
IL CORPO FISICO E IL CORPO DI AZIONE
Abbiamo un corpo per poter apparire sul piano fisico e avere, di fatto, la possibilità di agire. Ma attraverso il corpo possiamo anche vivere il non agire. Il corpo ama essere nell’azione, sudare, scaricare, essere nello sforzo intenso, in contatto con la realtà, in quanto la vita desidera incontrare la vita. Il corpo, però, ama anche il riposo, la calma, il non essere troppo stimolato. Insomma, esso ci fa capire che l’essere umano ha bisogno dei tre aspetti del movimento per realizzarsi: l’immobilità, il movimento e la folgorazione.
Il risveglio è essere intensivamente viventi e presenti nell’agire così come nel non agire. Muoversi non significa necessariamente muoversi, ma far muovere. Muoversi non significa per forza spostarsi. Si può prendere una decisione saggia nell’immobilità, nel silenzio, e tutta la vita si muove e dà movimento di conseguenza. Gli animali non sono mai in azione, ma sempre pronti all’azione. Entrano in azione e poi ritornano nella non azione, ma non sono ancora l’azione. Invece, l’essere umano nel suo agire deve, per via di consapevolezza e di conoscenza di sé, diventare l’azione, essere l’azione, non deve essere la propria azione ma quella di un’intelligenza superiore. E’ proprio tale scelta la Via del grande Servizio e dell’Omaggio alla vita. Perciò, egli deve padroneggiare la sfera della reazione che spesso fugge dalle sue mani.
L’essere umano è fatto per l’azione e, per tale motivo, egli possiede un corpo che non dovremmo ridurre ad una mera realtà fisica, quanto ad uno strumento per l’azione e, di fatto, esso è, nella sua verità funzionale, un corpo d’azione. L’uomo può scegliere l’azione giusta, ovvero la folgorazione del risveglio, illuminando la presenza e l’assenza.
Da un punto di vista iniziatico, addestrare il corpo permette di prepararlo alla non azione, cioè a diventare un calice puro, uno strumento per l’azione dell’anima e dello spirito. Solo lo spirito divino è in azione e di fatto l’azione del corpo deve essere la risonanza sul piano fisico dello Spirito di Dio in azione costante.
Tutto questo permette di evidenziare la differenza tra l’umano e l’animale. Gli animali entrano in movimento, mentre l’uomo deve farne un’arte, grazie ad un addestramento non solo fisico ma anche, e sopratutto, interiore. Coltivando in sé la sua interiorità come un giardino di virtù e di fiori, il movimento praticato dall’essere umano diffonderà il profumo e l’atmosfera leggera e pura.
L’animale si muove a seconda delle possibilità e delle caratteristiche del suo corpo. Naturalmente l’animale, mentre cresce, acquisisce la completa integrazione della sua specie a livello fisico così come a livello caratteriale. Invece, per l’essere umano tutto è da scoprire. Rari sono coloro che conoscono in primis tutte le possibilità corporee, per poi in seguito scoprire gli sviluppi creativi che si susseguono come un approfondimento di questa stessa potenzialità.
“Conosci te stesso…” è anche un richiamo per andare alla scoperta delle possibilità del corpo a livello della flessibilità, della tonicità, a livello della resistenza, al fine di ritrovare dentro di noi le stesse potenzialità e costruirci realmente e solidamente.
“Conosci te stesso” si in vera nell’azione che ci rende attivi e creatori per ciò che riteniamo essere vero. Ci impedisce di rimanere passivi ed incoscienti, ci invita a rimanere nella vigilanza e nell’equilibrio di fronte a tutto ciò che disturba e distrugge la vita.
Effettivamente, la vita quotidiana umana respira spesso una sorta di pesantezza, ma essere con il corpo non significa scegliere automaticamente la superficialità. A seconda di ciò che coltiviamo nella nostra vita, i nostri movimenti e le nostre posture possono anche essere l’espressione del nobile, dell’armonioso, del sottile e del vero.
“Io Sono, Io voglio, Io Sono, Io sono la Volontà in azione. Io Sono, Io agisco, Io sono…”
Alain Contaret
Ambasciatore Cultura e Tradizione essena – Sacerdote, filosofo e scrittore esseno – Ambasciatore di Pace

