maestra, sei la migliore perché sei congruente, integra, divertente e creativa!! Tutte le tue anime artistiche e yogiche convergono in tutti hi insegnamenti che ci passi, con passione, costanza, serietà ma anche leggerezza!! Conto di essere tua allieva fino a novant’anni ❤️🙏🏽

  2. Bellissimo articolo Claudia appassionato come sai esserlo tu. Ci ho ritrovato i tuoi insegnamenti e la tua creatività che ti rendono unica

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